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Lazio, Sarri scatenato: torna sull’Inter e attacca la Lega Calcio

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha il fuoco dentro nella conferenza stampa pre Europa League. L'allenatore toscano ne ha per tutti, senza risparmiare polemiche.

20-10-2021 17:38

“Sono rimasto al dito minaccioso, ho detto “non mi devi prendere per il culo” e sono stato squalificato con il Milan. Ho visto mani addosso, mani a terra, si parla di uno sputo che non ho visto e quindi non prendo in considerazione. Penso che il mio dito a questo punto sia estremamente pericoloso”. Queste le parole del tecnico della Lazio Maurizio Sarri nel corso della conferenza stampa che precede la sfida di Europa League contro il Marsiglia. Queste dichiarazioni sono un chiarissimo riferimento a quanto successo durante la gara vinte 3-1 contro l‘Inter (e a quanto già successo al toscano nella sfida col Milan). Due pesi e due misure, insinua Sarri, ma è così?

COSA SUCCEDE? GLI EPISODI DI MAURIZIO SARRI CON INTER E MILAN

Ripercorriamo velocemente i due episodi citati dall’ex Napoli, partendo da Lazio-Inter. In quella gara abbiamo assistito a scene vergognose per i campi della Serie A. Tutto è nato dal gol segnato da Felipe Anderson mentre l’interista Dimarco era a terra. Dopo ciò Dumfries gli si è lanciato addosso per interromperne l’esultanza. Sono intervenuti anche Ciro Immobile e Milinkovic oltre che Handanovic, per evitare conseguenze. Felipe ha subìto l’assalto senza reagire, è finito per terra. Da li è partita la prima mini rissa, col brasiliano poi tolto dal campo per evitare una caccia all’uomo probabile. Secondariamente si è visto l’episodio di Luiz Felipe, che forse senza rendersi conto della situazione a fine gara è andato ad abbracciare da dietro l’amico fraterno Correa, ex Lazio e ora all’Inter. Apriti cielo.

 Il Tucu si è divincolato e ha provato a colpire Luiz Felipe. Il difensore si è allontanato, quasi sogghignando ma sicuramente con un atteggiamento amichevole e non irrispettoso. Questo ha scatenato altre reazioni, soprattutto da parte di Lautaro Martinez, trattenuto a fatica dallo scagliarsi contro Luiz Felipe. E’ poi intervenuto Irrati, che ha sventolato il rosso a Luiz Felipe interpretando il gesto come un attacco. 

Per l’altro episodio, ricordiamo che Sarri era stato già stato squalificato per due partite in seguito ai fatti risalenti alla sfida col Milan. Sarri era stato fermato per una giornata per il rosso rimediato nella lite con il centrocampista rossonero Saelemaekers, a cui si era aggiungo lo stop di un’altra giornata per aver proferite espressioni blasfeme all’arbitro Chiffi nel tunnel degli spogliatoi. 

E’ proprio questo il “dito minaccioso” di cui parlava Sarri, un episodio francamente irrilevante se comparato con quanto successo all‘Olimpico di Roma. L’unica cosa che si può rispondere a Sarri è che sì, esistono disparità di trattamento tra un episodio e un altro, ma questo dipende prevalentemente dalla soggettività del direttore di gara e dalle circostanze specifiche dell’accaduto. 

LA POLEMICA DI MAURIZIO SARRI CON LA LEGA CALCIO A

Per concludere in bellezza, Sarri polemizza anche con la Lega di Serie A per quanto riguarda il numero di partite in calendario:

“Con questo calendario l’Europa League è quasi infattibile. Il poco riposo? Un discorso che investe 7 squadre, queste 7 saranno costrette per 17 partite con meno di 72 ore. Vedo che la Lega Calcio è molto disponibile nei miei confronti, mi risponde sempre a differenza di ciò che fa ad altri allenatori. Non pensiamo male e a strategie contro di noi, pensiamo che ci sia stata leggerezza nel calendario: 4 a 2 uno lo può accettare, 6 a 0 diventa difficile”.

Discorso condivisibile da parte di Sarri, ma ovviamente questa è una condizione che accomuna quasi tutte le big d’Europa. Quello che ne esce è la verve con la quale Sarri si è calato nella realtà Lazio, un ambiente focoso, emozionale, che vive sulle ali delle situazioni e del cuore. Sarri è rimasto al “dito minaccioso”: ha ragione in questo caso, ma che si vada avanti.

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