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Pagelle Inter-Lazio 3-0: Thuram fa centro, Barella è instancabile, Immobile senza meta

I nerazzurri conquistano l'accesso alla finale di Supercoppa italiana contro il Napoli. I migliori e i peggiori della sfida contro la Lazio: male Lazzari, Dimarco è un treno

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Antonio Salomone

Antonio Salomone

Giornalista

Giornalista pubblicista. Lo affascinano, da sempre, le categorie minori e i talenti in erba. Ha fiuto per la notizia e per gli emergenti. Calcio, basket, motori: ci pensa lui

L’Inter cala il tris contro la Lazio e accede alla finale per contendersi la Supercoppa italiana contro il Napoli. I nerazzurri dominano per tutti e novanta i minuti e dimostrano la loro superiorità sotto gli occhi dei tifosi a Riyad. Thuram apre le danze, Calhanoglu e Frattesi archiviano la pratica. Altra prova di forza di Inzaghi, che spera ora di rivincere il trofeo.

Inter-Lazio, il racconto del match

Parte forte l’Inter che pressa alto e non concede respiro alla Lazio fin dai primi minuti: prima Barella e poi Thuram trovano lo sbocco per il tiro da fuori. Il numero nove nerazzurro è il più pericoloso e di testa al 7′ fa paura ai biancocelesti, decisiva una deviazione di Gila. Il gol è nell’aria e al 17′ ci pensa proprio “Tikus” a fare centro su assist di tacco di Dimarco.

La squadra di Sarri si sveglia e inizia a prendere confidenza con il match e si fa viva con qualche strappo di Vecino, ex della sfida. Alla mezz’ora ci pensa Lautaro a chiamare in causa Provedel, che prima devia corto e poi spedisce in angolo prima del tap-in vincente. Dopo pochi giri d’orologio Barella centra la traversa con un destro al volo da dentro l’area di rigore. A tenere in vita la Lazio è Romagnoli, che salva sulla linea un tiro di Thuram dopo un’azione solitaria.

Il secondo tempo inizia con un copione horror per i capitolini: Pedro abbatte Lautaro e l’arbitro concede il rigore con l’aiuto del Var. Dal dischetto si presenta Calhanoglu che non sbaglia. Dopo pochi minuti Lautaro sfiora il tris e da buona posizione colpisce la traversa. Il Toro ha voglia di iscriversi al tabellino e con una rasoiata da fuori non ci riesce per pochi centimetri. Nel finale Frattesi chiude i giochi.

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Inter, cosa ha funzionato

Il pressing costante ha ridotto le capacità di palleggio della Lazio, mandando in confusione la squadra di Sarri, priva della qualità di Luis Alberto tra i titolari. Gli esterni hanno vinto i rispettivi duelli e hanno messo in difficoltà i biancocelesti sulle linee laterali. Gli inserimenti di Barella e l’affinità tra Lautaro e Thuram hanno fatto il resto.

Lazio, cosa non ha funzionato

I biancocelesti non sono riusciti a tenere il ritmo degli avversari e hanno rischiato in più occasioni di subire gol. Immobile, al rientro dopo l’infortunio, non è stato mai messo in partita ed è caduto nella morsa dei tre difensori dell’Inter. Pedro e Felipe Anderson hanno svolto più compiti difensivi che offensivi.

