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Serie B, nodo diritti tv: il confronto con Inghilterra e Spagna

La Lega B è alle prese con l'assegnazione dei diritti tv per il triennio 2024-2027, mentre LaLiga Segunda Division e la English Football League massimizzano i profitti.

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Serie B, nodo diritti tv: il confronto con Inghilterra e Spagna Fonte: IPA

Il prossimo 10 luglio, in Piazza Europa, a La Spezia, verrà varata, ufficialmente, la Serie B 2024-2025. In quello scenario di mare verrà reso noto il calendario ufficiale, anche stavolta asimmetrico, del prossimo campionato cadetto.

Un evento atteso da addetti ai lavori, tifosi e appassionati. Un evento che, di fatto, apre le danze sul nuovo torneo. E sulla carta saranno danze frenetiche e adrenaliniche.

Danze per le quali registriamo nuovi, e interessanti, contenuti tecnici. Contenuti tecnici nei quali, alle squadre superstiti della scorsa stagione, si aggiungeranno quelli in seno alle agguerrite formazioni retrocesse dalla Serie A, ovvero Frosinone, Salernitana e Sassuolo.

Per non tacere delle altrettanto combattive neopromosse dalla Serie C, il Mantova, il Cesena, la Juve Stabia e la Carrarese.

Dei loro progetti sportivi sappiamo già molto. Gli allenatori che li guideranno, la sede dei loro ritiri, e gli orientamenti prevalenti in sede di calciomercato.

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Bastano pochi click

Quello che, invece, ancora, non sappiamo, è dove vedremo le partite che le vedranno protagoniste.

Chi sarà il broadcaster della Serie B per il triennio 24-27?

Sì, perché a meno di sessanta giorni dall’avvio del torneo, non ci sono ancora certezze su quale sarà il broadcaster che trasmetterà, in tv e in streaming, le 390 sfide della stagione che verrà.

Un ritardo importante, per alcuni versi eccessivo. Un ritardo che ha spinto i componenti dell’ultima Assemblea della Lega B, quella dello scorso 19 giugno, a deliberare la pubblicazione dell’offerta finale al mercato relativa ai diritti audiovisivi per il triennio 2024-2027.

Un’offerta strutturata, per la prima volta nella storia della cessione dei diritti tv, “per prodotto” e non più “per piattaforma”, con un un valore minimo non derogabile, nello specifico 16 milioni di euro, e “senza previsione di un termine di adesione”.

Un’offerta che parte da un dato estremamente positivo per il prodotto Serie B.

I numeri della scorsa stagione

Nella stagione appena conclusa, infatti, il campionato cadetto ha cubato un ascolto medio di 62.000 contatti a partita, 23,57 milioni in totale. Più un clamoroso dato per le dieci gare di postseason.

La poule playoff, quella che ha promosso in Serie A il Venezia, e il playout salvezza, quello che ha condannato alla retrocessione in Serie C la Ternana, ha prodotto 2,6 milioni di contatti. Un record assoluto.

Un record che la Lega B vuole, giustamente e legittimamente massimizzare in termini economici e di diffusione del prodotto.

Ma le previsioni, in tal senso, purtroppo, sono affatto rosee.

Il confronto con l’ultimo triennio

Ad oggi, infatti, al netto dei desiderata della dirigenza della Lega B, difficilmente si riuscirà ad ottenere la stessa cifre dell’ultimo anno, ovvero circa 43 milioni.

La somma di quanto nel 2023-2024 è arrivato da Sky, che versava 28 milioni di euro per il pacchetto completo trasmesso via satellite, da DAZN che ne versava 12 per la trasmissione in streaming sulla propria piattaforma, e dal Mercato Internazionale che metteva sul piatto 3 milioni di euro.

Secondo le fonti più accreditate, peraltro confermate da Social Media Soccer e da Calcio&Finanza, la Lega B incasserà verosimilmente una cifra inferiore ai 35 milioni. Più vicina ai 30 che ai 35 in verità.

Una cifra che arriverebbe da Sky e Dazn, che verserebbero 16 milioni di euro a testa, ovvero il valore minimo, non derogabile, anche se Dazn fa molta resistenza. Più circa tre milioni di euro che arriverebbe dal mercato internazionale.

Una diminuzione netta di almeno otto milioni. Una riduzione che, tarata sul triennio, indica una perdita netta di 24 milioni.

Cifre a cui peraltro va sommato il mancato incasso dei sei milioni previsti dall’accordo con Helbiz. Riduzione che impatta per circa 1,2 milioni di euro su ogni club.

Un danno sostanzioso sui singoli bilanci e sui singoli progetti sportivi. Un minor incasso che, inoltre, potrebbe essere maggiore in considerazione del fatto che l’allargamento delle competizioni internazionali, vedi nuova Champions League e Mondiale per Club del 2025, spinge i broadcaster ad allocare risorse più su quel versante rispetto alle competizioni domestiche.

Il confronto con Spagna e Inghilterra

Ma la Serie B è un caso di scuola o altrove la situazione è diversa? Purtroppo, va registrato che, soprattutto in Inghilterra e in Spagna, le rispettive seconde divisioni viaggiano su dimensioni di ben altro livello.

La Premier fa ricca la EFL

Il dato più eclatante è quello della Football League Championship, inglese, meglio nota come Sky Bet Championship per motivi di sponsorizzazione.

Si tratta della seconda divisione del calcio inglese, il massimo livello della EFL la English Football League, la lega che organizza dalla seconda alla quarta divisione britannica.

Con lo scopo di far crescere in blocco il sistema calcio la EFL riceve dalla Premier League ogni anno 154 milioni di euro, 130 milioni di sterline, più di tre volte quanto incassano Lega B e Serie C insieme. Cifra che viene divisa tra i 72 club che compongono la EFL stessa.

Ma non solo. Dalla stagione 2028 i diritti verso il mercato estero di Premier League ed EFL verranno venduti in un’unica asta aumentando in modo esponenziale il potenziale guadagno.

L’accordo, infatti, prevede per i club che vanno dalla seconda alla quarta divisione inglese, un agio del 15% sugli incassi della vendita e, se come tutto fa presupporre, il pacchetto estero del calcio inglese non incasserà meno di tre miliardi di euro il conto è presto fatto ed è esorbitante, siderale rispetto ai tornei corrispondenti delle altre nazioni europee.

E la cosa interessante è che l’accordo migliorativo per la Championship è già operativo segno certo di un sistema calcio inglese che marcia come un sol uomo e con un solo obiettivo, la crescita comune.

Morale della favola i club inglesi delle serie inferiori rischiano di guadagnare dai diritti tv cifre non troppi distanti da quelli della nostra Serie A.

Con tutto ciò che ne consegue in termini di investimento, di infrastrutture, di calciomercato e di vincoli relativi allo sviluppo dei settori giovanili.

Il sistema centralizzato de LaLiga

Estremamente virtuoso anche il percorso della Segunda Divison, la LaLiga Hypermotion per motivi di sponsorizzazione. Virtuoso anche perché parte da un assunto simile a quello inglese.

Ovvero, quello di gestire in comune la cessione dei diritti tv, peraltro la Segunda, è gestita direttamente dalla Liga de Fútbol Profesional, la LFP, lo stesso soggetto che organizza il torneo la Liga EA Sports. Il campionato di Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid.

Una scelta che garantisce introiti notevoli, 1,595 miliardi di euro, l’Italia ne incassa 900, e grazie alla redistribuzione alle serie minori, circa il 10% del dato complessivo versa nelle casse dei club di Segunda circa 150 milioni. Anche in questo caso cifre lontanissime da quelle della nostra Serie B.

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