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Juventus: buoni spunti, ma c'è ancora da lavorare

Nonostante la sconfitta, la Juventus ha offerto una buona prestazione nel secondo tempo riuscendo a tratti ad impensierire il PSG nell'ottica di un eventuale 2-2

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La Juventus è uscita sconfitta dal primo turno della fase a giorni di Champions League, con il risultato di 2-1 in favore del Paris Saint-Germain: per i parigini doppietta di Kylian Mbappè nella prima frazione, nel secondo tempo è Weston McKennie che accorcia le distanze per i bianconeri con un colpo di testa da calcio d’angolo.

Juventus: bene duo Vlahovic-Milik, ma il feeling tra i due non è ancora sbocciato

La sconfitta maturata al Parco dei Principi lascia comunque degli spunti di riflessione positivi per Massimiliano Allegri, in particolare dell’attacco. La nuova coppia offensiva bianconera, formata da Dusan Vlahovic ed Arkadiusz Milik (acquistato poco meno di un mese dal Marsiglia) ha fornito una prova da sufficienza in pagella.

Questo esperimento, visto e considerato che è la prima volta che i due giocano assieme, potrebbe essere riproposto contro un certo tipo di squadre che giocano chiuse ed in partite da vincere assolutamente, come quella di domenica prossima contro la Salernitana. Ma fondamentale deve essere il supporto del centrocampo, in quanto con il pressing dell’avversario per supportare la fase offensiva della squadra viene più facile creare opportunità pericolose all’interno dell’area di rigore.

Per la Juventus decisivi i cambi dalla panchina

La prestazione della Juventus è stata di gran lunga superiore nel secondo tempo, in quanto con l’ingresso di Weston McKennie (in ballottaggio negli ultimi giorni di mercato con Zakaria per una eventuale partenza) la squadra si è dimostrata più propositiva ed in grado di servire meglio gli attaccanti sfruttando anche le incursioni di un altro nuovo acquisto: Filip Kostic, acquistato dall’Eintracht Francoforte, compagno di nazionale del collega Vlahovic.

Con l’uscita di Fabio Miretti e l’entrata dello statunitense, la squadra di Allegri ha alzato il baricentro prendendosi anche qualche rischio in più, ma Mbappè è risultato meno letale, in particolare quando ha sprecato un contropiede calciando a lato senza servire Neymar.

Bremer da rivedere alla prima internazionale

Per quanto riguarda la difesa, vale la pena fare un cenno alla prova di Bremer. Se la Serie A è un banco di prova importante, la Champions lo è ancora di più. Naturalmente il match di ieri è cosa a sè vista la caratura dell’avversario. Il brasiliano, baluardo insuperabile nella lunga militanza granata, alla sfida contro i campioni di Francia ha dovuto assistere inerme alle prodezze del trio d’attacco parigino, con la sola colpa di essere di un altro pianeta rispetto a Messi, Neymar e Mbappè.

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