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Tennis Australian Open, Berrettini-Satta: bufera sul Capodanno in Marocco, le parole di Panatta e Bertolucci

Veleni sulla coppia Berrettini-Satta dopo il forfait di Matteo a Melbourne: Panatta e Bertolucci intervengono in difesa di Melissa, Camporese s'interroga sui tanti infortuni.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Gli haters sono tornati. E con loro le polemiche, i veleni, gli insulti. La “solita” insopportabile gogna, la stessa che da qualche tempo costringe quasi Matteo Berrettini e Melissa Satta a doversi “giustificare” per il loro amore. L’ultima “scusa” per vomitare odio addosso al campione romano e alla modella e conduttrice di Boston, ma di origini sassaresi, è stata il forfait di Berrettini agli Australian Open. Ancora problemi fisici per Matteo, ancora guai e fastidi. Ma soprattutto, ancora insinuazioni e bassezze: per gran parte del popolo del web, infatti, i suoi malanni e i suoi acciacchi sono il frutto della relazione con Melissa. Già, incredibile che nel 2024 si possa ancora andar dietro a certe sciocchezze.

Berrettini in Marocco? Coach Roig gli ha consigliato Montecarlo

Ad alimentare le discussioni, questa volta, il Capodanno in Marocco della coppia, preventivato e poi saltato. A pochi giorni dalla partenza per l’Australia, infatti, Berrettini e Satta sarebbero dovuti volare in Nord Africa: Roig, nuovo coach di Matteo, ha consigliato invece al giocatore una serie di allenamenti mirati a Montecarlo. L’esperto tecnico spagnolo, per anni al seguito di Rafa Nadal, ha convinto Berrettini – come scrive il Corriere della Sera – a rimanere in Europa. Il tennista romano si è presentato a Melbourne sorridente ed euforico come non mai. Prima della maledetta ricaduta.

Rabbia e insulti social verso Berrettini e Satta: haters scatenati

Ricaduta che, per gran parte del popolo del web, quella di cui nessuno sentirebbe la mancanza in caso di chiusura dei social, è “colpa” di Melissa Satta. Offese, insulti, considerazioni meschine e che sembrano venir fuori da un villaggio medievale: sul web ci si può imbattere in ogni sorta di commenti inopportuni. Al punto che, in difesa di Berrettini e della sua compagna, due leggende del tennis azzurro come Adriano Panatta e Paolo Bertolucci hanno sentito il bisogno di intervenire. Quando è troppo è troppo: c’è un limite anche ai veleni e alle farneticazioni.

Bertolucci e Panatta difendono Matteo e Melissa: “Attacchi vergognosi”

Il primo a tuonare contro gli haters è stato Bertolucci con un accorato post su X: “Leggo vergognosi commenti su Berrettini. Lui è in grado di gestire la propria vita. Vi consiglio di concentrare tutte le attenzioni sulla vostra”.

Poi è stato Panatta a commentare duramente la vicenda alla Domenica Sportiva: “La rinuncia di Matteo è un vero peccato perché era andato fino in Australia convinto di poter giocare e invece non è stato così. Fatemi però dire una cosa: sono letteralmente disgustato da quello che sta succedendo sui social contro questo ragazzo che viene incolpato di avere una bella ragazza e di vivere una storia d’amore. È veramente una cosa brutta sentire che la colpa sarebbe di Melissa Satta. Questa cosa non c’entra assolutamente nulla. Se la prendessero invece contro la sfortuna che si sta accanendo contro di lui. Ricordo a tutti che Matteo era nella Top10 mondiale riuscendo ad arrivare in finale a Wimbledon. La memoria è corta in troppe persone. L’amore non ha mai fatto male a nessuno. Sono veramente disgustato”

Tanti infortuni in serie per Berrettini: i dubbi di Camporese

Dei continui infortuni di Berrettini ha parlato anche un altro ex azzurro, Omar Camporese: “Quando un giocatore sta male non mente, non è prevenzione. Il problema è come mai duri così tanto questa sua inattività. Nel 2023 credo abbia giocato una decina di tornei, e bisogna capire cosa non va, perché quando si sta male si ricomincia solo se si torna a posto. Invece lui prova a rientrare per poi ritirarsi, ed è strano. Ha anche un fisico molto cristallino, forte negli arti superiori. Quando tre anni fa lo vidi giocare dal vivo a Torino, alle ATP Finals, mi stupì il modo in cui colpiva la palla: rigido, esprimendo forza bruta, non elastica, esponendo il suo corpo a sollecitazioni pesanti“.

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