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Spalletti perde le staffe sul contratto e contesta lo sciopero del tifo

Il tecnico azzurro elogia il Milan e spiega cosa cambia senza Osimhen e con Simeone

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Se in città c’è qualcuno che in questo momento è quanto di più lontano da feste-scudetto, striscioni, addobbi e quant’altro che sta ridipingendo d’azzurro Napoli, questi è Luciano Spalletti. E’ il mese decisivo per la sua creatura, chiamata a scrivere la storia in Italia e in Europa e l’atmosfera festaiola poco si addice sia all’umore che ai pensieri del tecnico partenopeo. Il trittico col Milan è un trapano che gli entra nella testa, da giorni ci pensa e il forfait di Osimhen era l’ultima notizia che mancava per renderlo ancora più ispido al riguardo. Figuriamoci poi le voci di mercato.

Napoli, Spalletti si dice d’accordo con Pioli su Osimhen

Per Pioli non cambia niente che il Napoli non abbia il nigeriano, Spalletti replica: “E’ un’assenza che pesa, inutile girarci intorno, però di fianco c’è quello che ha detto Pioli che mi trova d’accordo perché quando è mancato Osimhen la squadra ha saputo sopperire, tutti hanno dato qualcosa in più perché venisse fuori lo stesso Napoli. Pioli ha ragione anche quando dice che questo Napoli si può battere, nessuno è infallibile. A certificare però che si possono sostituire tutti l’hanno dimostrato i calciatori stessi, quando si è avuto bisogno di loro. La differenza l’hanno fatta anche calciatori come il Cholo”.

Napoli, Spalletti esalta Simeone

Per l’argentino solo parole al miele: “Lui sa che mestiere fa, sa che si gioca anche con la testa e sin da subito è entrato benissimo nel ruolo che doveva avere. Quando uno è intelligente raggiunge risultati importanti pur avendo fette piccole per giocare. Come modo di giocare cambia poco, il Cholo è meno veloce ma è bravissimo egualmente nel gioco aereo, a proteggere palla, a giocare spalle alla porta e a dialogare con la squadra. Meritava di più di quello che gli ho concesso, sono stato costretto perché c’era uno fortissimo come Osimhen. C’è anche Raspadori a disposizione ed è un recupero che vale moltissimo, andrà in panchina ma si può usare in qualsiasi momento della gara”.

Napoli, Spalletti elenca tutte le qualità del Milan

E’ una partita da tripla che vale il doppio, perché d’ora in avanti tutte le gare per noi valgono il doppio. Il Milan è campione d’Italia, ha buttato via il Tottenham in Champions e ha preso 5-6 giocatori rispetto alla rosa che ha vinto lo scudetto perdendo solo Kessie“. Pioli ha detto che il Milan è stata la squadra che ha messo più in difficoltà il Napoli: “Ce ne sono state anche altre, l’anno scorso a questo punto del campionato eravamo tutte e due in testa tra l’altro. Sappiamo che sono forti, possono giocare corti con verticalizzazioni improvvise, possono costruire dal basso ed arrivare a far gol, difendendosi ha 2-3 calciatori che possono fare ripartenze fulminee e ribaltare l’azione, ti mette ansia a giocare più velocemente”

Dopo quella del campionato ci saranno le due sfide di Champions: “In quelle due gare secondo me si annullano le cose precedenti, il faro della Champions ti fa cambiare vestito, tutti ritrovano il miglior abito e la miglior forza. E’ chiaro che poi chi fa bene domani in campionato ci arriva più convinto e l’altro è più intimorito. Sono curioso di vedere cosa si vedrà, spero che i miei abbiano la forza di saper sopperire a qualsiasi stato d’animo”.

Poi aggiunge: “Se fate i conti rispetto alla classifica dell’anno scorso scoprirete che non sono le altre ad aver fatto un campionato deludente, siamo noi che stiamo facendo un percorso straordinario anche se ogni tanto volete toglierci qualcosa”.

La città vestita a festa l’ha vista anche lui: “Vedere bandiere che sventolano ci riempie di gioia ma è illusorio, stiamo raccontando una storia che non è scritta quindi bisogna continuare a lavorare in maniera corretta, c’è il rischio di illudersi e perdere di vista la fatica che ancora bisogna fare. Non crediamo di aver già vinto, non pensiamo alla prossima stagione né alle prossime partite. Solo i superficiali fanno così”.

Domani però ci sarà la protesta silenziosa dei tifosi: “Quello che abbiamo fatto l’abbiamo fatto grazie a tutte le componenti, compresa la vicinanza del pubblico, quando una di queste componenti ci viene a mancare siamo penalizzati e dobbiamo dare tutti di più. Capisco i sacrifici per i prezzi dei biglietti ma ci rimette solo la squadra che non avrà quel contributo da quella parte lì e che abbiamo sempre avuto. Il fatto che le curve non stiano a sostenere ci penalizza quasi quanto la mancanza di Osimhen e secondo me non è giusto per la squadra”.

Napoli, Spalletti svicola sul futuro

“Quanto sono diventato napoletano? Capisco la metà delle cose che si dicono in dialetto, mi piacerebbe parlarlo. Come ho detto al premio Bearzot, che ho fatto vedere alla squadra ringraziandoli perché è merito loro, la città è talmente bella da impazzire ma se uno si lascia coinvolgere nei pre-festeggiamenti rischia di essere meno attento. Il mio contratto? Ho davanti un momento determinante per la città e tutte le attenzioni devono andare in quella direzione, non voglio perdere tempo e concentrazione. Poi la società ha la possibilità di prolungare il contratto, ha questa opzione ma a me non interessa niente, mi interessano solo i risultati del Napoli. Ripeto che sono distrazioni che fanno male al Napoli parlare di queste cose, adeguamenti, prolungamenti. Si rischia di fare confusione sulla vita attuale”.

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