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Boxing Day, il calcio a Santo Stefano: perché in Premier League lo amano e in Italia non ha funzionato

Anche oggi la consueta abbuffata di calcio in Inghilterra: cinque partite in programma, in campo pure Liverpool, Manchester United e Aston Villa. In Italia invece niente: perchè.

26-12-2023 09:00

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

È una delle tradizioni più consolidate in Inghilterra, una vera e propria religione. Non esiste Boxing Day senza pallone, non esiste 26 dicembre senza partite di Premier League. Una lunga abbuffata di calcio nel giorno di Santo Stefano, che segue le tradizionali abbuffate – ma a tavola – della Vigilia, col cenone, e del pranzo di Natale. Una giornata interamente consacrata al campionato, che fa registrare costantemente il sold out nei bellissimi impianti inglesi. E anche quest’anno la storia si ripete: ben cinque partite in programma, con in campo big del calibro di Liverpool e Manchester United.

Boxing Day: il programma della giornata di Premier League

Si parte alle 13.30 (ora italiana) col match tra il Newcastle e il Nottingham Forest, poi il programma prevede due incontri con inizio alle 16: Bournemouth-Fulham e Sheffield United-Luton. Alle 18.30 tocca a Klopp e ai Reds: si gioca infatti Burnley-Liverpool, un testa-coda da brividi tra una squadra in lotta per la salvezza, quella di casa, e lo squadrone di Salah, a caccia del titolo. A completare il programma, alle 21, la supersfida d’alta classifica tra il Manchester United e l’Aston Villa di Emery, che sogna clamorosamente la vetta. Finita? No, si continua pure nei prossimi giorni. Il 27 ci sono Chelsea e Manchester City, il 28 Tottenham e Arsenal. E poi dal 30 dicembre al 2 gennaio altro turno.

Perché nel Regno Unito si gioca di più durante le feste natalizie

Quella di moltiplicare gli impegni nei giorni di festa è una tradizione tipicamente inglese, o per meglio dire britannica: anche in Scozia, infatti, programmano l’Old Firm, il sentitissimo derby di Glasgow tra Celtic e Rangers, costantemente in questo periodo. Il concetto è: essendo il calcio uno spettacolo, deve andare in scena quando gli spettatori hanno maggiori possibilità di goderselo. Quindi un festivo come il 26 dicembre si presta benissimo a questo scopo: non si lavora, i ragazzi non vanno a scuola e gli stadi possono essere affollati. Cosa che si verifica puntualmente: non esiste ormai annata di Premier senza partite nel Boxing Day.

Perché in Italia non si gioca più nel giorno di Santo Stefano

E in Italia? Soltanto tre volte in tutta la storia della Serie A si è giocato il 26 dicembre. Nel 1965, nel 1971, in epoca pre-televisiva, e nel 2018. In quest’ultimo anno la Serie A lanciò la “sfida” alla Premier: tutte le partite del 18mo turno in programma nel giorno di Santo Stefano, col clou del big match tra Inter e Napoli in primetime a San Siro. Fu un fiasco. Tra calciatori insofferenti per aver dovuto fare allenamento oppure per essere dovuti andare in ritiro il giorno di Natale, conferenze stampa deserte e stadi semivuoti, in Lega hanno deciso di non ripetere “l’esperimento”.

Anche perché quel big match tra Inter e Napoli, nonostante il clima natalizio, si macchiò di violenza. Un tifoso del Varese, Daniele Berardinelli, perse la vita dopo essere stato investito da un tifoso del Napoli, nel mezzo degli scontri tra tifoserie all’esterno di San Siro. E in campo, qualche ora dopo, ci fu la vergogna dei “buuu” a Kalidou Koulibaly, per giunta espulso dall’arbitro Paolo Silvio Mazzoleni. Insomma, forse è meglio lasciare il calcio di Santo Stefano agli inglesi.

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