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Volley A1 femminile, Egonu a casa di Bernardi: Novara-Milano è sfida tra icone e generazioni

Domenica a Novara la capolista riceve Milano. Per la prima volta si sfidano due icone della pallavolo italiana: Lorenzo Bernardi, tecnico dell'Igor Gorgonzola, e Paola Egonu, opposto dell'Allianz

10-11-2023 14:17

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La settimana europea ha prodotto un en-plein come ai bei tempi (5 vittorie, tutte per 3-0), ma gli appassionati sono già pronti a immergersi in un altro fine settimana denso di sfide intriganti. Su tutte, quella tra Novara e Milano, che è anche e soprattutto il primo confronto “diretto” tra Lorenzo Bernardi e Paola Egonu. Due icone senza tempo del volley italiano, pronti a darsi battaglia in una sporta di sfida generazionale che si preannuncia però densa di significati.

Anche perché l’Igor Gorgonzola ha cominciato la stagione come meglio non avrebbe potuto, inanellando 6 vittorie in altrettante gare, con due soli set lasciati per strada e una sostanziale sensazione di controllo in ogni frangente. Anche se le partite più toste cominceranno proprio da questo fine settimana, con Milano pronta a testare una volta di più le mire espansionistiche delle piemontesi.

Egonu-Akimova, una sfida tra giganti

Ridurre il confronto al duello tra Bernardi ed Egonu sarebbe davvero riduttivo. Chiaro che la sfida appare affascinante, e sotto molteplici aspetti: “Mister Secolo” è stato uno dei giocatori che hanno saputo spingere il volley nelle case degli italiani, e se oggi c’è un seguito così marcato su più livelli è anche grazie e soprattutto alla famosa “generazione di fenomeni” che ha segnato la fine del secolo scorso.

Bernardi come allenatore non s’era mai cimentato prima di questo autunno nel settore femminile: è entrato in punta di piedi, ma ha già fatto vedere di aver preso le misure alla nuova dimensione. Soprattutto ha trovato in Vita Akimova una formidabile attaccante: l’opposto russo viaggia a 22.6 punti di media a partita (56% di percentuale offensiva su 209 attacchi tentati) e forse anche per questo la sfida diretta contro Egonu si preannuncia davvero elettrizzante, auspicando che Paola possa presentarsi a Novara nelle migliori condizioni possibili dopo i problemi al ginocchio che l’hanno condizionata nelle ultime uscite.

Numeri a confronto: Egonu sposta gli equilibri a Milano

Va da sé che le medie tenute sin qui da Egonu, alla sesta giornata di campionato, al netto dei problemi fisici già menzionati, non sono affatto da buttare: con 20.2 punti a partita e il 45.5% in attacco, Paola è di gran lunga la giocatrice più efficace di cui può disporre al momento Marco Gaspari. Certo, contro Conegliano, tanto in Supercoppa quanto nella sfida di domenica scorsa in campionato, non ha potuto esprimere tutto il proprio potenziale, proprio perché il fastidio al ginocchio ha continuato a darle tormento.

Quella di Novara per l’Allianz è l’ultima gara di un ciclo terribile, che era cominciato con la sfida contro Scandicci (vinta 3-2: proprio nel corso del tiebreak Egonu fu costretta a uscire per infortunio) ed è proseguito con la doppia sfida contro la Prosecco Doc.

In Champions, quasi un giardino di casa per Paola, la risposta è comunque arrivata: 19 punti e tanti saluti alle serbe dello Stara Pazova, che alla vigilia si presentavano con le intenzioni di rendere dura per davvero la vita alle ragazze del Vero Volley. Ma l’illusione è svanita in fretta.

Novara, la partita si vince in difesa

Che misure proverà ad opporre Bernardi per limitare il consueto apporto dinamitardo di Egonu? Chiaro che molta pressione sarà sulla ricezione, con Eleonora Fersino che sin qui ha ricevuto 79 volte, con appena 5 errori e una percentuale del 27.8% di ricezione perfetta. Ha ricevuto di più Caterina Bosetti (118, con ricezione perfetta del 32.2%), così come l’olandese Anne Buijs, che pure ha faticato un po’ più delle compagne (12 errori su 98 ricezioni e un 17.3% di perfetta), spesso alternata con Greta Szakmary che ha collezionato 54 ricezioni con appena 3 errori (e una positiva del 29.6%).

Egonu avrà studiato bene le sue avversarie, un po’ come tutta l’Allianz, che chiederà un apporto rilevante anche alla banda composta da Daalderop e Sylla, con quest’ultima condizionata a sua volta da diversi problemi (ma in Champions è tornata: 7 punti e una serata liscia come l’olio).

Proprio per non incorrere in qualche imprevisto, Bernardi nel match di Challenge Cup disputato in Norvegia ha dato ampio spazio alle seconde linee, preservando l’intero sestetto titolare (Akimova, Bosio, Chirichella, Danesi, Bosetti, Buijs e Fersino) in ottica campionato. Scelta opposta a quella fatta da Gaspari, ma Milano aveva bisogno di ridare fiducia alle sue giocatrici cardine.

Velasco, il “doppio incarico” resta un tabù

Il tutto in una settimana che ha vissuto anche sulla questione legata all’annuncio da parte della FIPAV di Julio Velasco quale nuovo tecnico della nazionale femminile, a partire però dal 1° gennaio. E se i club di Serie A1 hanno ribadito che per loro il “doppio incarico” non è un problema, la federazione pare decisa ad andare per la propria strada. Tanto che Velasco, per liberarsi dalla UYBA, ha esercitato una clausola presente nel suo contratto, che prevedeva appunto la possibilità di lasciare l’incarico nel caso sarebbe arrivata la chiamata della nazionale.

Cosa che ha fatto pensare a più d’uno che sotto la cenere già dalla scorsa primavera qualcosa covava: Velasco aveva chiesto al presidente federale Manfredi di poter proseguire il primo lavoro come direttore tecnico delle nazionali giovanili, rendendolo compatibile con l’esperienza nella formazione di club, senza però trovare parere positivo.

Quella clausola però rispondeva a una sorta di “promessa” fatta a Manfredi, quella cioè di guidare eventualmente la nazionale sulla strada che avrebbe portato a Parigi 2024, qualora le cose con Mazzanti non avessero più funzionato. Proprio come è accaduto in coda a un’estate turbolenta come poche.

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