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Queen's: Musetti è da sballo, batte Thompson e conquista la prima finale sull'erba

Non si ferma più la corsa di Musetti: al Queen's batte 6-3 3-6 6-3 l'australiano Thompson, conquistando la prima finale in carriera sulla superficie. Cocciaretto ko a Birmingham.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

È sempre più magica la stagione sull’erba di Lorenzo Musetti: al Queen’s, il torneo che due anni fa vide la definitiva consacrazione di Matteo Berrettini, il 22enne di Carrara tira fuori gli artigli e supera al terzo set Jordan Thompson, conquistando la prima finale in carriera sulla superficie che (sulla carta) dovrebbe essergli più nemica. Ma la 13esima vittoria su 21 incontri disputati ha un sapore davvero speciale, perché consegna all’enfant prodige del tennis azzurro una ribalta di rilevanza assoluta, pronto domani a giocarsi un titolo che da sempre rappresenta anche un trampolino di lancio mica da ridere in vista di Wimbledon.

Quel rovescio che incanta il mondo: è Musetti show

Dopotutto l’estate “erbivora” di Musetti ha regalato sin qui più gioie che dolori (8 partite disputate, 7 vittorie e il solo ko. con Berrettini a Stoccarda). La semifinale con Thompson val bene un sogno: centrare la prima finale di sempre sull’erba è un obiettivo reale, anche se l’australiano (famoso più per aver battuto Nadal al rientro in campo a Brisbane, lo scorso gennaio, che non per meriti acquisiti nel tempo) è una brutta gatta da pelare.

Non si direbbe però guardando i primi giochi dell’incontro: parte forte il toscano, che tiene a zero il servito nel game inaugurale e poi piazza subito il break con un rovescio lungo linea che fa sobbalzare più di uno spettatore (e i britannici, si sa, si esaltano raramente: l’aplomb, prima di tutto). Thompson risale faticosamente, rischiando grosso nel sesto gioco quando concede altre due palle break ma procurandosene a sua volta un paio nel game successivo, con Musetti bravo a ricacciare indietro la minaccia. Alla fine il carrarino al servizio il suo lo fa: la prima entra regolare e per Jordan non c’è modo di replicare, come dimostra il 6-3 finale.

La reazione di Thompson, nonostante il mal di schiena

L’australiano però ha la pellaccia dura: apre il secondo set con un game al servizio senza patemi d’animo, poi piazza il primo break di giornata mettendo alle corde un Lorenzo che di colpo diventa nervoso. Quando sale sul 3-0 Thompson chiede il medical timeout per curare un fastidio alla schiena, ma appena la partita riparte è sempre lui a menare le danze, tanto da piazzare il secondo break consecutivo, che come il precedente arriva ai vantaggi.

I turni di servizio del rivale sono ingiocabili e Musetti un po’ s’innervosisce, ma un challenge almeno riesce a dargli modo di allungare il match mettendo a segno il secondo break di giornata nel settimo gioco e poi mettendo pressione all’avversario che sul 5-3 deve andare a servire per il match, tanto che alla fine i conti tornano ma dopo che il toscano ha fatto vacillare e non poco le certezze di Thompson, salvato dalla prima. Dopo un’ora abbondante il punteggio è in perfetta parità, con Musetti che pure da segnali di risveglio dopo un prolungato passaggio a vuoto.

Gran finale Lorenzo: il break decisivo all’ottavo gioco

Il match si decide al terzo, ma l’australiano comincia a fare un po’ fatica. Evidentemente la schiena non gli da tregua, ma Lorenzo i punti se li deve guadagnare uno ad uno. Trova il modo per tenere il servizio nel primo gioco, spreca due palle break nel secondo, che Thompson fa suo con malcelata esperienza. Adesso è battaglia vera su ogni palla, ma a metà del parziale le prime cominciano ad aumentare come percentuale e i game filano via senza troppi sussulti.

Finché s’arriva all’ottavo, quello nel quale Musetti decide di rompere gli argini: si mantiene sempre un punto avanti all’avversario, che è costretto a salvare 4 palle break prima di capitolare dopo l’ennesimo gioco ai vantaggi, quando un rovescio in back apre la strada al toscano che esulta quando vede uscire di un’inerzia la volee di rovescio dell’australiano.

A quel punto bisogna soltanto concludere l’opera: turno di servizio tenuto a zero e festa grande nel box di Lorenzo, che domani affronterà in finale il vincente della sfida tra Tommy Paul e Sebastian Korda. E che a prescindere da quello che sarà l’esito può realmente pensare di aver alzato l’asticella anche sull’erba. Dove fino a due settimane fa il suo score parlava di 6 vittorie a fronte di 7 sconfitte, ma che adesso somiglia tanto a quello di uno specialista. Genio e sregolatezza: quando Muso dice che è ora di fare le cose per bene, il campo parla sempre per lui.

Cocciaretto out a Birmingham: in finale va Putintseva

L’erba britannica non ha regalato però soltanto gioie: niente da fare per Elisabetta Cocciaretto, costretta alla resa di fronte alla kazaka Yulia Putintseva nella semifinale del WTA 250 di Birmingham. La marchigiana ha fatto fatica contro un’atleta potente e decisamente sul pezzo, capace di incidere tanto in risposta (6 break ottenuti contro i due dell’azzurra) quanto al servizio.

Elisabetta ha pagato le percentuali troppo basse con la prima (servita sotto il 50%) e ha finito per non avere le armi per rispondere. Resta comunque una settimana più che positiva per l’azzurra, nella quale ha battuto la numero uno del torneo Ostapenko, la Stephens e anche la Shnaider dopo vere e proprie battaglie.

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