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I portieri italiani crescono in Serie B: chi sarà il prossimo Carnesecchi?

Non solo l'attuale portiere dell'Atalanta. Alle spalle di Donnarumma stanno crescendo tanti estremi difensori che si sono messi in mostra proprio in Serie B prima di conquistare la scena in A

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Marco Pino

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I portieri italiani crescono in Serie B: chi sarà il prossimo Carnesecchi? Fonte: Shutterstock

Il nostro paese durante la sua storia calcistica ha sempre avuto una grande tradizione in fatto di portieri. Negli anni ’80 e ’90 la “scuola italiana” è stata la più apprezzata a livello mondiale e negli ultimi anni ha fortemente ripreso vigore.

Gli inizi del “dopo Buffon” hanno resto complicata la valorizzazione dei tanti talenti che la nostra nazione ha allevato tra i pali, con Gianluigi Donnarumma che rappresenta, checché ne dicano gli scettici, uno dei prospetti più interessanti (se non il più interessante) prodotto dal nostro calcio nell’ultimo decennio.

Gli esordi e i record già raggiunti dal portiere attualmente al PSG rappresentano senz’altro un unicum per un calciatore che grazie alla fiducia di Sinisa Mihjalovic ai tempi del Milan è riuscito ad esordire giovanissimo in un ruolo, quello del portiere, che nell’immaginario collettivo ha necessità di tanta esperienza e gavetta prima di affermarsi ad alti livelli.

La “scuola italiana dei portieri” non è morta, e questa è già una notizia importante per chi pensava che il nostro calcio non sarebbe più stato in grado di produrre una generazione di talenti tra i pali al livello di quella degli anni ’90: da Pagliuca a Peruzzi, da Toldo a Buffon, senza dimenticare i vari Marchegiani o altri che sono stati protagonisti in un periodo di massimo splendore per il nostro campionato.

Uno dei campionati che negli ultimi anni è riuscito a dare spazio e fiducia a tanti giovani portieri in rampa di lancio è stato sicuramente la Serie B.

Dal campionato cadetto, ogni anno, vengono fuori giovani talenti che tra i pali hanno saputo mettere in mostra qualità importanti tali da attirare su di loro le attenzioni dei club di categorie superiori.

Parliamo, su tutti, di Marco Carnesecchi, oggi protagonista con i guanti da titolare dell’Atalanta ma che proprio in Serie B alla Cremonese nell’anno della promozione dei grigiorossi è riuscito a crescere e meritarsi la chiamata di Gasperini.

Ma possiamo citare anche Vicario, Di Gregorio, Turati e tanti altri che nelle ultime stagioni hanno trovato nel campionato degli italiani un palcoscenico importante per guadagnarsi le luci dei riflettori.

Chi saranno i prossimi a meritare le attenzioni del piano i sopra?

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I migliori portieri delle ultime stagioni di Serie B

Nelle ultime stagioni, come detto, sono emersi diversi portieri che, dopo qualche anno di “gavetta” in Serie B sono riusciti a imporsi nel nostro massimo campionato.

I nomi sono altisonanti e rappresentano, alle spalle di Donnarumma (a parere di chi scrive) i migliori estremi difensori che il nostro calcio può mostrare in vetrina attualmente.

Guglielmo Vicario: dalla Serie B alla Premier League

Prima dell’approdo al Tottenham e delle annate particolarmente positive vissute in quel di Empoli, il percorso di Vicario è stato particolarmente lungo (e spesso vissuto tra le seconde linee). In Serie B Vicario è cresciuto grazie alle esperienza di Venezia e Perugia mettendo sin da subito in mostra qualità come esplosività e reattività che oggi lo rendono tra i migliori in questi fondamentali.

In tre stagioni tra la Laguna e l’Umbria, Vicario ha collezionato 74 presenze, con 90 gol subiti e 17 clean sheet, e un’esperienza che gli è stata utile per sorprendere a Cagliari, imporsi a Empoli e conquistarsi la chiamata del Tottenham in Premier League.

L’exploit di Marco Carnesecchi

Anche per il portiere classe 2000 la Serie B ha rappresentato uno step fondamentale di crescita. Per lui i gettoni in cadetteria sono stati ben 89 (23 con la porta inviolata), tra il 2019 e il 2022.

Carnesecchi si è fatto conoscere al grande calcio con la maglia della Cremonese, conquistando la promozione in Serie A da titolare. La sua carriera parte però da un posto più lontano da Bergamo rispetto a Cremona. Parliamo di Trapani e del Trapani con cui, nella stagione 2019-2020, appena uscito dalla Primavera atalantina esordisce tra i professionisti conquistando sin da subito i galloni da titolare.

Un’esperienza che, a detta dello stesso attuale portiere della Dea, ha rappresentato un punto di svolta nella sua carriera permettendogli di sentire sin subito fiducia.

Dopo l’esperienza siciliana è arrivata la Cremonese (56 presenze in B e 27in A) e quest’anno il grande salto nell’Atalanta, dove fino ad ora ha collezionato 13 apparizioni in campionato, complice l’alternanza con Musso, tenendo la porta serrata in ben 5 occasioni.

Ivan Provedel, non solo giovani

Se Vicario e Carnesecchi rappresentano due dei portieri cresciuti in Serie B tra i più interessanti, nelle ultime stagioni sono stati diversi gli estremi difensori che si sono guadagnati le attenziani di media e addetti ai lavori.

Un nome da citare è certamente Ivan Provedel, la cui carriera è l’esempio perfetto per rappresentare un giocatore cresciuto con la gavetta e in grado di raggiungere il grande calcio forse in ritardo rispetto a quando lo avrebbe meritato.

