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Evani rivela il retroscena sui rigori nella finale con l'Inghilterra

L'assistente di Mancini racconta cosa è successo dopo la fine dei supplementari a Wembley

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In Inghilterra ancora non si danno pace per quei rigori sbagliati: bravo Donnarumma sicuramente ma quante colpe hanno tecnico e giocatori? Southgate è sulla graticola per aver scelto dei ragazzini alle prime esperienze, Mourinho getta benzina sul fuoco e assicura che c’è stato chi si è tirato indietro e non ha voluto calciare il penalty ma come è andata con l’Italia? Chi si è proposto per tirare dagli undici metri?

Evani assicura che tutti volevano tirare i rigori

Il retroscena viene rivelato da Chiccho Evani. L’ex Milan, che con Lombardo e Salsano fa parte dello staff tecnico del ct, parla a La Stampa e dice: “Io vi garantisco che nessuno dei nostri si è tirato indietro, anzi semmai abbiamo avuto il problema contrario: li volevano tirare tutti. Tutti volevano prendersi la responsabilità, è stata una bellissima prova di coraggio, io lì ho capito che ce l’avremmo fatta».

Sui cinque rigoristi ha deciso Mancini

A scegliere i 5 designati è stato Mancini «E’ lui il ct ed è lui che alla fine ha l’ultima parola. Ha deciso bene direi, d’altra parte lui è sia un ex campione sia un tecnico intelligente e sensibile e in quei frangenti conta molto la psicologia, più che la tecnica. E Roberto sa leggerla».

Evani rivela il ruolo di Lombardo

Ad alleggerire la tensione, nello staff di Mancini, è stato Attilio Lombardo: «Lui anche da giocatore era uno scherzoso, sempre allegro e ironico. Ed è servito. Toccava soprattutto a lui scherzare ed essere anche un po’ preso in giro. Sto parlando sempre di cose simpatiche, con affetto e rispetto, ruoli maturati in tanti anni di carriera e un po’ rimasti anche oggi».

Su tutti però Evani loda il ct «Mancini coinvolge tutti nelle decisioni e ascolta il parere di tutti. Sia prima della partite, per prepararle, sia durante, noi tutti facevamo continui summit per portare ciascuno il proprio contributo e dire la nostra. Roberto è uno molto intelligente e senza preconcetti e se qualcuno suggeriva qualcosa di giusto, anche se magari non era stata la sua idea iniziale, ti seguiva. È stato un lavoro di équipe ma non vorrei sminuire il valore di Roberto, che non a caso è colui che questa équipe l’ha messa insieme. I meriti più grandi oggettivamente sono i suoi».

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