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Marciniak fermato dall'Uefa per il clamoroso errore in Real Madrid-Bayern Monaco: salta match importantissimo

L'arbitro polacco nella bufera dopo il fischio anticipato sul gol di De Ligt nel finale della semifinale di Champions League. Sospensione in vista di Euro 2024

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Pietro De Conciliis

Pietro De Conciliis

Giornalista

Giornalista pubblicista e speaker radiofonico, per Virgilio Sport si occupa di calcio con uno sguardo attento e competente sui campionati di Serie B e Serie C

Szymon Marciniak nella bufera. Il fischietto polacco, reduce dalla semifinale di Champions League che ha visto protagoniste Real Madrid e Bayern Monaco, è stato fermato dall’Uefa dopo l’errore commesso negli ultimi minuti in concerto all’intera squadra arbitrale al “Santiago Bernabeu” in occasione dell’azione che ha portato, a gioco già fermo, al gol dell’ex Juve De Ligt. Una rete che avrebbe significato il 2-2 nei regolamentari e la prosecuzione del match ai tempi supplementari.

Marciniak nella bufera

Szymon Marciniak continua a essere al centro di feroci polemiche, in Germania e in Europa. L’arbitro polacco, uno dei migliori al mondo secondo l’Uefa nell’ultimo decennio, ha commesso un errore oggettivo nei minuti di recupero di Real Madrid-Bayern Monaco, semifinale di ritorno della Champions League, vinta 2-1 dalla squadra allenata da Carlo Ancelotti grazie alla doppietta di Joselu. Il fischio anticipato su una delle ultime azioni dei bavaresi, infatti, ha scatenato l’ira di Thomas Tuchel e di Matthijs De Ligt, autore, proprio in quella occasione, della rete che avrebbe ristabilito la parità al “Bernabeu”.

Situazione molto chiara: lancio lungo in area di rigore in direzione di Mazraoui, che si inserisce parallelamente al compagno De Ligt, prima di andare a saltare insieme a Mendy. All’ingresso dei 16 metri dei Blancos, il terzino mancino del Real anticipa l’esterno della formazione tedesca, ma lascia lì la sfera, consentendo a Muller di servire di testa l’ex difensore della Juventus, capace di girare in porta di prima intenzione il pallone del possibile 2-2. Tutto inutile, perché l’arbitro Marciniak aveva già ampiamente fermato il gioco, su indicazione del primo assistente.

La decisione che ha fatto arrabbiare il Bayern

La bandierina alzata ha spinto il direttore di gara a decretare un calcio di punizione in favore dei padroni di casa, fermando l’azione che poteva portare ai tempi supplementari. Al momento del lancio del centrocampista del Bayern, l’unico ad essere in off-side sembrerebbe essere De Ligt, che partecipa all’azione soltanto in una fase successiva, dopo il tocco di Mendy e il colpo di testa di Muller, quando ormai era ampiamente rientrato in gioco.

Dai fermoimmagine Rudiger sembrerebbe, con il piede, rendere buona la posizione di Mazraoui, che attacca la palla insieme allo stesso Mendy e, dunque, si interessa all’azione. Da lì, la legittima rabbia dei tedeschi, che hanno avuto modo di rivedere immediatamente il replay in panchina e sugli schermi dello stadio.

Marciniak fermato dall’Uefa: quale partita non arbitrerà

Cosa rischia Marciniak? Il fischietto originario di Plock, classe ’81, potrebbe dire addio alla possibilità di arbitrare la partita d’esordio di Euro 2024, tra i padroni di casa della Germania e la Scozia, il prossimo 14 giugno. Questa l’intenzione e l’indicazione dell’Uefa in vista delle designazioni arbitrali dei prossimi Europei, con Marciniak che era in odore di dirigere proprio il match inaugurale del torneo continentale. Una punizione pesante per un arbitro di tale caratura e di questa esperienza internazionale.

L’errore tecnico di arbitro e guardalinee

L’errore tecnico di Marciniak è senza dubbio minore rispetto a quello commesso dall’assistente. L’arbitro, complici il momento della partita e una probabile parziale ridotta lucidità, si fida ciecamente del guardalinee e fischia vedendo la bandierina alzata, senza lasciar proseguire e chiudere l’azione, come da regolamento. In era Var, infatti, quando la fattispecie propone una posizione di possibile fuorigioco in zona pericolosa, è necessario non fermare il gioco fino a quando l’azione non viene conclusa o non è più ascrivibile come “azione pericolosa”.

L’assistente sbaglia nell’alzare la bandierina nell’immediato, senza aspettare lo sviluppo dell’azione, che poi si chiude con il destro vincente di De Ligt. Marciniak commette un’ingenuità, seguendo l’indicazione del proprio collaboratore, senza leggere la situazione. Il Var, a questo punto, non può più intervenire per correggere l’errore. Se è vero che i difensori del Real hanno finito per fermarsi al momento del fischio di Marciniak, è altrettanto vero che il gesto tecnico di De Ligt, qualora si fosse ugualmente verificato, sarebbe stato possibile annullarlo o convalidarlo con il chirurgico fuorigioco semi-automatico.

Fonte:

(Fonte foto: Amazon Prime Video)

Tuchel dopo l’errore di Marciniak: “A parti invertite non sarebbe successo”

Nel post partita, Thomas Tuchel non le aveva mandate a dire in conferenza stampa, sottolineando l’errore di Marciniak e della squadra arbitrale, in un ambiente “condizionante” come quello del “Bernabeu”: “Non è il momento delle scuse e delle giustificazioni, ma certe cose non sono ammissibili – ha tuonato –. I miei giocatori non devono sbagliare, ma nemmeno gli arbitri dovrebbero farlo. A questo livello in campo ci deve stare solo il meglio e il meglio deve essere garantito dal primo all’ultimo minuto. Se non è così, le scuse non servono. La decisione di fischiare ad azione in corso va contro tutte le regole del calcio moderno. Non si poteva essere certi del fuorigioco, quindi alzare la bandierina e fischiare è una decisione enorme. Ed è sbagliata. Tutto questo non sarebbe mai successo a parti invertite.

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