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F1, pagelle GP Qatar: Verstappen campione da 10 e lode. Ferrari spuntata: Sainz appiedato, Leclerc fa quel che può

Voti, pagelle, top e flop in sabbia qatariota dal Gran Premio del Qatar tappa del Mondiale di F1 che ha visto Verstappen vincere il suo terzo mondiale, dominare la gara davanti alle McLaren e una Ferrari dimezzata

08-10-2023 21:18

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Un uomo solo al comando, il suo nome è Max Verstappen. Vince da campione del mondo nel giro di 24 ore. Uno dei tanti record che oramai l’olandese volante si ascrive automaticamente a suon di successi, giri veloci e quant’altro. Il resto è per pochi, le briciole che si prende la McLaren mentre la Ferrari mastica amaro con una macchina ai box, Sainz, e l’altra impossibilitata quasi a difendersi nonostante un Leclerc mai domo. E il pasticcio delle Mercedes? Lo ritroveremo senza dubbio tra i “top e flop” della domenica made in Qatar che ha messo ko il povero Sargeant, sofferente pure lui chissà nel leggere le nostre pagelle sabbiose.

F1, pagelle Gran Premio del Qatar

  • Max Verstappen (Red Bull) 10 e lode: gli aggettivi li abbiamo terminati in itinere. Il suo 3° Mondiale forse l’ha vinto alla prima gara, forse l’ha vinto dopo Baku quando ha cominciato a distruggere psicologicamente, in pista e fuori, il suo “unico” (si fa per dire) rivale, il compagno Perez. Ha una fame incredibile di chi non mangia da settimane, da mesi, da anni. Appena fatto bisboccia per il 3° titolo domina la gara del giorno dopo col braccio fuori dal finestrino e l’autoradio accesa. Cannibale non si diventa per caso. Questo qui ha già prenotato il poker nel 2024, tutti avvisati.
  • Carlos Sainz (Ferrari) sv: fa il gradasso e il simpatico appena entra in pista al primissimo giro delle prove libere chiamando in causa il padre, sua maestà dei rally. Forse si chiama addosso qualche maleficio e la sabbia beffarda qatariota lo manda appunto per le dune rompendogli il serbatoio della sua Ferrari. Unica consolazione: si risparmia una bella sudata.
  • Charles Leclerc (Ferrari) 6,5: fa l’unica cosa possibile, guida alla Leclerc per tutta la gara ma non basta perchè la sua Ferrari consuma le gomme come fossero neve al sole. Porta la sua SF-23 al traguardo in quinta posizione, di più era impossibile fare.
  • Lewis Hamilton (Mercedes) 3: una volta tanto il buon Lewis una tirata d’orecchie se la deve prendere. Capito che aveva messo le gomme morbide e che hai fretta ma provare un doppio sorpasso all’esterno con triplo carpiato alla prima curva ci è sembrato un attimino ottimista. Si prende le colpe postume e questo, almeno, gli fa onore.
  • George Russell (Mercedes) 7: alla fine della fiera risulta incolpevole del botto alla prima curva ma resta comunque colui che una ruotata al compagno non l’ha risparmiata. Ne esce incolume e poi mette sull’asfalto di Losail una gara di grande sostanza che lo porta a rimontare fino ai piedi del podio. Con tanto rammarico.

  • Lando Norris (McLaren) 7: Prende il podio ma arriva dietro il compagno di scuderia sia di sabato e di domenica, si deve sorbire la vittoria di Piastri nella Sprint e il muretto che gli dice di tenere le posizioni quando vorrebbe attaccare l’altra vettura gemella. Il voto è buono, il week end forse lo è un po’ meno.
  • Fernando Alonso (Aston Martin) 6: senza infamia e senza lode le ultime gare di Fernando che come la sua “verdona” ha perso un po’ di abbrivio, di smalto ma a 40 anni è lodevole anche il solo stare in pista a far a sportellate con questi giovani galletti.
  • Esteban Ocon (Alpine) 6,5: quando serve consistenza lui c’è sempre, pronto a lottare, a difendere la posizione come pochi. Pane per i suoi denti.
  • Valtteri Bottas (Alfa Romeo Sauber) 7: finisce ancora una volta a punti, altro che finito, altro che bici dove peraltro non spiace, ma dimostra di dare ancora a molti la paga in auto.
  • Sergio Perez (Red Bull) 5: non sparate sulla croce rossa, unico forse a festeggiare a denti serrati nei box Red Bull. E pensare che basterebbe tornare ai suoi livelli per arrivare sul podio in tutte le gare. Bastonato se ce n’è uno.
  • Nico Hulkenberg (Haas) GENIO: non c’è voto per lui che meriterebbe 2 per l’asinata ma verrebbe da dargli 10 per la genialata di prendere il posto lasciato vacante da Sainz sulla griglia di partenza. Mal gliene incolse visto che viene “sgamato” e punito.
  • Logan Sargeant (Williams) 4: verrebbe da bocciarlo perchè è l’unico che alza bandiera bianca per problemi fisici dovuti al caldo in una stagione per lui deludente nonostante le idee Williams di confermarlo. Ma fa quasi tenerezza nel sentirlo parlare via radio col muretto. Un buon ricostituente, un po’ di riposo “men” che tra due settimane si corre dalle tue parti.

GP Qatar pagelle: il top dei top, Verstappen unico e solo

Vince, convince, stravince. Ha una marcia in più e non solo perchè guida la monoposto migliore. Questo dominio viene da lontano, da un fenomeno che ha bruciato le tappe facendo il percorso giusto per arrivare dove è adesso. Rischia seriamente di riscrivere la storia della Formula 1 in termini di numeri e non solo. Il paragone con i grandi, da Senna a Prost, da Schumacher a Hamilton, non è campata in aria.

Fonte: IPA

GP Qatar pagelle, il flop dei flop: il Qatar, Losail, la FIA scegliete voi


Nulla contro il Qatar, nulla contro Losail. Ma mettere i piloti a correre in quelle condizioni su una pista sperduta nel deserto con i cordoli disegnati come spilli, con della sabbia più in pista che ai lati, con i track limits che spuntano dappertutto, non è da Formula 1 moderna. Vedere gente che mette le mani fuori dall’abitacolo per prendere aria come fosse in coda al traffico in pieno agosto è deprimente. Il povero Sargeant ne sa qualcosa.

F1, prossima gara: Gp USA, si corre ad Austin

La Formula 1 dopo la trasferta in Oriente si prende un attimo di respiro, si concede una settimana di apparente sosta per spostare il baraccone in America. A 5 gare dalla fine assisteremo ad un “back-to-back-to-back” come dicono proprio gli americani. Il 22 ottobre si correrà ad Austin il Gran Premio degli Stati Uniti, una settimana dopo si va in Messico e quella dopo in Brasile. Cinque gare alla fine con un Verstappen che non sembra mai sazio…

  • 22 OTT – Gran Premio degli Stati Uniti – Austin (Texas – USA)
  • 29 OTT – Gran Premio di Città del Messico – Città del Messico (Messico)
  • 5 NOV – Gran Premio di San Paolo – San Paolo (Brasile)
  • 18 NOV – Gran Premio di Las Vegas – Las Vegas (California – USA)
  • 26 NOV – Gran Premio di Abu Dhabi – Isola di Yas (Abu Dhabi)

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