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Scontri ultrà, perché i tifosi della Roma arrestati con prove schiaccianti sono già in libertà

Un cavillo legale permette ai tifosi della Roma arrestati dopo gli scontri con quelli del Napoli di tornare già in libertà: l’appiglio è una sentenza della Cassazione del 2015Un cavillo legale permette ai tifosi della Roma arrestati dopo gli scontri con quelli del Napoli di tornare già in libertà: l’appiglio è una sentenza della Cassazione del 2015

11-01-2023 09:33

Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Giornalista con una passione sfrenata per gli Sport Usa, di cui è esperto conoscitore. Ma su Virgilio Sport è un osservatore del pallone nostrano e delle sue baruffe quotidiane. Appassionato di musica, ha sviluppato orecchio anche per borbottii degli spogliatoi, mugugni dei tifosi e voci di mercato

Gli scontri tra gli ultrà di Napoli e Roma avvenuti sull’autostrada A1 domenica scorsa continuano a far discutere. Da più parti negli ultimi giorni è arrivata la richiesta di pene esemplari nei confronti di chi si è reso protagonista di scene di guerriglia ma la verità sembra andare in una direzione opposta: tutti e tre gli ultras della Roma sono stati scarcerati e solo a uno di loro è stato imposto l’obbligo di dimora e firma.

Ultras della Roma subito scarcerati: il cavillo legale

La richiesta di pene esemplari a poco serve nei confronti della legge. A riportare della scarcerazione dei tre tifosi della Roma che erano stati arrestati dopo i fatti dell’autostrada A1 è il Messaggero che rivela come dei tre solo per uno di loro, Martino Di Tosto, che negli scontri è stato accoltellato è stato imposto obbligo di dimora e firma.

Il cavillo legale che ha permesso la scarcerazione degli altri due tifosi fa riferimento ad una sentenza della Cassazione del 2015 servita agli avvocati per sostenere che mancassero i presupposti dell’arresto in differita ossia quello dell’urgenza e quello dell’impossibilità di effettuarlo sul posto.

Scontri tra ultrà: scarcerati Filippo Lombardi ed Emiliano Bigi

A sfuggire all’arresto sono stati dunque Filippo Lombardi, ultra della Roma già fermato a Liverpool e poi assolto nel 2018 per il tentato omicidio di Sean Cox, ma condannato a tre anni per i disordini e ancora sottoposto al Daspo. L’altro tifoso è Emiliano Bigi, anche lui arresto in flagranza differita, ed anche lui noto alle forze dell’ordine dopo essere stato sottoposto a Daspo nel 2008. Nella giornata di oggi a Napoli si terrà la convalida del quarto tifoso arrestato, un ultrà napoletano.

Scontri tra ultrà: non bastano le prove schiaccianti

La richiesta del pm Antonino Di Maio nei confronti di Bigi e Lombardi era molto dettagliata e si legge “previo accordo tra loro, senza giustificato motivo, portavano fuori dalle loro abitazioni oggetti atti ad offendere ed in particolare fumogeni, petardi, razzi, bastoni e mazze”. Lombardi è stato riconosciuto nel corso degli scontri “brandendo un’arma in prossimità del guardrail colpiva ripetutamente un tifoso napoletano e veniva poi inviato ad allontanarsi dai suoi sodali che lo chiamavano per nome”. Bigi è stato invece riconosciuto con l’aiuto delle telecamere e gli agenti gli hanno “sequestrato un coltello a serramanico di 20 centimetri che il tifoso aveva con sé al momento dell’arresto. Il 39enne lavora per una società che fornisce servizi di termoidraulica alla pubblica amministrazione. Quel coltello mi serve per il mio lavoro, ha detto nel corso dell’udienza”.

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