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NBA, Brown c'ha preso gusto: ne fa 40 e spedisce Boston sul 2-0 contro Indiana (con Haliburton ko)

Stavolta Boston decide di fare le cose bene e in fretta: i 40 punti di Brown mettono alla gogna Indiana, che trema all'idea di aver perso il suo leader, nonostante un buon Siakam

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Non si distrae Boston, e stavolta prova a scappare per davvero: sale 2-0 nella serie con Indiana, cosa che non gli era riuscita né con Miami al primo turno, né con Cleveland nel secondo, e prova così facendo a forzare la mano in vista di un epilogo che adesso tutti cominciano a dare per scontato. Perché se Jaylen Brown decide di giocare in questo modo, forse per i Pacers è troppo: 40 punti per il (presunto) secondo violino di Boston, che dopo aver spedito la gara al supplementare nel primo atto ha pensato bene di chiudere in anticipo i giochi nella seconda sfida.

Brown cecchino, ma anche Tatum e White non scherzano

La vittoria per 126-110 è figlia di tante cose. Certo, della prova davvero notevole di Brown, che evidentemente si è legato al dito la decisione della lega di non inserirlo in alcuno dei tre quintetti migliori della stagione. Contro Indiana però Brown sembra trovarsi a meraviglia: al di là dei 40 punti, è la gestione di determinati possessi a far sembrare le cose ancora più facili.

I Pacers hanno dovuto spesso e volentieri raddoppiarlo (senza successo) e così facendo hanno prestato il fianco in altri lati del campo, dove la coppia Tatum-White non s’è fatta scappare l’occasione per banchettare con 23 punti a testa e percentuali al tiro decisamente importanti.

Insomma, la “tenaglia” dei Celtics ha funzionato, così come ha funzionato anche la regia di Jrue Holiday, che sembra ormai aver trovato la sua identità e il suo ruolo all’interno della squadra: la doppia doppia da 15 punti e 10 assist certifica una prestazione notevole ed è l’altra cartina tornasole di una gestione della partita che Boston ha sempre avuto in mano, praticamente senza voltarsi mai.

Allarme Pacers: si ferma Haliburton, salta gara 3?

Indiana con la testa è sembrata essere rimasta a gara 1, la partita dei rimpianti: la sconfitta maturata all’overtime è un fardello pesantissimo col quale dover fare i conti e adesso per Siakam e compagni la strada rischia di rivelarsi troppo impervia. Anche perché nel frattempo hanno perso pure Haliburton: uscito nel terzo quarto per il riacutizzarsi del problema alla gamba sinistra già palesato nel corso della stagione, la guardia non è più tornata in campo, una scelta che pure potrebbe essere stata anche conservativa, pensando alla piega che aveva preso l’incontro con Boston saldamente avanti in doppia cifra.

I 10 punti segnati da Tyrese sono l’emblema di una serata no per Indiana, nonostante Siakam le abbia provate tutte per tenere a galla i compagni nel momento di maggiore difficoltà (28 punti e 13/17 dal campo). La sensazione però, al netto dello stop di Haliburton (che rischia di dover saltare anche gara 3), è che la frustrazione per come è maturato il ko. in gara 1 sia la vera chiave di volta di un secondo atto che ha visto la serie andare progressivamente sui binari desiderati dai Celtics.

Stanotte Minnesota deve riscattarsi contro Dallas

Questa notte (2.30 italiane) si torna in campo tra Minnesota e Dallas: i Wolves sono obbligati a replicare al ko. della prima partita, altrimenti andrebbero a Dallas sotto 2-0 nella serie e con la necessità di vincere due volte in trasferta per garantirsi almeno l’ultimo atto della serie.

Intanto sul pianeta NBA hanno cominciato a muoversi diverse pedine: aspettando l’annuncio del nuovo tecnico dei Lakers (salgono le quotazioni di JJ Redick), i Cleveland Cavaliers hanno chiuso il rapporto con JB Bickerstaff, e salvo sorprese punteranno su Kenny Atkinson per la successione (col nodo legato alla possibile partenza di Donovan Mitchell). A Detroit c’è Monty Williams alla porta dopo l’arrivo di Trajan Langdon come nuovo President of Basketball Operations (come Ettore Messina a Milano).

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