Roberto Mancini sembrava essere in pole per la panchina della Juventus, ma alla fine il club ha deciso di virare su Igor Tudor, probabilmente considerato più idoneo al ruolo di ‘traghettatore’ rispetto all’ex ct della Nazionale. Del mancato approdo alla Signora del Mancio, ha parlato il suo storico braccio destro Alberico Evani, che non risparmia una frecciata al club bianconero, aprendo – nello stesso tempo – le porte al Milan.
- Mancini-Juventus, niente da fare: l'attacco di Evani
- Juventus e Milan perfette per l'ex ct: ecco perché
- Che cosa manca al Milan secondo la leggenda Evani
Mancini-Juventus, niente da fare: l’attacco di Evani
Intervistato da 7Gold, Evani non ha certo dribblato la domanda sulle voci che davano Mancini a un passo dalla Juventus per sostituire il silurato Thiago Motta. Perché la trattativa non è andata a buon fine? Lo storico vice del tecnico di Jesi – i due hanno condiviso l’esperienza alla guida dell’Italia ma quella araba – dà la sua versione, riservando una stoccata all’indirizzo della Juventus, che cercava un traghettatore più che un allenatore con cui dar vita a un nuovo progetto a lungo termine.
“Limitarsi a un contratto di tre mesi non è proprio al massimo, quindi giustamente Mancini avrà avuto pazienza perché comunque prima o poi è una figura che interesserà a qualche squadra” ha dichiarato Evani. Che poi precisa: “Comunque si parla del nulla perché sia lui sia io non siamo stati interpellati”.
Juventus e Milan perfette per l’ex ct: ecco perché
Sfumata l’ipotesi Juventus, Evani non esclude la pista Milan, che però sembra tentato da Cesc Fabregas. O meglio, lascia intendere che l’organico rossonero ben si sposa con la filosofia dell’allenatore marchigiano ex Inter e Manchester City.
“Roberto è senza dubbio adatto tanto al Milan quanto alla Juventus, poiché entrambi i club hanno costruito squadre più votate all’attacco che alla difesa: per mentalità e voglia di comandare il gioco si sposerebbe bene con tutte e due le squadre”. Insomma, dalle parole di Evani si evince chiaramente la voglia matta del Mancio di tornare in pista, di rimettersi in carreggiata.
Che cosa manca al Milan secondo la leggenda Evani
Una vita in rossonero, prima da calciatore e poi da allenatore nel settore giovanile. Evani conosce vita, morte e miracoli di Milanello. E della stagione deludente del Diavolo dice: “Soprattutto nel Milan della prima parte è mancato lo spirito. Ma resto dell’idea che a livello individuale possa giocarsela con tutti”.
A nove giornate dalla fine e con sei punti da recuperare per acciuffare il quarto posto Champions, gli uomini di Conceicao sono chiamati a “modificare questo atteggiamento che poi è quello che fa la differenza delle nelle partite” chiosa.