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Nadal, la previsione sconvolgente su Sinner e il futuro del tennis: "Va limitata la potenza"

L'ex campione maiorchino lancia l'allarme sul prossimo dominatore: "Arriverà qualcuno alto più di due metri e sarà impossibile strappargli il servizio".

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Rafa Nadal lancia l’allarme sul futuro del tennis. Non è una questione di oggi, probabilmente neppure di domani: ma verrà un giorno, non troppo lontano nel tempo, in cui a prendersi la scena sarà un campione grande e grosso, capace soprattutto di sparacchiare al servizio e di muoversi con agilità da una parte all’altra del campo. L’ex fuoriclasse maiorchino ha condiviso la sua previsione, tutt’altro che esaltante, nel corso di una conferenza presso l’Escuela Universitaria che gli hanno intitolato a Madrid. E ha suggerito pure a quelli che prendono le decisioni di inventarsi qualcosa, “altrimenti non si riuscirà più a fare un break”.

Nadal lancia l’allarme sul tennis: “Niente più break”

Parlando dei prossimi scenari del tennis e dei suoi interpreti, Nadal – che si è ritirato ufficialmente lo scorso novembre durante le Finals di Coppa Davis a Malaga – si è mostrato preoccupato per il futuro del “suo” sport: “In generale ci sono atleti che sono sempre più alti e si muovono meglio, ormai il servizio ha un impatto decisivo sulle partite. Si gioca solo o quasi solo di potenza e se non si limita questa potenza, arriverà qualcuno alto più di due metri e con buona mobilità e non si potrà competere contro di lui. Penso che non si riuscirà più a fare un break”. A rimetterci, inevitabilmente, saranno gli spettatori: sai che noia, le partite senza break.

Per Rafa il tennis di Sinner e Alcaraz è ancora godibile

La preoccupazione del maiorchino, è ben chiarirlo, è relativa al tennis di un prossimo futuro. Per il momento, con giocatori come Jannik Sinner o Carlos Alcaraz, c’è ancora la possibilità di gustarsi belle sfide. “Il cambiamento per fortuna non è ancora arrivato, Djokovic ha giocato una finale di un Masters 1000 pochi giorni fa, io stesso ho continuato a competere ad alti livelli fino a un anno e mezzo fa. Questo mi porta a pensare che la trasformazione non sia ancora così brusca, perché abbiamo continuato ad avere possibilità di successo”. Sul futuro, però, aleggiano ombre e nubi minacciose.

La battaglia di Nadal contro la malattia e le sfide con Federer

Nel corso del suo intervento Rafa ha parlato anche della diagnosi della sindrome di Muller-Weiss al piede, comunicatagli nel 2005: “Diversi medici mi dissero che non avrei più giocato, avevo solo 19 anni. Alla fine si trovò una soluzione, deviare il punto d’appoggio con una soletta di 7 millimetri e una scarpa speciale. Ha funzionato, anche se questo ha creato conseguenze negative in tutto il resto del corpo“. Quindi sul più bel ricordo, una finale di Wimbledon contro Federer: “Una delle partite più difficilidella mia carriera, era la terza finale a Wimbledon dopo aver perso nel 2006 e nel 2007 contro di lui. Batterlo mi ha dato una spinta in più, mi ha fatto capire che potevo vincere grandi tornei anche lontano dalla terra”.

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