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Juve, furia Giuntoli: McKennie rischia fine Bonucci, Allegri e De Guzman. Douglas Luiz c’è, tutto su Koop e Rabiot

Tutte sulle ultime mosse di mercato della Juventus. L'americano intanto rischia di subire la furia del dt bianconero, che in passato ha già mietuto vittime illustri non disdegnando l'uso del pugno duro

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Lorenzo Marsili

Lorenzo Marsili

Sport Specialist

Giornalista pubblicista, redattore, divulgatore. E' una delle anime video del sito: racconta in immagini un evento e lo fa come pochi altri

Grandi manovre a centrocampo in casa Juventus. Praticamente chiuso Douglas Luiz, per il quale mancano di fatto solo le firme, i bianconeri proveranno poi ad accelerare per Teun Koopmeiners. A tenere banco, però, nei pensieri della dirigenza della Vecchia Signora sono i casi spinosi legati al rinnovo di Adrien Rabiot e, soprattutto, alla rottura ormai insanabile con Weston McKennie.

Una situazione, quella con l’americano, che avrebbe mandato letteralmente su tutte le furie Cristiano Giuntoli, pronto a utilizzare quel pugno duro che già in passato (vedi i casi Milik e De Guzman a Napoli, Bonucci e Allegri in bianconero), il dt bianconero ha dimostrato di non avere nessun timore di utilizzare.

Giuntoli furioso con McKennie

McKennie e la Juventus sono ormai ai ferri corti. Dopo il rifiuto di trasferirsi all’Aston Villa nel giro dell’affare che porterà comunque Douglas Luiz alla corte di Thiago Motta, per l’americano si prospettano tempi duri all’ombra della Mole. In particolare, come rivelato da TuttoSport, la netta presa di posizione dell’ex Schalke ha indispettito e non poco Giuntoli, pronto a non fare sconti.

I precedenti Bonucci, Allegri, Milik e il presunto pugno a De Guzman

Giuntoli, d’altronde, è uomo di polso e, come già dimostrato capace di non guardare in faccia a nessuno. Così è stato con Leonardo Bonucci un anno fa e con Massimiliano Allegri nella stagione appena conclusa (più di qualche scintilla tra i due deve esserci con molta probabilità stata), così come fu ai tempi del Napoli con Arkadiusz Milik, costretto ad accasarsi a Marsiglia pur di non vivere in tribuna gli ultimi mesi in azzurro.

E ancora più emblematico fu, sempre a Napoli, il “trattamento” riservato a Jonathan de Guzman, che per non aver accettato l’offerta dal Bournemouth rivelò di essere arrivato addirittura alle mani con Giuntoli: “mi ha dato un pugno in faccia, abbiamo litigato furiosamente e sono volate anche sedie”, arrivò a dichiarare l’olandese in un’intervista choc. Lecito augurarsi non finisca in rissa anche con McKennie, che avrà comunque i prossimi mesi per provare a trovare una soluzione.

Douglas Luiz in arrivo

Come detto, l’incandescente situazione venutasi a creare attorno al texano non ha impedito alla Vecchia Signora di chiudere l’operazione con l’Aston Villa per Douglas Luiz. Valutato 50 milioni, per il brasiliano la Juve verserà subito 22 milioni di euro più bonus/malus variabili e i cartellini di Samuel Iling-Junior e di Enzo Barrenechea. Per perfezionare l’operazione mancano solo le firme, che avverranno dopo le visite mediche di rito che i bianconeri faranno svolgere al nuovo acquisto direttamente in Brasile.

Il piano per Koopmeiners

Chiuso il primo colpo, Giuntoli potrà tornare a dedicarsi al secondo grande obiettivo per il centrocampo della Vecchia Signora. Parliamo di Teun Koopmeiners, attualmente alle prese con l’infortunio che lo ha costretto a saltare l’Europeo, ma su cui la Juve non ha mai mollato la presa. La trattativa con l’Atalanta non sarà semplice, ma la sensazione è che senza un no definitivo si potrebbe andare avanti a oltranza. Serviranno almeno altri 50-60 milioni di euro, con i probabili sacrifici di Federico Chiesa, Matias Soulé e Dean Huijsen necessari a finanziare l’affare.

Il rebus Rabiot: le alternative

Come detto, sempre per la zona nevralgica del campo, Giuntoli è chiamato a risolvere il rebus Rabiot. Il francese non si è sbilanciato sul rinnovo, costringendo i bianconeri a iniziare a guardarsi attorno. Sì, perché Douglas Luiz e (eventualmente) Koopmeiners, potrebbero non bastare in caso di addio di “Cavallo Pazzo”. Occhi puntati, allora sempre verso la Francia, con Khepheren Thuram del Nizza e Yossouf Fofana del Monaco, sul taccuino anche del Milan, a rappresentare suggestioni gradite a società e nuovo allenatore. La nuova Juve è un cantiere aperto ed inevitabile dopo l’addio di Allegri, Giuntoli è chiamato a confermare la sua capacità di gestire le situazioni non semplici.

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