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Napoli, Calzona: Osimhen devastato dalla Coppa d'Africa, su Kvara il problema è un altro

Il tecnico azzurro, al debutto in serie A, analizza il deludente pareggio col Cagliari che allontana ulteriormente i partenopei dalla zona Champions

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

L’illusione che il Napoli versione Calzona fosse guarito è durato poco: la prova convincente con il Barcellona in Champions ha lasciato il posto a quella deludente di Cagliari. Poteva arrivare comunque una vittoria importante per classifica e morale ma il gol di Luvumbo ha cancellato anche quello che sarebbe stato l’unico aspetto positivo di una gara con pochi spunti. Il tecnico azzurro ha capito che forse il lavoro è più duro di quanto immaginasse.

Calzona non butta tutto della prova del Napoli

Calzona era al debutto in serie A e si era illuso di poter iniziare con un successo. “Sapevamo che in casa il Cagliari parte forte e fa dei finali importanti, abbiamo sbagliato due occasioni importanti che dovevamo concretizzare, così come dovevamo stare più attenti su una palla calciata dalla loro metà campo, ripartiamo dalla gestione discreta dopo il gol e dall’ordine che ho visto in certi momenti, non possiamo fare altro. Il problema è mentale, la squadra ha una buona condizione fisica, l’abbiamo visto col Barcellona e oggi, posso rimproverare solo la gestione della partita. Era una partita sporca e bisognava calarsi in questa realtà”.

Per Calzona Osimhen devastato dalla coppa d’Africa

Osimhen ha segnato ma è uscito anche stavolta in anticipo mentre chi continua a deludere è Kvara, sostituito anche a Cagliari come era accaduto in Champions: “Fa di tutto per fare quel che chiedo, si concentra tanto che a volte perde di vista le sue qualità, a breve sono convinto che ci farà vedere grandi cose. Osimhen? Era solo stanco, è un ragazzo fantastico, non dimentichiamo che è reduce dalla coppa d’Africa, i giocatori tornano devastati da questa competizione per questioni anche climatiche e di cibo. Lui vuole ,giocare sempre ma anche col Barcellona era stanco”.

Poi aggiunge: “Dobbiamo stare in partita, fare più movimento. Abbiamo iniziato ad essere più squadra, ma lo facciamo a tratti e questo mi fa pensare che il problema sia mentale. Sapevamo che il Cagliari è una squadra che tiene la palla alta ed è lì che dobbiamo migliorare. Dobbiamo ricominciare a giocare a calcio, se accettiamo la partita sporca, non siamo capaci a farlo. Non deve essere la nostra arma. In questo periodo non puoi incidere fisicamente perché giochi ogni tre giorni”.

Raspadori crede ancora alla Champions

A Dazn parla anche Raspadori: “La cattiveria in campo l’hanno messa tutti, è mancata la volontà di chiudere la partita. Siamo stati imprecisi nel chiuderla, Fa arrabbiare prendere gol così. La gestione della palla potevamo farla meglio, ma credo che nei momenti cruciali di oggi siamo mancati nel fare il secondo gol. Ci siamo accorti con mister Calzona che non stavamo facendo benissimo, facciamo fatica a trovare le posizioni giuste anche quando recuperiamo la palla, siamo consapevoli di dover avere più ordine senza la palla, dobbiamo essere più continui durante la gara, non siamo calati mentalmente e questo è un buon punto di partenza. La Champions è complicata da raggiungere ma finchè c’è un minimo di spiraglio sarò il primo a crederci e con me tutti i compagni”.

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