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Il rigore dubbio e il giallo dei due palloni: bufera sull'Inghilterra

La squadra di Southgate si è guadagnata il diritto di sfidare l'Italia nella finale di Euro 2020 grazie al rocambolesco 2-1 contro la Danimarca: polemiche per l'azione decisiva, macchiata dalla presenza di due palloni in campo per qualche secondo.

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Questa volta l’Inghilterra… ha giocato d’anticipo.

Per la seconda volta nella storia i Tre Leoni si sono qualificati per la finale di un grande torneo, a 55 anni di distanza dalla conquista del Mondiale 1966.

Il trionfo di oltre mezzo secolo fa è passato alla storia anche per il gol fantasma di Geoff Hurst, decisivo nella finale contro la Germania Ovest. Il pallone calciato dall’attaccante in realtà non attraversò mai completamente la linea di porta, ma la rete del momentaneo 3-2 fu convalidata e quell’episodio fa oggi parte della leggenda.

Ad Euro 2020 invece le polemiche arbitrali sono arrivate già in semifinale. La Danimarca rivelazione è stata infatti sconfitta solo per 2-1 dall’Inghilterra dopo i tempi supplementari e solo per un calcio di rigore che ha fatto e farà discutere parecchio, non solo sui social network.

Il contatto tra la gamba di Raheem Sterling e quelle di Joakim Mahele prima e di Mathias Jensen poi è parso minimo, ma l’arbitro Makkelie non ha avuto dubbi nell’indicare immediatamente il dischetto. La decisione è stata confermata senza possibilità di smentita da parte del Var, il cui check si è limitato a verificare l’esistenza del contatto, non potendo sindacare da protocollo sull’intensità dello stesso, riguardo al quale la decisione è di competenza solo del direttore di gara.

Come se non bastasse, nella stessa azione per qualche secondo ci sono stati due palloni in campo: lo si evince chiaramente da una foto diventata virale sui social networks già durante la partita, ma evidentemente il particolare è sfuggito all’attenzione di tutti gli ufficiali di gara, come pure dei giocatori danesi, intenti a cercare di fermare la percussione di Sterling.

Fioccano insomma le polemiche, ma anche le preoccupazioni per l’Italia in vista di una finale da giocare non solo sul campo dell’avversario, con 60.000 o più tifosi pronti a trasformare Wembley in un catino infernale, ma anche con l’inevitabile rischio che lo scenario possa influire su un’eventuale sudditanza psicologica nei confronti dell’arbitro.

Intanto, tra i tanti addetti ai lavori che si sono espressi sul rigore decisivo della semifinale, oltre al ct della Danimarca Kasper Hjulmand, c’è stato anche José Mourinho.

“Cinque secondi prima che Sterling prendesse la palla, c’era un altro pallone in campo e l’ho segnalato al quarto uomo, ma il gioco è proseguito. E poi ha allungato la gamba. Non era fallo da rigore” l’amara analisi di Hjulmand.

L’allenatore della Roma, ovviamente legatissimo al calcio inglese per i suoi lunghi e vincenti trascorsi, ha invece stroncato senza mezzi termini la decisione del direttore di gara:

“Ha vinto la squadra più forte – le sue parole – L’Inghilterra ha meritato ed è stata fantastica, ma per me quello non è mai rigore. A questi livelli in una semifinale europea davvero non ho capito la decisione. Sono felice per l’Inghilterra, ma come uomo di calcio sono deluso per la decisione che è stata presa”.
 

Il rigore dubbio e il giallo dei due palloni: bufera sull'Inghilterra Fonte: Getty Images

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