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Napoli, primato e ombre: Chinè chiederà atti del falso in bilancio per caso-Osimhen

Anche il Napoli torna nel mirino del procuratore federale Chiné per il caso-Osimhen, acquistato nel 2020 dal Lille con l'inserimento di alcuni giovani valutati venti milioni: pronta la richiesta degli atti.

22-01-2023 13:00

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Giornalista per vocazione e innamorato di tutti gli sport, ha collaborato con numerose agenzie, quotidiani, radio e tv. Su Virgilio Sport scrive soprattutto di Calcio: esperto scandagliatore del mondo social dei tifosi, è diventato anche un “giudice” accurato delle sviste arbitrali

In campo viaggia come un rullo compressore. La vittoria di Salerno ha proiettato il Napoli a quota 50 punti al termine del girone d’andata, prima con largo margine sulle inseguitrici: il Milan è a 12 punti ed è atteso dalla trasferta dell’Olimpico contro la Lazio, l’Inter è a 13 e si prepara a ospitare l’Empoli. Le reti di Di Lorenzo e Osimhen sono valse il blitz all’Arechi, sedicesima vittoria in diciannove gare per la truppa di Spalletti. Osimhen che però potrebbe finire nuovamente sul taccuino del procuratore federale Chiné.

Plusvalenze, il passaggio di Osimhen dal Lille al Napoli

La reazione dei legali bianconeri al -15 e alle maxi inibizioni dei dirigenti è diventata infatti un tormentone: “Perché solo la Juve?”. E se altre big potrebbero essere coinvolte nel secondo filone del processo plusvalenze (la Roma per lo scambio Spinazzola-Pellegrini, il Milan per l’affare Caldara-Bonucci), il Napoli potrebbe essere giudicato nuovamente per il caso Osimhen, acquistato nel 2020 dal Lille per 72 milioni complessivi, di cui 20 però costituiti da un ‘pacco’ comprendente quattro calciatori: il portiere Karnezis e tre giovani del vivaio, Manzi, Palmieri e Liguori, che adesso giocano nelle categorie minori italiane.

De Laurentiis indagato per falso in bilancio, la richiesta di Chiné

Per questa operazione il Napoli è stato già giudicato e assolto dalla giustizia sportiva. Ma, come scrive Repubblica, il procuratore federale Chiné chiederà alla Procura di Napoli gli atti dell’inchiesta sul falso in bilancio che riguarda De Laurentiis. Lo scorso 21 giugno la Guardia di Finanza effettuò perquisizioni nella sede del club azzurro a Castel Volturno, oltre che a Roma e in Francia, per acquisire documenti relativi al passaggio dell’attaccante nigeriano al Napoli. Il presidente azzurro e quattro membri del CdA sono indagati per falso in bilancio.

Plusvalenze, le differenze tra il caso Juve e quello del Napoli

Al netto degli sviluppi della vicenda, ci sono però differenze significative tra il caso Napoli e il caso Juve. La prima è che si tratterebbe, eventualmente, di un’operazione isolata e non di un vero e proprio sistema capace di alterare bilanci e campionati. La seconda, forse ancor più significativa, è che sono stati gli stessi dirigenti Juve a dichiararsi colpevoli, come emerso dalle intercettazioni telefoniche. Scrive Repubblica: “La giustizia sportiva sa colpire solo se sei tu stesso a dichiararti, nei fatti, colpevole. Lo hanno fatto nelle centinaia di ore di intercettazione dirigenti di ogni livello della società bianconera”. Chissà se De Laurentiis e i dirigenti del Napoli avranno fatto altrettanto. Lo accerterà Chiné valutando gli atti che gli saranno consegnati della Procura partenopea.

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