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MotoGP, GP Gran Bretagna: Bezzecchi svetta nelle Libere 1, colpi di scena nelle nuove FP2

Si sono svolte le prime due sessioni di prove libere del GP di Gran Bretagna, nono appuntamento della MotoGP 2023. Bezzecchi ottiene il miglior tempo nelle FP1, Espargarò nelle combattute FP2

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Riparte la stagione 2023 della MotoGP dopo la pausa estiva con il nono appuntamento in calendario, ovvero il GP di Gran Bretagna. Oggi in quel del circuito di Silverstone si sono svolti i primi due turni di prove libere secondo il nuovo format, e nella categoria regina si è distinto Marco Bezzecchi nel ruolo di mattatore delle FP1, vere e proprie prove generali, mentre nelle più competitive (vedremo perché) FP2 una caduta gli ha impedito il potenziale bis. In questo caso, il miglior tempo è passato da un pilota all’altro man a mano che la sessione entrava nel vivo, ma a spuntarla alla fine è stato Aleix Espargaró per Aprilia.

Da notare che il rientro dalle vacanze è stata anche l’occasione per vedere in pista degli aggiornamenti aerodinamici per le moto di diversi team, in particolare Yamaha (a tal proposito, spicca la gaffe del direttore tecnico Kazutoshi Seki, ripreso nei box in diretta televisiva con una cartellina di documenti classificati con i dati tecnici delle loro moto, molto sensibili, mostrata inavvertitamente nel verso con tutte le informazioni visibili) ed Honda (in particolare per la moto di Takaaki Nakagami: un pacchetto omologato da Stefan Bradl e che forse verrà passato anche a Marc Marquez).

MotoGP, GP Gran Bretagna, FP1: Bezzecchi in testa seguito dal compagno di team Marini, indietro Bagnaia

Partiamo quindi dalle FP1, quelle effettivamente utili ai piloti e alle scuderie per acclimatarsi al tracciato e ricavare informazioni importanti dalla sessione. Ed è sempre dominio Ducati pur non essendoci in gioco piazzamenti utili, visto che i primi quattro posti sono stati appannaggio delle Desmosedici.

Miglior tempo per Marco Bezzecchi, che ottiene come riscontro al cronometro 2:00.295, staccando di 36 millesimi il compagno di squadra nel team Mooney VR46 Luca Marini. Terzo posto per Jorge Martin per Pramac, distante dal primato 75 millesimi. A 172 millesimi troviamo poi come quarto miglior tempo Johann Zarco, altro alfiere Pramac.

Come sappiamo questo team, a differenza del VR46, schiera due delle quattro Ducati ufficiali in griglia: le altre due, della scuderia factory, hanno disputato invece delle prove libere piuttosto anonime.

Dodicesimo Enea Bastianini, che però ha dovuto anche fare i conti con una bizzarra caduta rientrando ai box dopo le prove di partenza (altra novità introdotta a Silverstone) dovute allo spostamento del traguardo: nessuna conseguenza particolare per il pilota e per la moto. Il compagno di squadra nel Ducati Team Pecco Bagnaia non è andato oltre il quattordicesimo posto, a 1.225 dalla vetta.

Il resto della top ten delle FP1. Caduta per Morbidelli

Tornando alla top ten, la prima moto non uscita dalle officine di Borgo Panigale a comparire in classifica delle FP1 è la KTM di Jack Miller, quinto, seguito poi al sesto posto da Aleix Espargarò su Aprilia. Settimo Franco Morbidelli (Yamaha), tradito dal posteriore della sua moto in curva 7 e finito sull’erba, senza conseguenze. Ottavo Raul Fernandez per il team cliente di Aprilia RNF, nono Maverick Viñales e decimo Fabio Quartararo a 946 millesimi da Bezzecchi. Quindicesima piazza per Marc Marquez, con un distacco di 1.291.

MotoGP, GP Gran Bretagna, FP2: Bezzecchi parte bene, ma la leadership cambia di continuo

Tutt’altro discorso, almeno per quanto riguarda la posta in gioco, per le FP2, che secondo il nuovo format garantiscono l’accesso alla Q2 di domani ai migliori dieci piloti nella lista dei tempi. Bezzecchi parte bene stampando un riscontro cronometrico pari a 2:01.897.

Ma è Brad Binder, in quota KTM, che fa scendere le lancette sotto i due minuti, ottenendo un tempo nella sua sessione di 1:59.889. Il rivale del team Mooney VR46 risponde poco dopo insidiando il primato del sudafricano e portandosi anch’egli sotto il minuto, a 136 millesimi dal miglior tempo.

Ma la leadership è mutevole come il cielo sopra Silverstone (durante la sessione è caduta qualche goccia di pioggia): successivamente infatti la testa passa ad Espargaró (1:59.694), poi ancora a Miller (1:59.567) e quindi a Viñales. Caduto all’inizio delle FP2 in curva 16 per poi tornare ai box dolorante e un po’ zoppicante, lo spagnolo dimostra di essersi ripreso al meglio conquistando il miglior tempo a 1:59.218.

Ma è quindi Bezzecchi a riprendersi la vetta con 1:59.018. Tuttavia i colpi di scena non sono finiti, visto che il pilota del team VR46 subisce uno spettacolare highside che lo fa volare fuori dalla moto: per fortuna nulla di grave, ma intanto ad agguantare il miglior tempo è stato Bagnaia, che dopo il rallentamento dovuto alla presenza di Bastianini davanti a lui nel corso della sessione, chiude negli ultimi ed arrembanti minuti delle FP2 con 1:58.973.

Ma per il campione del mondo la leadership non è durata molto. Queste furiose prove libere infatti sono terminate con la prestazione notevole di Miller e, infine, di Espargaró, decisivo dominatore delle FP2 con un tempo pari a 1:58.183.

Chi va in Q2 e chi dovrà invece giocarsela in Q1

In Q2 entra anche Martin, a 671 millesimi di ritardo. Seguono poi gli altri classificati Binder (gap di 715 millesimi), Viñales (721), Zarco (760). Sesto Bagnaia a 790 millesimi, settimo lo sventurato Bezzecchi a 835 millesimi, mentre negli ultimi tre posti si va oltre il secondo di gap: ottavo Miller, nono Marini, decimo Aleix Marquez.

Fuori dalla Q2, tra gli altri, Quartararo (undicesimo), Morbidelli (classificatosi subito dopo), Marc Marquez (tredicesimo) e Bastianini, che ha chiuso al quindicesimo.

Tra gli imprevisti, oltre la caduta di Viñales, se l’è vista ancora più brutta il citato Quartararo, che a momenti ha rischiato il disarcionamento dalla sua Yamaha, riuscendo comunque a mantenere il controllo del mezzo. È poi scivolato Marini all’altezza del quarto settore, fortunatamente senza conseguenze.

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