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MotoGP Mugello, trionfo Ducati: Domenicali in lacrime. Bastianini: "Ho fatto il matto". Bagnaia: "La vena chiusa non paga mai"

Le parole dei protagonisti del trionfo Ducati al GP del Mugello. I piloti ufficiali Pecco Bagnaia ed Enea Bastianini commentano il loro primo e secondo posto, e l'ad di Borgo Panigale si commuove

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Una giornata talmente perfetta da essere quasi irreale per come tutto si è incastrato al meglio. Nel giorno della Festa della Repubblica, nella gara di casa del Mugello, le Ducati ufficiali hanno conquistato il primo ed il secondo posto alla bandiera a scacchi, occupati rispettivamente da Francesco Bagnaia ed Enea Bastianini.

Il trionfo (perfetto) di Ducati al Mugello

Il tutto con una gara che sembrava frutto di una sceneggiatura, considerata la posizione di teorico svantaggio di Pecco in griglia, quinto a causa di una penalità subita durante il fine settimana e da scontare proprio nella gara lunga, ed il compagno di squadra che pareva in lotta al massimo per il terzo posto del podio contro Marc Marquez.

Ma, proprio come se fossimo davanti agli intrecci e le svolte di un episodio di una serie tv, da una parte Bagnaia realizza la partenza della vita portandosi subito in testa dopo due curve, e dall’altra Bastianini dopo una lotta al calor bianco contro il rivale di Gresini punta Jorge Martin, secondo e potenziale suo sostituito nel team ufficiale nel 2025, scalzandolo proprio nell’ultimo giro e sul filo di lana ed andando a coronare il trionfo del Mugello.

Domenicali: “Solo un regista straordinario poteva immaginare tutto questo”

Trionfo che ha persino fatto commuovere l’amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali, che a Sky Sport ha commentato tra qualche lacrima: “Sono davvero emozionato perché vederli primo e secondo con la moto con i colori dell’Italia oggi è qualcosa di davvero speciale. Bravi tutti. Dopo 35 anni di corse mi fa ancora questo effetto. È il bello di questo sport, che è così coinvolgente, dietro c’è tanta passione e tanto lavoro tra parte atletica e quella tecnica”.

L’ad ha poi concluso: “Portare a casa, nel GP d’Italia, due piloti italiani primo e secondo, con tutte le maglie dei ragazzi con il nome dietro per un omaggio alla nazionale il 2 giugno è una roba che solo un regista straordinario poteva immaginare. La cosa più incredibile e che fa emozionare è che tutto questo è reale”.

Bastianini: “Ci voleva proprio questo successo”

Bastianini, che ha dedicato il podio al suo cane recentemente scomparso, a Sky Sport ha sottolineato l’importanza della piazza d’onore: “Anche se non ho vinto e di solito il secondo è il primo dei perdenti, dopo il periodo difficile che ho avuto un risultato del genere in casa ci voleva proprio“.

E sul sorpasso da parte di Marquez, il pilota ha ammesso che l’azione offensiva dello spagnolo lo ha “rinvigorito”, chiudendogli la vena (sic), “sono tornato sotto e l’ho passato”. Inoltre, “quando ho visto che potevo andare a prendere anche Jorge ci ho creduto per fare quel sorpasso all’ultima curva”.

“Sono in uno stato di grazia, ma ho avuto una fase di adagiamento”

Bastianini ha anche rivelato di sentirsi in uno “stato di grazia“: “Mi trovavo benissimo, come in tutta la gara, ma ho avuto anche una fase dove mi ero un po’ adagiato. Se devo rimproverarmi qualcosa è quel momento, ma gli ultimi giri li ho affrontati un po’ da matto e sono riuscito a fare ciò che volevo con la moto. A inizio gara mi sono trovato già vicino a Jorge, l’ho studiato e ho visto dove voleva staccare sempre forte per difendersi”.

E ancora: “Come unica chance avevo la possibilità di rimanere più cucito possibile sino all’ultima curva. Sono rimasto stretto, sentivo il posteriore in difficoltà ma alla fine sono riuscito ad uscire forte. Quando mi diverto e tutto è sotto controllo rendo di più. Mi manca ancora qualcosa per la vittoria, ma ho ritrovato il mio stato di forma. Barcellona è stata una storia a parte, a Le Mans potevamo essere molto veloci, e la moto oggi è andata molto bene”.

Bagnaia: “Sapevamo quanto fosse importante la partenza”

Il vincitore del Mugello ha invece così analizzato la sua gara: “Sapevamo quanto fosse importante la partenza: mi sono concentrato sul farla al meglio, andando all’esterno per prendere velocità e quindi realizzare i sorpassi nelle curve successive. È stato tutto perfetto”. E ha aggiunto: “In Qatar mi ci sono voluti 32 secondi per passare i primi, qui ci ho messo ancora meno a superare i primi cinque“.

La strategia seguita da Bagnaia per controllare la gara e vincere

Rispetto a Bastianini, Bagnaia ha affermato come “la vena chiusa non paga mai, bisogna invece riuscire a fare la cosa giusta al momento giusto”. E quindi “ho avuto l’intuizione giusta, l’avevo pensata, ma fare quell’entrata non era semplice. Mi sono lanciato dentro nella curva 2 ed è andata bene. Come in Qatar sapevamo quando fosse cruciale partire a bomba per non restare dietro”.

Tuttavia, Pecco ho avuto delle difficoltà a causa della gomma davanti che “si muoveva tanto e chiudeva molto”, impedendogli la costanza con i tempi. “L’unica strategia che ho portato avanti – ha aggiunto – è stata quella di fare un giro veloce e uno meno veloce per aumentare il vantaggio e quindi gestirlo. In questo modo ho tenuto sotto controllo la situazione. Quando compio un errore lo prendo come lezione sempre, e così è stato a Barcellona: la nostra moto richiede precisione e mantenere sempre la stessa posizione, non puoi fare altrimenti. Devi essere pulito e preciso, e quella caduta mi è servita da lezione”.

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