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Juventus, cosa succede ora che l’inchiesta è stata allargata ad altri 6 club e i giocatori coinvolti

Sei club a rischio dopo l'allargamento dell'inchiesta sulle plusvalenze della Juventus. Nel mirino i rapporti tra le società "partner" e la Vecchia Signora legati alla compravendita di giocatori.

25-02-2023 11:30

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Adesso a tremare, oltre alla Juventus, sono altri sei club. Con l’invio degli atti dalla Procura di Torino a quelle di Bologna, Genova, Cagliari, Bergamo, Udine e Modena l’inchiesta penale sui conti della Vecchia Signora si allarga alle operazioni con altre squadre, finite nel mirino degli inquirenti per le loro modalità poco chiare. Impegni e accordi di acquisto, peraltro, non comunicati in Lega come prescritto dal regolamento.

Inchiesta Juventus: gli altri sei club a rischio

Ma quali sono le squadre “partner” della Juventus, secondo i pm dell’Inchiesta Prisma? Sei le società nel mirino, quelle che hanno fatto plusvalenze insieme al club bianconero, in alcuni casi eseguendo fedelmente le direttive del ds bianconero Paratici: Bologna, Sampdoria, Cagliari, Atalanta, Udinese e Sassuolo. Alcune di queste società erano state assolte ad aprile 2022 a livello sportivo dal Tribunale federale, che aveva rigettato le accuse del procuratore Chiné. Oggi, però, sono emersi nuovi elementi che potrebbero rimettere tutto in discussione.

Juventus, il caso si allarga: i giocatori coinvolti

Queste le operazioni sospette. L’Atalanta ha fatto affari con la Juventus per circa 14,5 milioni di euro, con i prestiti “con obbligo di riscatto non federale” di Romero e Demiral più altri accordi riguardanti Mattiello, Muratore, Caldara e lo stesso Romero. Il Bologna è a rischio per Orsolini, il Cagliari per Cerri, la Sampdoria per gli affari Audero, Peeters e Mulé. Riflettori puntati sul Sassuolo per Demiral e Traoré, presi dalla Juventus (ma non ufficialmente) e parcheggiati in Emilia. L’Udinese invece è coinvolta per il caso Mandragora, acquistato per venti milioni con diritto di recompra fissato a 26, ma in realtà scambiato attraverso un accordo privato non depositato che garantiva il riacquisto a prescindere.

Plusvalenze, sei Procure al lavoro: gli scenari

Oltre a quella di Torino, che si prepara all’udienza preliminare del 27 marzo quando saranno discusse le richieste di rinvio a giudizio per i dodici indagati dell’Inchiesta Prisma e sarà esaminata la richiesta della Juventus di spostare il processo a Milano, ci sono dunque sei Procure al lavoro. Le indagini potrebbero chiudersi con un nulla di fatto, ma potrebbero anche essere seguite da richieste di rinvio a giudizio per i dirigenti delle altre squadre coinvolte. A livello sportivo, invece, i nuovi documenti saranno al centro del – probabilissimo – nuovo processo plusvalenze, riguardante i rapporti tra Juve e società “partner” e le due contestatissime manovre stipendi del club bianconero.

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