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Napoli, i protagonisti dello scudetto: Kvara, Osimhen e Kim ma non solo. Tutti gli uomini di Spalletti

Il Napoli conquista il suo terzo scudetto trascinato dalle giocate di Kvaratskhelia, dai gol di Osimhen e dal muro Kim: tutti gli uomini che hanno contribuito alla straordinaria impresa

05-05-2023 11:00

Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Una storia che si rispetti deve avere sempre dei grandi protagonisti. Il Napoli che conquista il terzo scudetto rispetta in pieno questa regola. Il condottiero è Luciano Spalletti ma i protagonisti dell’impresa firmata dalla formazione partenopea sono tanti, diversi e particolari: capaci di portare un mattoncino fondamentale nella costruzione dell’opera che resta nei cuori dei tifosi azzurri.

Napoli, l’eroe mascherato: Victor Osimhen

Un supereroe che si rispetti deve avere la maschera e il mantello. Victor Osimhen rispetta almeno uno di questi requisiti. Da tempo infatti la maschera che gli protegge il viso è diventato il marchio di fabbrica dell’attaccante nigeriano. Dietro il successo del Napoli ci sono i suoi gol, la capacità unica di spaccare le difese avversarie con la sua rapidità e la sua potenza. Eppure il suo percorso a Napoli non è stato semplice: è stato un percorso il suo che lo ha portato ad essere uno degli attaccanti più ricercati d’Europa. Nei primi periodi all’ombra del Vesuvio a frenarlo sono stati gli infortuni, il carattere un po’ fumantino e una tecnica ancora da affinare: quest’anno il nigeriano ha saputo mettersi tutto da parte fino a diventare il trascinatore in campo non solo dal punto di vista tecnico. Ed ovviamente il gol scudetto non poteva che essere suo.

Fonte: Getty

Victor Osimhen of SSC Napoli points finger at camera during the Serie A match between Empoli FC and SSC Napoli at Stadio Carlo Castellani on February 25, 2023 in Empoli (FI), Italy (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto via Getty Images)

Napoli, l’eroe sconosciuto: Khvicha Kvaratskhelia

Prima di questa stagione difficilmente in tanti avrebbero saputo trovare sulla cartina geografica la Georgia e in molti meno avrebbero saputo il nome di Khvicha Kvaratskhelia. L’estate scorsa all’ombra del Vesuvio arriva un ragazzo giovane, timido ma dal grande potenziale. Deve prendere il posto sulla fascia sinistra di Lorenzo Insigne, non è un compito semplice. Ma lo sconosciuto dal nome impronunciabile diventa eroe in un lampo: prima qualche flash in pre-campionato poi basta una giornata di campionato, la prima con il Verona con il georgiano che segna un gol e sforna un assist nella straripante vittoria per 5-2. L’operazione è riuscita: il georgiano entra nei cuori dei tifosi azzurri e da lì in poi comincia a deliziare tutti a colpi di giocate spettacolari, assist al bacio e gol prodigiosi.

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Khvicha Kvaratskhelia of SSC Napoli celebrates after scoring the goal of 3-0 during the Serie A football match between SSC Napoli and Torino FC at Diego Armando Maradona stadium in Napoli (Italy), October 01st, 2022 (Photo by Cesare Purini/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Napoli, l’eroe che arriva da lontano: Kim Min-Jae

Un eroe mascherato, uno sconosciuto ed uno che arriva da lontano: Kim Min-Jae. Il difensore coreano è quello che arriva con il maggior carico di responsabilità a Napoli. Deve prendere il posto di quello che è stato un beniamino della tifoseria come Kalidou Koulibaly. Il centrale senegalese è stato un riferimento tecnico per anni del Napoli, e anche all’interno della comunità. L’uomo che con il suo gol a Torino aveva fatto sognare uno scudetto che non si è mai materializzato. E per il 26enne coreano l’impresa non è semplice. Arriva dalla Corea dopo essere passato dal campionato cinese e infine per quello turco: non è esattamente un curriculum da primo della classe. Eppure sin dalle prime partite, il difensore si dimostra un vero e proprio muro capace anche di trovare la porta avversaria e soprattutto di conquistare un ruolo di primo piano all’interno della squadra di Spalletti. Un leader che si concede delle spericolate uscite palle al piede mentre il Maradona lo spinge all’urlo di “Kim, Kim, Kim”.

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NAPLES, ITALY – APRIL 15: Kim Min-Jae of SSC Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and Hellas Verona at Stadio Diego Armando Maradona on April 15, 2023 in Naples, Italy. (Photo by Ivan Romano/Getty Images)

Napoli, l’eroe silenzioso: Stanislav Lobotka

Non si prende le prime pagine dei giornali, del resto il fisico non è esattamente quello dell’attore protagonista. Ma dietro i successi del Napoli c’è senza dubbio Stanislav Lobotka, il pretoriano di Luciano Spalletti. Capelli radi, bassino: non esattamente il prototipo dell’uomo da copertina. L’avventura dello slovacco a Napoli è ancora più particolare. Arriva nel gennaio del 2020 quando in panchina si è appena seduto Gennaro Gattuso, ma con il tecnico calabrese non trova mai il feeling giusto ed il suo primo anno e mezzo è soprattutto in panchina. Mette su anche qualche chilo di troppo finendo nelle critiche dei tifosi, poi in panchina arriva Luciano Spalletti e cambia tutto. Il tecnico toscano lo mette al centro del progetto e da quel momento il centrocampo diventa suo, controlla la mediana senza nastri e lustrini come il Cardinale Richelieu controllava la corte di Francia. Spalletti non rinuncia mai a lui e basta guardare un paio di partite per capirne il motivo.