Le pagelle dell’Inter

  • Sommer 6: Mai impegnato, si gode lo spettacolo.
  • Pavard 6.5: Le galoppate sulla fascia ormai fanno parte del passato. Nel suo curriculum ormai la parola “braccetto” è in grassetto ed evidenza. Con lui Inzaghi può stare tranquillo.
  • Acerbi 6.5: Da ex compagno di squadra non dà il bentornato a Immobile. Lo anticipa sempre e lo costringe ad uscire dal match.
  • Bastoni 6: Non soffre mai, per Inzaghi è un jolly. Costruisce con i piedi di un centrocampista, ormai non è una novità.
  • Darmian 6: Non salta l’uomo, non fa parte del suo biglietto da visita. Con se però porta il divieto d’accesso e Pedro è costretto a cambiare strada.
  • Barella 7: Gira come una trottola e nessuno riesce a fermarlo. Una mina vagante, con il rischio di esplodere da un momento all’altro. La traversa gli rovina la serata.
  • Calhanoglu 7: Il suo nome nel tabellino è ormai una certezza. Dal dischetto è infallibile. Perde qualche pallone, ma rimedia sempre con giocate utili. Una sicurezza.
  • Mkhitaryan 6.5: Non si prende le luci dei riflettori, ma fa in modo che vadano a risplendere sugli altri. E’ un giocatore altruista, pensa al bene della squadra e regala a Frattesi il pallone del 3-0.
  • Dimarco 7: È il “treno dei desideri” di molti club. Ma per ora possono goderselo solo i tifosi dell’Inter. Il nero(Azzurro) cantato da Inzaghi a squarciagola. Non solo corsa, ma anche qualità: Thuram ringrazia.
  • Thuram 7: Questa volta è lui ad interpretare Batman. Veste la maschera e si porta la squadra sulle spalle. Segna, corre e fa impazzire la difesa biancoceleste.
  • Lautaro Martinez 7: Non è vero che “Nessuno vuole essere Robin”. L’argentino lo fa con umiltà e si procura il rigore che chiude il match. Cerca più volte di metterci il suo timbro, ma ci va solo vicino.
  • De Vrij 6: Con una Lazio sfiduciata non ha problemi a gestire.
  • Frattesi 6.5: Entra e come al solito non si dedica al compitino. Fa di tutto per dimostrare di meritarsi più spazio e si prende anche la gioia del gol.
  • Sanchez 6: Gioca pochi palloni, non li sbaglia.
  • Arnautovic 6: Entra in campo per congelare la gara e tenere più palloni possibili. Lo fa con dedizione.
  • Asslani SV

Le pagelle della Lazio

  • Provedel 6: Non può nulla sui gol dell’Inter e fa di tutto per impedirne altri.
  • Lazzari 5: Cerca di trovare l’equilibrio come un bambino quando impara a camminare, ma Dimarco lo fa cadere spesso per terra. Non riesce a stragli dietro e dalla sue parti nascono sempre pericoli.
  • Gila 5.5: Ci prova, si applica, ma gli avversari sono superiori e il compito di inseguire Thuram e Lautaro non è alla sua portata.
  • Romagnoli 6: Respinge le avanzate dell’Inter come un soldato in trincea. Salva anche un gol sulla linea, ma i compagni non lo aiutano.
  • Marusic 5.5: Ha un cliente meno scomodo, ma molto intelligente. Si preoccupa più di difendere che attaccare ed è spesso distratto.
  • Guendouzi 5.5: “Alla Lazio manca Milinkovic”, se lo è sentito dire tante volte. Spesso è riuscito a passarci sopra con buone prestazioni, non stasera. Non riesce ad imporsi. Non è Sergej e si vede.
  • Rovella 5.5: Perde il navigatore e non riesce ad orientarsi a Riyad.
  • Vecino 6: È il più pericoloso tra i biancocelesti. Mette in campo la garra, ma non basta. Predica nel deserto.
  • Felipe Anderson 5: Contro Dimarco sembra un giocatore lento. E di solito sono gli altri ad inseguirlo. Questa volta è il brasiliano a doversi sacrificare. Non è il suo mestiere e si vede.
  • Immobile 5: Nel duello con Acerbi scompare e non riesce mai a rispondere presente.
  • Pedro 5: Ha l’occasione giusta per dare un messaggio a Sarri. Lo fa, ma in negativo. Non crea mai pericoli e commette il fallo da rigore.
  • Luis Alberto 5: Entra in campo con poca voglia di cambiare il copione del match e si vede.
  • Cataldi 6: Con lui in campo non cambia il film della sfida. Resta un horror.
  • Isaksen 6: Non riesce ad attivarsi e quando Sarri lo inserisce, gli altri sventolano bandiera bianca.
  • Hyisaj SV

Inter-Lazio 3-0, il tabellino

RETI: Thuram 17′, Calhanoglu 50′, Frattesi 87′

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni (De Vrij 66′); Darmian, Barella (Frattesi 66′), Calhanoglu (Asllani 81′), Mkhitaryan, Dimarco; Thuram (Sanchez 74′), Lautaro Martinez (Arnautovic 74′). Allenatore: Simone Inzaghi. A disposizione: Di Gennaro, Audero, Carlos Augusto, Bisseck, Stabile, Stankovic, Dumfries, Sensi, Klaassen, Buchanan.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (Hysaj 83′), Gila, Romagnoli, Marusic (Pellegrini 66′); Guendouzi (Luis Alberto 52′), Rovella (Catakdi 52′), Vecino; Felipe Anderson, Immobile, Pedro (Isaksen 66′). Allenatore: Maurizio Sarri. A disposizione: Sepe, Mandas, Patric, Casale, Kamenovic, Ruggeri, Kamada, Castellanos, Sanà Fernandes.

ARBITRO: Matteo Marchetti di Ostia

AMMONIZIONI: Romagnoli, Vecino, Calhanoglu

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