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Inchiesta Juve, la mossa dell’Uefa cambia gli scenari: ecco cosa può succedere

Ceferin è pronto a tendere una mano alla Juve, sotto inchiesta da parte dell'Uefa per violazione del fair play finanziario e per condotta antisportiva: serve però un gesto della nuova dirigenza.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

C’eravamo tanto amati. Da quasi due anni c’è gelo tra la Juventus e l’Uefa. Colpa della vicenda Superlega, di un tentato “colpo di stato” che ha avuto in Andrea Agnelli uno dei principali capi dell’insurrezione contro lo zar Ceferin, che se l’è legata al dito. L’avvocato sloveno, presidente dell’Uefa, ha vissuto come un tradimento personale la mossa dell’ex numero uno della Juve, di cui era stato padrino di battesimo del figlio. E anche la Juve, di conseguenza, è finita nel mirino.

Juve contro Uefa per colpa della Superlega

Proprio alla vicenda Superlega s’intreccia però la mossa dei dirigenti di Nyon, che s’aspettano un cambio di rotta da parte della nuova dirigenza bianconera prima del pronunciamento definitivo della Corte di Giustizia europea, che dovrebbe mettere la pietra tombale sul nuovo torneo ipotizzato nell’aprile 2021 da Agnelli, Laporta, Perez – presidenti di Juventus, Real Madrid e Barcellona – e altri nove club di Inghilterra, Spagna e Italia (Inter e Milan), che poi hanno frettolosamente “abiurato” il progetto. Abiura che dalla Juve, neppure dopo la rivoluzione nel cda, non è mai arrivata. L’Uefa si aspetta un “pentimento” prima della sentenza.

La doppia inchiesta Uefa sul club bianconero

Ecco, se la Juve cambiasse linea sulla Superlega, se abbandonasse al proprio destino Real e Barca, l’Uefa potrebbe essere meno severa nei due giudizi pendenti sul club bianconero: quello sulle possibili violazioni del fair play finanziario e quello sulla condotta antisportiva, per i quali Nyon ha chiesto e ottenuto le carte dellinchiesta Prisma direttamente dalla procura di Torino. Lo scrive la Gazzetta dello Sport, in un articolo firmato da Fabiana Della Valle. Per ora si tratta di rumors, di indiscrezioni. È innegabile però che una presa di distanze della nuova dirigenza farebbe piacere a Ceferin. Mossa che, ovviamente, dovrebbe arrivare prima della sentenza della Corte, attesa a breve: altrimenti che “pentimento” sarebbe?

Juve, la mossa che potrebbe cambiare tutto

I segnali dati dalla Juventus, in questo senso, sono stati ambivalenti. Sì, Francesco Calvo e Maurizio Scanavino hanno mosso i primi passi per ricucire i rapporti. Ma altre situazioni hanno fatto storcere il naso ai vertici Uefa. “Le interviste di Agnelli al Telegraf (in cui rilanciava la Superlega) e di Reichart, amministratore delegato di A22 Sports — la società promotrice della creazione della Superlega — alla Stampa (il giornale di famiglia) hanno destato stupore e creato imbarazzo”, si legge sulla Gazzetta. Ma non è (ancora) troppo tardi. L’Uefa è pronta a tendere la mano alla “nuova” Juve. A patto che cambi rotta in fretta.

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