L’attuale estremo difensore della Lazio è per certi versi il più moderno per caratteristiche. Le sue ottime letture del gioco e la capacità di gestire il pallone lo hanno reso non a caso un pilastro del gioco di Sarri e una precisa scelta tecnica del tecnico biancoceleste già l’anno scorso a discapito del neo acquisto Maximiano.

L’attuale portiere dei capitolini, prima di prendersi la titolarità in maglia biancoceleste, ha vissuto una carriera da un veterano della serie cadetta con 103 presenze con la maglia di Perugia, Modena, Pro Vercelli, Empoli e Juve Stabia.

Ed è proprio con la maglia dei campani che, in una trasferta ad Ascoli, era stato in grado di segnare un gol come accaduto quest’anno in Champions League nella sfida contro l’Atletico Madrid.

Da Milano alla Serie A: Di Gregorio e Turati

Non hanno mai nascosto un rapporto che va oltre il campo da gioco e, oltre alle origini comuni della periferia milanese e al fatto di essere amici, Michele Di Gregorio e Stefano Turati hanno tante cose in comune.

Entrambi sono stati protagonisti, con Monza e Frosinone di due strepitose cavalcate in due anni consecutivi che hanno portato in Serie A le due compagini con loro come protagonisti tra i pali.

Per Di Gregorio il percorso è stato più lungo, dalla Primavera dell’Inter si è dapprima fatto conoscere tra i pali del Pordenone e poi, conquistata la fiducia del Monza e di Galliani, proprio con la maglia dei brianzoli ha raggiunto lo storico traguardo della Serie A proprio nella stessa stagione in Carnesecchi lo faceva con la maglia della Cremo.

Turati invece, al primo anno da titolare, si è da subito imposto come un ragazzo dal grande carisma diventando un perno centrale del Frosinone di Fabio Grosso che lo scorso anno ha conquistato la promozione in massima serie venendo eletto anche come miglior portiere dell’anno al Gran Galà del Calcio.

Amici fuori dal campo e avversari nelle sfide che mettono di fronte Monza e Frosinone, il percorso di Di Gregorio e Turati parte dalla periferia milanese e, viste le premesse, le due attuali squadre rappresentano solo uno step del percorso che li porterà, viste le potenzialità, a calcare nei prossimi anni palcoscenici più ambiziosi.

I portieri più interessanti della Serie B 2023-2024

Anche quest’anno, come accaduto nelle recenti stagioni ci sono alcuni portieri italiani che stanno fornendo prestazioni in grado di attirare attenzioni dalla massima serie.

Semuel Pizzignacco, il nuovo che avanza

Cominciamo dal giovane Semuel Pizzignacco, estremo difensore della Feralpisalò.

Il classe 2001, scuola Udinese, dopo l’esperienza in Serie C sempre con la casacca lombarda, si sta facendo notare nella pur complicata stagione della sua squadra con il giovane portiere che ha giocato da titolare tutte le partite fino ad ora disputate.

Nonostante le difficoltà difensive della sua squadra (sono 40 le reti subite alla 26a giornata) si è dimostrato abile nella fase di costruzione del gioco. A dimostrarlo c’è la percentuale di lanci più lunghi di 30 metri completati, pari al 40,5% (159/393). Quest’ultima è una caratteristica che nel calcio moderno è sempre più ricercata tra gli estremi difensori, oltre ad una buona presenza tra i pali che il portiere della Feralpisalò ha comunque messo in mostra fino a questo momento.

Fulignati e Pigliacelli: esperienza tra i pali

Tornando alla capacità di impostare da dietro, due portieri non più giovanissimi che si stanno mettendo in mostra sono Andrea Fulignati e Mirko Pigliacelli.

Due giocatori molto bravi a dare un contributo in fase di costruzione alle loro rispettive squadre che, anche grazie alla loro presenza, puntano molto sul far partire l’azione ragionata dai piedi dell’estremo difensore.

Il Catanzaro, guidato da Vivarini, sta disputando sin qui un’ottima stagione come dimostra la classifica e il rendimento dei calabresi. In questo percorso la presenza di Fulignati è stata fin qui determinante con le prestazioni del classe 1994 che si stanno rivelando di assoluto valore.

A dimostrarlo c’è ad esempio la statistica relativa agli expected goals subiti che presenta un valore di +2,3, mostrando un dato che fa capire come le prestazioni di Fulignati siano altamente positive.

Per quanto riguarda Mirko Pigliacelli, invece, parliamo di una storia che dopo averlo visto protagonista in Serie B con le maglie di Sassuolo, Pescara, Reggina, Frosinone e Pro Vercelli, lo ha visto emigrare in Romania per indossare la maglia dell’U. Craiova.

Tra le fila del club rumeno Pigliacelli diventa una sorta di leggenda per i tifosi, segnando anche un gol su rigore in una gara persa 3-2 contro la Steaua Bucarest dopo che i suoi compagni avevano sbagliato 5 rigori di fila.

Il suo arrivo a Palermo la scorsa estate ha fatto capire quanto la società rosanero fosse ambiziosa riportando in Italia un portiere che nel nostro paese non aveva avuto forse la giusta considerazione.

Pigliacelli, inoltre, è uno dei migliori portieri del calcio italiano per la sua abilità nel gioco con i piedi, una caratteristica dimostrata anche in questa stagione dove in questo momento ha portato a termine il 43,8% dei passaggi lunghi superiori ai 30 metri.

La scuola dei portieri italiani continua a produrre talenti e la Serie B ne è una fucina fondamentale importante per dare ai giovani la fiducia e la vetrina giusta per imporsi e conquistarsi le attenzioni dei club di Serie A o anche per cogliere opportunità provenienti dall’estero, un mondo senza meno inesplorato da parte dei giovani talenti nostrani.

Articolo a cura di Marco Pino e Matteo Briolini

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