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Stanislav Lobotka of SSC Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and Hellas Verona at Stadio Diego Armando Maradona, Naples, Italy on Aril 15, 2023. (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto via Getty Images)

Napoli, l’eroe operaio: Giovanni Di Lorenzo

Nella storia da film del Napoli 2022/2023 non si può tralasciare Giovanni Di Lorenzo: non solo perché è il capitano della squadra azzurra ma perché la sua ascesa si sposa bene con il percorso che ha vissuto il Napoli. La fascia se la ritrova sul braccio dopo l’esodo estivo: gli azzurri perdono in un colpo tutti i leader dello spogliatoio da Lorenzo Insigne a Kalidou Koulibaly passando per Dries Mertens e David Ospina. Tocca al 29enne di Castelnuovo di Garfagnana prendersi le responsabilità di guidare un gruppo nuovo e giovane. E lui lo fa nell’unico modo che conosce, quello dell’esempio e del lavoro. La sua carriera è quella di un giocatore capace tutti gli scali del calcio italiano con il debutto in serie A arrivato a 25 anni. Di Lorenzo è un eroe operaio, capace di migliorarsi anno dopo anno per raggiungere i traguardi più importanti.

Napoli, da Meret a Zielinski: tutti gli uomini di Spalletti

Li abbiamo chiamati eroi ma la realtà forse è un po’ diversa. Il successo nel Napoli sta nel gruppo come i giocatori e lo stesso Spalletti hanno ripetuto nel corso della stagione. Ognuno in grado di portare alla causa un contributo importante.

Napoli: Meret e Rrahmani cementano la difesa

Altra storia particolare di questo Napoli è quella di Alex Meret, che la scorsa estate sembrava sul punto di andare via ed invece ha saputo prendersi le redini della squadra diventando un punto di riferimento. A dargli una mano Amir Rrahmani, difensore kosovaro cresciuto moltissimo nelle tre stagioni in maglia azzurra. Contributo importante anche dal veterano Juan Jesus, che ogni volta che viene chiamato in causa non sfigura. Meno impegnato invece Ostigard arrivato la scorsa estate. Un capitolo a parte lo meriterebbe Mario Rui, un altro dei leader dello spogliatoio che si è diviso l’onere della fascia sinistra con Olivera.

Napoli: Anguissa e Zielinski le colonne del centrocampo

E’ impossibile riuscire a raccontare tutti i protagonisti del Napoli da scudetto. Ma non si può lasciare fuori Andrè-Frank Zambo Anguissa: il centrocampista camerunese è stato il vero colpo da maestro del ds Giuntoli. Il 28enne di Youndè stava vivendo una fase di declino della sua carriera quando è arrivato a Napoli dove sembra essere rinato: corsa, fisico, tecnica e capacità di fare gol ne fanno uno dei centrocampisti più completi del nostro campionato. Piotr Zielinski rappresenta invece il trait d’union con il passato: è l’unico dei superstiti del Napoli di Sarri che sfiorò lo scudetto ed è stato protagonista del successo sul campo della Juventus. Menzione di merito va data anche ad Elmas, tante presenze da subentrato ma un giocatore sempre pericoloso in zona realizzativa. A completare la mediana anche Ndombelè e Demme.

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Alex Meret and Amir Rrahmani of SSC Napoli during the UEFA Champions League match between SSC Napoli and AC Milan at Stadio Diego Armando Maradona Naples Italy on 18 April 2023. (Photo by Franco Romano/NurPhoto via Getty Images)

Napoli: Simeone e Raspadori, riserve di lusso

Spalletti lo ha detto in tantissime circostanze con i 5 cambi la panchina diventa fondamentale. E il Napoli è stato bravissimo a seguire queste direttive alla lettera mettendo a disposizione dell’allenatore giocatori che potessero fare la differenza anche uscendo dalla panchina. In attacco il compito è toccato a Giovanni Simeone e Giacomo Raspadori. I due giocatori si sono resi protagonisti di gol fondamentali (l’argentino ha deciso le sfide contro Milan e Roma, mentre il giovane italiano le gare con Spezia e Juventus) che hanno permesso al Napoli una marcia trionfale. In attacco è arrivato un contributo importante anche dalla coppia di destra: Politano e Lozano. I due giocatori si sono divisi spesso l’onere di dare spinta sulla corsa di destra con caratteristiche diverse ma riuscendo sempre a dare un contributo importante.

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