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Volley, Italia-USA 3-1: Egonu riprende da dove aveva lasciato, battute le campionesse olimpiche

Vittoria convincente delle azzurre che piegano le statunitensi grazie ai 23 punti di Egonu e ai 13 a testa di Sylla e Danesi (Fahr ne mette 12). Domani ultimo match con la Serbia

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

È grand’Italia a Fukuoka: batte per 3-1 le campionesse olimpiche in carica degli Stati Uniti e continua a mandare a segnali al resto della compagnia, perché la VNL non è mai stata così incerta, tanto che proprio le americane rischiano di restare a guardare la final eight in programma a Bangkok la prossima settimana. Vittoria di carattere, quella di Egonu e compagne, brave a superare un’unica vera fase di difficoltà nel secondo set per poi dettare legge in ogni frangente, sia tecnico che agonistico.

Bosetti a riposo, ma con Egonu è partenza lanciata

Dopo l’ampio turnover operato contro la Corea del Sud, Velasco in avvio ripropone praticamente tutto il sestetto titolare. Mancano però Bosetti e Lubian: Cate è ai box per un problema fisico (affaticamento al polpaccio: nulla di grave, ma è probabile che possa essere risparmiata anche nell’ultimo match della week 3 contro la Serbia per evitare guai peggiori), Marina semplicemente lascia il posto a una scatenata Sarah Fahr, che come da previsioni ha ritrovato il passo dei giorni migliori. Al posto di Bosetti gioca Degradi e la mossa si rivelerà anch’essa azzeccata.

La partenza sprint delle azzurre ha però al solito il volto di Paola Egonu: riproposta titolare al posto di Antropova, l’opposto di Milano dimostra di voler rompere il ghiaccio subito, illuminando il primo parziale che obbliga coach Kiraly a fermare il match sul 7-3 Italia. Ogbogu a muro rimette le statunitensi in scia, tanto che sul 13-12 è Velasco a fermare la partita. Egonu però è in palla come nelle giornate migliori: dopo una scossa datata da Fahr è lei a prendere in mano le redini di un set che le americane vedono allontanarsi in modo inesorabile, anche perché nel frattempo Sylla piazza un turno di servizio bello “pesante” che spiana la strada alle compagne (25-17).

La panchina, valore aggiunto: la svolta nel terzo set

I cambi operati da Kiraly a inizio secondo set (dentro Washington e Rettke) portano brio nel sestetto statunitense: stavolta l’Italia non trova il modo per arginare le rivali, nonostante Velasco peschi soluzioni dalla panchina (dentro anche Giovannini per Degradi). La forchetta si fa presto troppo ampia e nemmeno l’ingresso di Antropova riesce a produrre gli effetti desiderati, con le americane che vincono agevolmente 25-19.

Kate risulterà però determinante a metà del terzo set, il momento in cui la partita cambia definitivamente padrone: l’Italia era partita bene in apertura di parziale trovando a muro e soprattutto con una rediviva Egonu le soluzioni necessarie per togliere certezze alle avversarie. Proprio il doppio cambio con Antropova e Cambi diventa il pretesto per prendere il largo e costringere Kiraly a continui timeout, che pure non portano a niente. Anche De Gennaro alza il livello in difesa e la resa per le statunitensi è inevitabile, ben sintetizzata dal 25-15 finale che somiglia a una sentenza.

Egonu dice 23, Sylla e Danesi chiudono a 13 punti

L’ultimo afflato gli USA lo mostrano in avvio di quarto set con Drews, che piazza un 3-0 di parziale che sembra rimetterle in partita. Danesi, Sylla e la solita Egonu, più una Degradi finalmente dentro la partita con la testa e con le gambe spazzano via però ogni tentativo di risposta delle americane. L’ultima ad arrendersi è sempre Drews, ma quando ormai le azzurre veleggiano a distanza di sicurezza. E anche se nel finale Velasco chiama due timeout per tenere tutte sull’attenti ci pensano Egonu e FaBhr a chiudere i conti e farli tornare.

Sono 23 i punti di Paola, anche se a risaltare sono soprattutto i 13 di capitan Danesi, di cui 4 arrivati a muro (come per Sarah Fahr, che “si ferma” a 12). Bene anche Sylla (13 anche per lei), ma in generale bene una nazionale che comincia a carburare e a dare la sensazione di essere particolarmente centrata sull’obiettivo che vuole centrare.

Domani mattina alle 8 l’ultima sfida della fase preliminare contro la Serbia (già fuori dalla final eight): con una vittoria le azzurre metterebbero un po’ di pressione sulle spalle dalla Polonia, attualmente seconda a una vittoria di distanza, impegnata poco dopo contro l’ostica Cina. Nei quarti l’avversario dovrebbe uscire proprio dalla quaterna composta da Cina, Canada, Stati Uniti e Olanda (in ordine attuale di posizione dalla sesta alla nona). Ma contro questa Italia c’è da credere che nessuno vorrebbe andare contro.

Volleyball Nations League, domani l’ultima sfida alla Serbia

Resta soltanto una gara da disputare per concludere la prima fase della VNL 2024, prima di spostarsi a Bangkok al termine della prossima settimana (dal 20 al 23 giugno). L’Italia è praticamente già certa del pass e punta anzi a migliorare l’attuale terza posizione alle spalle di Polonia e Brasile, cioè le uniche due squadre che sin qui l’hanno battuta.

Week 3, a Fukuoka

  • 11 giugno ore 12.20: Italia-Canada 3-0
  • 14 giugno ore 12.30: Italia-Corea del Sud 3-0
  • 15 giugno ore 8.30: Italia-Stati Uniti 3-1
  • 16 giugno ore 8.00: Italia-Serbia

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