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Juve Stabia: Pagliuca come Delio Rossi, maxisqualifica per schiaffi a un suo giocatore, il club fa ricorso

A pochi giorni dal big match con l'Avellino, maxi sanzione per il tecnico delle Vespe: il presidente Langella presenta ricorso e spera nella revoca

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Pietro De Conciliis

Pietro De Conciliis

Giornalista

Giornalista pubblicista e speaker radiofonico, per Virgilio Sport si occupa di calcio con uno sguardo attento e competente sui campionati di Serie B e Serie C

Per la Juve Stabia di Guido Pagliuca non è iniziata nel migliore dei modi la settimana d’avvicinamento al big match con l’Avellino di Michele Pazienza, in programma sabato sera allo “Stadio Partenio-Lombardi”.

Maxi squalifica per il tecnico delle Vespe, dopo un confronto piuttosto acceso con un suo calciatore nel tunnel degli spogliatoi del “Menti”, al termine della sfida pareggiata nel recupero con il Monterosi. Una decisone, quella del giudice sportivo della Lega Pro, che ha fatto inevitabilmente discutere.

Juve Stabia, Pagliuca squalificato per tre giornate

Guido Pagliuca, allenatore capace di creare una macchina perfetta a Castellammare di Stabia, sarà costretto a saltare tre giornate effettive di gara “per avere, al termine della gara, mentre le squadre rientravano negli spogliatoi, tenuto una condotta violenta nei confronti di un proprio calciatore in quanto lo colpiva con uno schiaffo al volto“.

“Non risultano conseguenze a carico del calciatore colpito”, ha precisato il giudice sportivo della Lega Pro nel suo consueto report del martedì, che ha scosso l’ambiente stabiese a due passi dall’attesissimo derby con l’Avellino di Michele Pazienza, reduce dal rotondo 0-5 di Latina. Una partita importantissima per il prosieguo del campionato, che il tecnico toscano non potrà vivere sul campo, ma solo dalla tribuna dello “Stadio Partenio-Lombardi”. Un episodio che riporta alla mente la celebre sfuriata di Delio Rossi che quando era alla Fiorentina si scagliò contro il suo giocatore Lijajc colpendolo più volte: vicenda che fu anche immortalata dalle telecamere ma che aveva un’altra motivazione, giacché il giocatore aveva offeso la madre del tecnico.

Ricorso della Juve Stabia

La Juve Stabia però non ci sta. Il club guidato dal presidente Andrea Langella ha immediatamente presentato ricorso contro la decisione del giudice sportivo, nella speranza di ridurre la squalifica di mister Pagliuca. Stando al comunicato ufficiale diffuso dalle Vespe, la speranza della società è quella di veder revocata la sanzione rifilata al trainer toscano, così da vederlo in panchina addirittura con l’Avellino.

“La S.S. Juve Stabia – si legge nella nota del sodalizio campano – comunica di aver provveduto al ricorso immediato nei confronti della squalifica, inaspettata, inflitta al proprio allenatore Guido Pagliuca di tre giornate. La società ha provveduto, dopo aver ricevuto la notizia ingiustificata, della presunta condotta violenta nei confronti di un proprio calciatore, a tutelare il proprio allenatore in ogni sede con la speranza che la stessa possa essere revocata”.

Al momento, però, ci sono poche possibilità. Nella migliore delle ipotesi, infatti, Pagliuca tornerebbe in panchina contro il Giugliano al “Romeo Menti”. Ad oggi, oltre alla super sfida con i Lupi, salterebbe sia la partita con i Tigrotti di Valerio Bertotto sia il match con il Potenza al “Viviani”. I legali della Juve Stabia restano ottimisti e auspicano di ridurre almeno a due turni la squalifica di Guido Pagliuca.

Chi è Guido Pagliuca, l’allenatore che sta esaltando i tifosi

Dopo aver lasciato il calcio giocato alla tenera età di 27 anni, a causa di un grave infortunio, Guido Pagliuca è ripartito dai giovani della sua Cecina, allenando Allievi e Juniores, prima di essere promosso in squadra. Da lì, inizia la sua scalata verso il calcio che conta. L’esordio in Serie D arriva con il Borgo a Buggiano, società satellite del Siena che gli consente di conoscere anche un personaggio del calibro di Giorgio Perinetti, oggi direttore dell’area tecnica dell’US Avellino.

Subito una promozione in C2, che vale la chiamata del Gavorrano e la successiva esperienza alla guida della Lucchese. Due parentesi poco fortunate che gli permetteranno di correggere alcuni errori e di crescere sotto il profilo della gestione tecnica. In D, si mette nuovamente in evidenza con Imolese, Real Forte, Ghivizzano e Pianese, prima di ritrovare la Lucchese in Lega Pro, dove totalizza 51 punti e conduce i rossoneri ai playoff.

L’anno scorso, un’altra stagione positiva con il Siena, protagonista soprattutto nel girone d’andata. I tanti problemi societari, però, hanno condizionato in maniera evidente il rendimento della squadra, penalizzata di 6 punti nel finale della regular season. Poi, in estate, la mancata iscrizione al terzo campionato professionistico italiano.

Nonostante ciò, il profilo di Pagliuca non è passato inosservato ed è stato ritenuto idoneo dal presidente Langella e dal giovane ds Matteo Lovisa, migrante al contrario dopo l’istanza di fallimento che ha coinvolto il Pordenone. Partenza senza pressioni, ma con un solo diktat: “avere il morso”, una frase che l’allenatore toscano ripete costantemente in conferenza stampa. Cattiveria, corsa ed idee. E qualche fedelissimo, come il classe 2001 Giuseppe Leone, regista cresciuto nella Juventus, ora appetito da tantissimi club di Serie B.

Sabato, contro l’Avellino, la chance per riscattare immediatamente il 2-2 casalingo con il Monterosi, che ha lasciato l’amaro in bocca e un velo di nervosismo che rischia di rovinare quanto di buono fatto nel girone d’andata. I gialloblù, però, hanno già dimostrato di avere la forza di rialzarsi, con serietà e consapevolezza, dopo il ko di Caserta. Michele Pazienza è avvisato.

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