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Roma-Napoli 0-1 pagelle: Osimhen gela l'Olimpico. Juan Jesus, che cartolina. Pellegrini è Godot

Nota di merito a Osimhen, che risolve il match con una giocata. Bene anche Rui Patricio, saracinesca, e Juan Jesus che non sbaglia un intervento. Non convincono Pellegrini e Abraham.

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Auden Bavaro

Auden Bavaro

Giornalista

Lo sporco lavoro del coordinamento: qualcuno lo deve pur fare. Eppure, quando ha modo di pigiare le dita sulla tastiera, restituisce storie e racconti di sport che valgono il biglietto

Le pagelle di Roma-Napoli 0-1: la sfida numero 155 tra giallorossi e azzurri finisce con la vittoria di misura dei partenopei. E’ il 48esimo successo degli ospiti mentre restano 53 le vittorie capitoline a fronte dei 54 pareggi. Gli uomini di Spalletti conservano il primato in classifica mantenendosi a tre lunghezza dal Milan, i capitolini subiscono lo scavallo della Lazio e si fermano in quinta piazza a quota 22.

Gara giocata in mediana per lunghi tratti, più pericolosi gli affondi del Napoli mentre la Roma è evaporata con il passare dei minuti. Zaniolo e Zelinski si infiammano nel primo tempo ma la parte dei leoni la fanno Rui Patricio e Irrati. Nella ripresa fiammate di Lozano e Osimhen, prima del gioiello del nigeriano, cui basta un lampo per mettere a tacere l’Olimpico.

Roma-Napli: le pagelle dei giallorossi

Rui Patricio 7: sicuro, puntuale, pulito negli interventi. Gioca d’anticipo e toglie dai piedi di Ndombele un pallone pericoloso senza fare fallo – il Var sentenzia bene -, imprime ai compagni la giusta tranquillità e si fa trovare pronto quando gli tocca bloccare conclusioni ravvicinate e tiri dalla distanza. Non può nulla sulla prodezza di Osimhen. Applausi a scena aperta.

Smalling 6: fa la diga e ci mette il fisico ma è condizionato da un giallo che arriva troppo presto. E quanto quel giallo sia pesante per davvero lo si capisce in occasione del gol del Napoli: prima lo svarione con cui perde il pallone, poi è troppo timido al momento di contrapporsi a Osimhen.

Pellegrini 5,5: è una parabola involutiva, innegabile. Paga un ruolo che ne arretra il baricentro, ne limita le incursioni e lo sacrifica. Altro calciatore rispetto al capitano devastante di un anno fa: pare di assistere al processo vissuto l’anno scorso da Mkhitaryan. E’ come Godot: speri di rivedere in fretta quel Pellegrini là, invece c’è ancora da aspettare.

Abraham 5,5: fa a sportellate, fa reparto da solo, fa i chilometri. Il tandem con Zaniolo funziona solo quando è proprio Abraham a vestire i panni del rifinitore. Per il resto, manca il quid: pochi palloni giocabili, nessuna conclusione all’attivo.

Zaniolo 6: buona volontà, tanta intensità, aiuta i compagni fin dalle prime battute di gioco. Puntuale in fase di copertura ma resta poco affidabile al momento del tiro. Quando parte è devastante, quando arriva è scarico. Col passare dei minuti occorre andare a cercarlo per capire che c’è ancora.

Mourinho 6: ha cercato in tutti i modi di limitare il flusso della manovra del Napoli, sapeva Mou che la chiave era in mediana. Per un tempo ha saputo giocare a scacchi con Spalletti, nella ripresa si è accorto del calo dei suoi ma nemmeno con le forze fresche ha potuto invertire un trend che pareva incontrovertibile.

Roma-Napoli: le pagelle degli Azzurri

Juan Jesus 7: altra cartolina all’Olimpico di fede giallorossa. Quasi a dire: vi ricordate di me? Nove presenze nelle ultime due stagioni e una cessione a cuor leggero proprio al club di De Laurentiis. E stasera le indovina tutte, non sbaglia un intervento. Stato di grazia.

Kim 6,5: senso della posizione, capacità di dettare i tempi ai compagni, efficace anche negli inserimenti. Si conferma pezzo pregiato della gioielleria di Spalletti.

Zielinski 6,5: gli tocca portare la croce quando la Roma intensifica la pressione e si rende prezioso anche in fase di costruzione. Fa gioco di sponda con i compagni di reparto ed è il più pronto quando si tratta di cercare la via del gol. Pericoloso quando calcia dal limite e quanto corre!

Lozano 5,5: scorrazza sulla destra, scivola via tra un birillo e l’altro ma resta evanescente. Restituisce un senso di inconcludenza e la tendenza a innervosirsi con troppa facilità. Graziato da Irrati una prima volta ma non la seconda, paga pegno con un giallo evitabilissimo. Nella ripresa sfiora il gol, poi torna in posizione defilata.

Osimhen 7: non incide né riesce a beneficiare del solito, incessante fraseggio della mediana. Imbrigliato dalla retroguardia giallorossa, si fa vedere quando fa sponda di testa ma gioca troppo distante dalla porta avversaria. Sornione per 60′, aspetta l’occasione giusta che arriva: palla a lato di poco. Poi finge di estraniarsi, sembra avulso invece è lì: altra palla tra i piedi e capolavoro balistico. Tanto basta per decidere, tutto solo, il big match.

Spalletti 7: ormai gli strumenti sono ben oleati, gli interpreti interscambiabili e l’orchestra suona che è una bellezza. Il Napoli di Spalletti è qualcosa di lontano da quelli visti recentemente ma la differenza sostanziale sta nella mentalità. Vincente. Il gioco incanta, la perfezione di certi meccanismi fa ritenere davvero che gli Azzurri indossino ormai un vestito internazionale che rischia di creare grattacapi anche alle big d’Europa.

Roma-Napoli pagella dell’arbitro: Irrati, che personalità

Irrati 7: gestione e controllo della gara per tutto l’arco dell’incontro. Lascia giocare senza frammentare il gioco, sanziona al momento giusto e mostra personalità quando chiede l’aiuto del Var che gli consente di riscrivere la storia della partita, andando a negare giustamente al Napoli un rigore precedentemente concesso. Nella ripresa conferma la serata positiva facendosi trovare sempre al posto giusto. Ottima anche la collaborazione con gli assistenti.

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