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Red Bull, Perez si vendica: "Dopo Lawson tutti hanno capito". Checo prenota il sedile Cadillac

Il pilota messicano ha fatto chiarezza sul suo addio alla Red Bull e ha parlato anche del suo futuro in Formula 1, specificando le uniche possibilità di un ritorno in pista.

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Antonio Salomone

Antonio Salomone

Giornalista

Giornalista pubblicista. Lo affascinano, da sempre, le categorie minori e i talenti in erba. Ha fiuto per la notizia e per gli emergenti. Calcio, basket, motori: ci pensa lui

“L’addio non è una possibilità”, cantavano i Coma_Cose. Non è stato così per Sergio Perez, che ha perso il sedile della Red Bull alla fine della passata stagione. Una presa di posizione alla sede di Milton Keynes dopo l’anno deludente e i pochi punti portati alla scuderia, che per molti Gran Premi ha gareggiato con un solo pilota, Verstappen. Ora il messicano è ritornato su questa scelta del team e ha parlato anche del suo futuro.

Perez e l’addio alla Red Bull

Il pilota messicano ha parlato dell’addio alla Red Bull dopo la deludente scorsa stagione, terminata con un distacco abissale da Verstappen: Non mi aspettavo che accadesse. È diventato più chiaro solo quando siamo arrivati ​​in Qatar, e abbiamo iniziato a discutere e negoziare la mia uscita dal team. È successo tutto molto rapidamente” – ha detto ai canali ufficiali della Formula 1.

Da allora Perez ha trascorso la maggior parte del suo tempo a casa in Messico con la moglie e i quattro figli, in quella che è la sua prima pausa significativa dai lunghi viaggi dai tempi dei kart, più di due decenni fa. “È fantastico avere così tanto tempo, vedere lo sport dall’esterno e poter realizzare il percorso che ho fatto finora in molti ambiti. Sento di essere in una posizione privilegiata con la mia carriera, sapendo di aver sempre sfruttato al massimo tutte le mie opportunità e questo per me, come atleta, è molto importante“.

Il futuro di Perez in Formula 1

In questa stagione Perez non si è seduto su nessun sedile, ma non appeso lo sterzo al chiodo: Se trovo un progetto che mi motiva pienamente a tornare, dove la squadra crede in me e dove apprezza la mia carriera, la mia esperienza e tutto ciò che posso portare a un team, sarebbe molto interessante prenderlo in considerazione“. Il pilota messicano non vuole fare scelte affrettate: “Mi sono dato almeno sei mesi per valutare tutte le opzioni e decidere cosa farò dopo nella mia carriera. Ci sono alcuni progetti molto interessanti là fuori. Sono stato contattato da alcuni team da Abu Dhabi. Ora come ora, la stagione è iniziata, quindi alcune cose si apriranno nei prossimi mesi. Stiamo parlando con qualcuno.
Una volta che conoscerò tutte le mie opzioni, prenderò una decisione. Ciò che è molto chiaro per me è che tornerò solo se il progetto avrà senso, e sarà qualcosa di cui potrò godere. Ho già trascorso molto tempo in F1, l’ho fatto per la maggior parte. Una volta che fai un passo indietro, ti rendi conto di quanto rinunci alla vita per essere nello sport. Quindi, per essere in F1 completamente impegnato, ho bisogno di motivazione”.
Secondo alcune fonti, Cadillac, che la prossima stagione entrerà in Formula 1 come undicesima squadra, è uno dei pochi team con cui Perez sta parlando. La squadra americana, guidata dal Team Principal Graeme Lowdon, ex direttore sportivo della Marussia e più di recente manager del pilota cinese Zhou Guanyu, vede il pilota messicano in cima alla lista dei potenziali piloti.

“Guidare la Red Bull è molto complicato”

“È bello sapere che le persone sono interessate a te come pilota, visto che in F1 spesso hanno la memoria. Nel giro di un paio di gare, dimenticano cosa hai fatto. La gente si rende conto che la mia posizione non era delle più facili e nel complesso ho fatto molto bene” – ha spiegato Perez. Poi ha proseguito: Soprattutto l’anno scorso, non ho potuto dimostrare cosa sono in grado di fare come pilota. Ora, all’improvviso, la gente si rende conto di quanto sia difficile guidare la macchina e che è abbastanza complicato ottenere il 100% di sicurezza dalla monoposto”. E il pilota fa riferimento alla retrocessione di Lawson dopo i primi due deludenti Gran Premi stagionale e i zero punti portati alla scuderia.

Ma è una scena che si ripete spesso: “Quando sono entrato in Red Bull, ci sono stati grandi piloti che hanno avuto difficoltà come Alex (Albon)o Pierre (Gasly), che sono fantastici”. Poi un pensiero alla sua ex scuderia, che non è partita bene in stagione: “Voglio davvero che la squadra faccia bene, perché ho molti amici nel team. Ho trascorso quattro anni con loro e voglio vederli fare bene. È solo una cosa molto difficile di cui parlare. Al momento sono all’esterno, sono stato in contatto con alcuni membri, ma quando non sei lì internamente, è difficile sapere cosa stia succedendo”. Infine su Tsunoda: “Yuki ha talento, è veloce e penso che abbia la mentalità giusta e l’atteggiamento giusto”.

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