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Bandiera, inno,medaglia: Tifosi e giocatori inglesi massacrati sul web

Il comportamento dei britannici prima, durante e dopo la finale di Euro2020 ha indignato tutti

12-07-2021 08:51

Il fair play non abita a Londra. Non ieri, non a Wembley. Agghiacciante il comportamento dei tifosi inglesi che prima della gara hanno calpestato una bandiera italiana, poi hanno fischiato l’inno di Mameli e alla fine del match, che hanno abbandonato prima delle premiazioni, hanno cercato anche la rissa con i tifosi italiani. Il tutto mentre i giocatori di Southgate sfogavano la rabbia togliendosi la medaglia d’argento del secondo posto, con un gesto tutt’altro che sportivo.

I tifosi sui social stroncano gli inglesi

Tutte storie che hanno indignato gli italiani che si lamentano su twitter: “Una volta esisteva una regola d’oro chiamata FAIR PLAY. Ai giovani inglesi non l’insegnano più?” o anche: “Niente medaglie, siamo inglesi”, oppure: ” Fischi all’inno, stadio vuoto per la premiazione, giocatori inglesi che si tolgono la medaglia d’argento con stizza e infine questo: anni di proverbiale (fantomatica?) sportività inglese dissolti in un paio d’ore?”.

La rabbia è tanta: “I calciatori inglesi rifiutano la medaglia: i veri perdenti di questo europeo” e poi: “Cercasi qualcuno per andare a Londra e sventolare in faccia agli inglesi quella bandiera che poco prima della partita hanno calpestato” o anche: “Se ci sono foto di tifosi inglesi che piangono mandate che sono la mia serotonina dopo tutto quello che ci hanno fatto”, oppure: “Hanno fischiato contro il nostro inno, 58000 persone hanno abbandonato lo stadio prima della premiazione, i calciatori si sono sfilati con un gesto di disprezzo la medaglia… inglesi antisportivi e rosiconi”.

Ci sono anche voci controcorrente: “E comunque lo fanno quasi tutti non solo ieri gli inglesi. È una reazione momentanea per la frustrazione ma poi la medaglia la terranno e la custodiranno gelosamente” e infine: “Non facciamo passare il comportamento di 58000 inglesi che fischiano il nostro inno e abbandonano lo stadio come segno di sprezzo nei confronti di chi li ha battuti, come i gesti di pochi, perché non è così e la storia insegna”.

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