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Tennis Challenger Napoli, Luca Nardi è inarrestabile: rimonta Passaro, va in finale e sale nella top 90 mondiale

La primavera del 20enne di Pesaro continua a regalare buone notizie: a Napoli per Nardi arriva la seconda finale Challenger dell'anno, con annesso balzo in classifica

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Avanti, c’è posto: Luca Nardi non è più una sorpresa, semmai sempre più una certezza. E la finale conquistata nel Challenger sulla terra rossa di Napoli ne è la riprova: battendo in rimonta il perugino Francesco Passaro per 3-6 7-5 6-1, il 20enne di Pesaro ha sfondato definitivamente il muro della top 100 mondiale, tanto che male che vada lunedì prossimo sarà numero 87 del mondo. Dovesse però battere Pierre-Hugues Herbert la scalata sarebbe ancora più remunerativa, tale da portarlo addirittura tra i primi 76 giocatori al mondo.

Come con Gigante, Nardi prima soffre e poi alza il ritmo

La primavera di Nardi continua dunque a regalare solo buone notizie, pensando a quel che era accaduto a Indian Wells un paio di settimane fa, quando a cadere sotto i suoi colpi era stato nientemeno che il numero uno al mondo Novak Djokovic (che chissà se all’epoca pensasse già al divorzio col suo allenatore Goran Ivanisevic).

Contro Passaro il pesarese ha faticato parecchio nella prima parte del match, un po’ come già gli era capitato di fare nel quarto di finale vinto sempre al terzo (e sempre in rimonta) contro Matteo Gigante. Dopo aver ceduto il servizio nel secondo gioco e aver annullato 5 palle break nel quarto, nel settimo è riuscito a replicare al perugino, che pure gli ha ricambiato ulteriormente il favore, chiudendo agevolmente e con merito il primo parziale.

Nel secondo l’equilibrio ha regnato totale fino al decimo gioco, quando Nardi ha avuto 4 palle set che pure Passaro è riuscito ad annullare con straordinaria resilienza. Nulla ha potuto però nel dodicesimo gioco, quando il break è arrivato e con esso l’opportunità di mandare la partita al terzo, dove Nardi è partito forte vincendo 5 giochi consecutivi, per poi rallentare appena e godersi il 6-1 che gli è valso l’accesso alla finalissima contro quello che da lunedì tornerà ad essere uno dei primi 150 giocatori al mondo (cinque anni fa Herbert è stato anche numero 36: vanta quattro tioli 250 in bacheca).

La finale a Pasqua per centrare il primo titolo 2024

Come Nardi, anche il francese ha rischiato più volte di salutare il torneo partenopeo, riuscendo in qualche modo a tirarsi sempre fuori dai guai un attimo prima che la frittata fosse fatta. Contro Nardi difficile dire chi parta favorito: il pesarese è certamente in grande fiducia, reduce dagli incredibili upset di Indian Wells (a Miami ha perso nelle qualificazioni contro Jakub Mensik, numero 70 del mondo), e a Napoli va a caccia del sesto titolo Challenger in carriera, che sarebbe anche il primo nel 2024 dopo quello sfiorato a Chennai, battuto in finale dall’idolo locale Sumit Nagal.

Peraltro i precedenti cinque titoli vinti sono arrivati tutti sul cemento: la terra non è necessariamente la superficie prediletta di Nardi, che vanta a livello ATP un ruolino di 50 vittorie e 41 sconfitte (sul cemento è 77-58), ma dove non vinceva 4 gare consecutive dall’ultimo Masters 1000 di Monte Carlo.

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