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Tennis, Sinner-Alcaraz vale la numero 2 del ranking: Jannik vuole prendersi la rivincita, ma Carlitos promette battaglia

Nemmeno un'invasione di api ferma Alcaraz, che demolisce Zverev e si prepara ad affrontare Sinner nella sfida che mette in palio la n.2 del ranking

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Non è una finale ma ci va tanto, tanto vicino. Sinner contro Alcaraz, atto nono: 4-4 il computo dei confronti diretti, ma stavolta in palio c’è qualcosa di più. Ad esempio la posizione numero 2 nel ranking ATP, quella che da lunedì prossimo potrebbe ospitare l’italiano (e sarebbe best ranking a livello nazionale, oltre che personale) e far scivolare un gradino sotto lo spagnolo. Quella della quale si parla più o meno velatamente da inizio torneo, pensando alle 16 vittorie consecutive da inizio anno di Sinner (19 al netto della Davis Cup di fine 2023), che domani sera al Tennis Garden (orario ancora non comunicato: sarà alle 20 o alle 23 italiane, presumibilmente) proverà a scrivere un’altra pagina di storia del tennis italiano.

Nemmeno le alpi fermano Carlitos: Zverev non resiste

Alcaraz contro Zverev aveva un compito piuttosto duro, ma l’ha superato senza apparente difficoltà. Nonostante abbia dovuto affrontare un nemico decisamente insolito e infingardo: uno sciame d’api che dopo soli tre game dall’inizio del match ha invaso il campo centrale, finendo per pungere alla fronte il giocatore murciano per poi fare altrettanto con il giudice di sedia.

Risultato? Partita interrotta per quasi due ore, perché nel frattempo le migliaia di api hanno finito per attaccare la spyder cam, quella che simula le immagini riprese dal drone sorvolando il campo di gioco. Grazie al coraggio, all’intuito e all’intraprendenza di uno spettatore (Lance Davis il suo nome: MVP di giornata senza dubbio alcuno), che è riuscito ad aspirare lo sciame e consentire dopo un paio di ore di far ricominciare il match, seppur Alcaraz sulle prime ha mostrato un po’ di timore.

Poi però s’è sciolto in fretta: a furia di vincenti e turni al servizio con percentuali bulgare ha completamente disinnescato i tentativi di Zverev, che ha ceduto 6-3 il primo set per poi consegnarsi senza alcuna condizione nel secondo, perso 6-1. Lo spagnolo ha dominato in risposta, tanto da consentire al tedesco di vincere appena il 44% dei punti con la prima (servita nell’81% dei casi). Una prova pressoché impeccabile, implicitamente un messaggio forte e chiaro per Sinner.

La rivincita del 2023, ma con una consapevolezza diversa

Che l’ultima volta che è uscito dal campo sconfitto da Carlitos lo ha fatto proprio dirigendosi verso gli spogliatoi del Tennis Garden. Storia vecchia un anno, ormai: sempre semifinale, sempre Indian Wells, sempre in coda alla solita battaglia, persa in due set (7-6 6-3).

Un anno dopo, Jannik arriva alla sfida che mette in palio la posizione numero 2 del ranking con uno stuolo di certezze molto più ampio, ma anche con la consapevolezza che ormai è impossibile stabilire chi sia davvero il favorito. Numeri alla mano, quanto detto dagli ultimi 5 mesi non lascerebbe spazio a troppi dubbi: troppo solido e continuo Sinner per poter pensare che Alcaraz possa tirarlo giù dalla torre.

Ma lo spagnolo ha dimostrato contro Zverev di essere sufficientemente capace di alzare il proprio livello di gioco in qualsiasi momento, andando persino oltre la paura di ritrovarsi con qualche puntura d’ape in più sul corpo. Di sicuro c’è che una sfida così, in un momento come questo, fa la fortuna di qualunque appassionato: chiedere di più era oggettivamente impossibile, e sapere che dopo questa sfida ci sarà anche una finale (contro Medvedev o Rune) autorizza a sperare in un fine settimana da circoletto rosso.

Sinner studia Carlitos: “Questo campo veloce lo esalta”

Quale può essere il tallone d’Achille di Sinner? Lo ha individuato bene il diretto interessato nella conferenza post match contro Lehecka. “Le percentuali con la prima di servizio non sono buone, sono il primo a rendermene conto. Però è altrettanto vero che non stanno condizionando troppo l’andamento delle partite, e questo è il lato positivo della vicenda. So che devo migliorare e non a caso ho già programmato una sessione specifica per ovviare al problema”. L’ha fatto veramente: il tempo di cambiarsi ed ecco che Sinner si è diretto sul campo in una sessione di allenamento extra, dedicata solo al servizio.

Non prima di aver provato a mettere il focus sulla sfida con Alcaraz. “Su questo campo lui si trova molto bene, risponde forte e profondo e fa saltare tanto la palla. Un anno fa lui giocò molto meglio di me in semifinale, adesso sono cambiate tante cose e sono curioso di capire cosa succederà”. Pensa solo alla partita, Jannik, non alle implicazioni di classifica che ne scaturirebbero in caso di vittoria: Alla numero 2 adesso non penso, nel senso che non è la priorità. Ci sono tanti tornei da qui all’estate per salire nel ranking, ma la cosa che conta adesso è avanzare in finale a Indian Wells”.

Un po’ di numeri: Sinner, una vittoria per riscrivere la storia

Quella di sabato sarà la nona sfida diretta tra Sinner e Alcaraz. Il bilancio è in perfetta parità: 4-4 vittorie dell’altoatesino (Wimbledon e Umago 2022, Miami e Pechino 2023) e altrettante del murciano (Villena 2019, Parigi-Bercy 2021, US Open 2022 e Indian Wells 2023). Anche sul cemento il bilancio è di 2-2.

Stavolta però in palio ci sarà qualcosa di più sostanzioso, poiché una vittoria consentirebbe a Jannik di salire alla numero 2 del ranking e di centrare la 17esima vittoria da inizio anno, eguagliando il record di Pete Sampras (1997) e quelli fatti segnare da Federer nel 2018 e Djokovic nel 2013. Meglio hanno fatto solo Nadal nel 2022 (20) e Djokovic nel 200 (26) e nel 2011 (41).

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