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Scontri ultras Roma e Napoli: gli audio shock, si va verso misure pesanti

Il Viminale è pronto ad adottare provvedimenti durissimi per stroncare il ritorno della violenza tra tifoserie organizzate: spettro divieto generalizzato alle trasferte, ma il Napoli si ribella

10-01-2023 09:53

Il calcio italiano è pronto al giro di vite per combattere la violenza tra gruppi di tifoserie organizzate. A meno di 48 ore dagli scontri tra ultras di Roma e Napoli avvenuti nella mattinata di domenica 8 gennaio presso l’area di servizio Badia al Pino, sull’A1, tra Monte San Savino e Arezzo, si lavora alacremente su un doppio binario: stangare i responsabili e prevenire il ripetersi di episodi simili.

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La volontà di stroncare sul nascere la recrudescenza di fatti violenti come quelli che hanno sconvolto il traffico sull’Autostrada del Sole e che avrebbero potuto portare a conseguenze ben più drammatiche se la polizia non avesse effettuato un presidio preventivo nella zona vicina all’Autogrill, prevedendo gli scontri premeditati, è tale che i primi effetti sul mondo del calcio potrebbero avvertirsi già nell’immediato.

La super sfida di venerdì 13 gennaio al Maradona tra Napoli e Juventus, considerata ad alto rischio dall’Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive, può allora diventare la prova generale e sarà preceduta dall’emissione di circolari a prefetti e questori: “Le norme ci sono e posso assicurare che consentono di adottare misure adeguate” ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – Emaneremo direttive di particolare rigore, darò istruzioni per adottare provvedimenti improntati a criteri di massima precauzione”.

Il Ministro ha poi focalizzato l’attenzione sul fatto che la maggior parte degli incidenti si verificano ormai lontano dagli stadi: “Negli stadi si verificano sempre meno episodi di violenza, tanto è vero che gli ultrà si danno appuntamento in altri luoghi, come è successo domenica”.

Ecco allora che il giro di vite dopo gli scontri in autostrada potrebbe scattare entro il fine settimana, con una circolare ai prefetti e ai questori. E non solo nei confronti di romanisti e napoletani. Il banco di prova potrebbe essere già Napoli-Juve di venerdì sera, considerata ad alto rischio dall’Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive.

Ultras violenti, rischio stop alle trasferte: l’appello del Napoli alla politica

Facile quindi immaginare che venerdì sera il clima al Maradona sarà molto particolare, non solo per l’importanza strettamente sportiva della partita in programma. Daspo a vita e la fine delle agevolazioni per gli ultras per l’acquisto dei biglietti per le partite sono i provvedimenti minimi previsti che dovrebbero essere estesi anche a chi è stato denunciato pur non avendo ancora condanne definitive e anche a chi ha solo incitato i facinorosi, senza prendere parte attiva agli scontri.

Il Napoli, attraverso un comunicato, ha chiesto alla politica “iniziative appropriate e radicali una volta per tutte”, contro “alcuni presunti tifosi, che purtroppo ancora frequentano gli stadi italiani, creando da sempre per i veri appassionati disagi e pericoli, ritenendo tuttavia che “sarebbe ingiusto, per colpa di poche centinaia di individui, vietare le trasferte a tutti”.

Proprio quest’ultimo è il provvedimento estremo che si staglia all’orizzonte, mentre sembra scontato il divieto di trasferta per i tifosi della Roma in vista della sfida contro il Napoli del prossimo 29 gennaio. “L’Inghilterra – si legge ancora nel comunicato – negli anni 80 ha estirpato i facinorosi dagli stadi, con provvedimenti drastici ma efficaci”.

Scontri ultras Roma-Napoli, le indagini

Sul fronte delle indagini sono circa 180 i tifosi della Roma e del Napoli identificati dalla Digos sugli oltre 400 presenti nell’area di servizio, ma altri saranno rintracciati attraverso l’analisi delle targhe di auto e minivan affittai per la trasferta, filmate dalla Scientifica. Si indaga per rissa aggravata, ma è probabile che tra le accuse vengano inserite anche attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio.

I primi effetti sono stati immediati. Già lunedì sono stati sottoposti ad arresto differito due ultras della Roma, con precedenti di polizia per reati da stadio, mentre martedì 10 gennaio sarà processato per direttissima un ultrà romanista, ferito da una coltellata a una gamba e arrestato, con un precedente che risale al 2013, quando venne fermato dalla polizia per aver lanciato sassi contro il pullman del Verona diretto allo stadio Olimpico. Un altro romanista è stato invece arrestato in flagranza di reato già domenica sera a San Siro, mentre un tifoso del Napoli a Genova è stato denunciato dopo aver forzato un posto di blocco: nascondeva tre spranghe nel bagagliaio della sua auto.

Le chat e gli audio: “Ci vediamo all’autogrill Sandri”

Decisivi come detto per le indagini saranno l’incrocio dei tabulati telefonici e dei contatti in chat che hanno preceduto gli scontri e che i tifosi della Roma avrebbero avuto anche con quelli rivali, scenario che legittima l’ipotesi della premeditazione.

Alcuni di questi audio, peraltro, sono stati postati sui social dagli stessi gruppi organizzati: “Ci aspettano all’autogrill di Sandri”, e ancora “Jerry è tutto spaccato, l’hanno portato al pronto soccorso, a un altro hanno rotto gambe e braccia”. Il Viminale è pronto all’azione: il calcio italiano è di nuovo nella bufera.

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