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Euro2024, Donnarumma para i fantasmi: "Grazie al mental coach, io uno dei leader di questa Italia"

Il portiere ricorda l'importanza di partire bene contro l'Albania, evoca il trionfo di tre anni fa e non si sente orfano di Bonucci e Chiellini

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Tre anni fa fu premiato come miglior portiere agli Europei vinti in Inghilterra, da allora i soliti alti e bassi che hanno da sempre caratterizzato la sua vita e la sua carriera. Sempre tormentato il destino di Donnarumma, dal dì che scelse il Psg a parametro zero lasciando il Milan. Soldi tanti ma anche polemiche, veleni, sgarbi, critiche e papere. Quelle che fanno quasi tutti ma che fanno più rumore se le fa lui, il ragazzone di Castellammare di Stabia. A Euro2024 ci arriva con la fascia di capitano e fastidiosi rumours che dalla Francia lo vorrebbero in discussione per il ruolo di titolare a Parigi. Lui, per ora, pensa solo all’azzurro ma si confessa a cuore aperto alla vigilia del debutto in Germania.

Donnarumma e il ricordo degli Europei vinti

E’ nel dna di Donnarumma ormai combattere con i fantasmi, quelli di chi si augura sempre che sbagli per poterlo fischiare, ma Gigio ormai ha le spalle larghe e si sente senatore e leader di questa Italia: “Lo spirito è quello lì, quello di tre anni fa, quando si affronta una competizione del genere la carica ti viene naturale, lo spirito sarà quello di tre anni fa e proveremo a ripercorrere quelle notti magiche. Io cerco di dare tutto, di ricordare alla squadra di ciò che è stato tre anni fa ma la squadra è già pronta, non avrà bisogno dei miei consigli. Chi c’è stato tre anni fa darà ai nuovi le indicazioni per arrivare fino in fondo”. Parla di tutto, Gigio. Dell’assenza di due senatori come Bonucci Chiellini, di cui però non si sente “vedovo”, del mental coach che continua a seguirlo ed aiutarlo, del rapporto con gli arbitri con la fascia al braccio e del “nuovo” Scamacca cui si aggrappa l’Italia per risolvere il problema del gol.

Come si batte l’Albania per Donnarumma

La prima partita di una competizione è da sempre la più insidiosa: “Sicuramente. Abbiamo un gruppo difficile e nella gara di domani ci sono tante insidie, loro sono bravi e rapidi, fanno un bel gioco e quindi domani non si può giocare al 70-80%, ma al 100%. Poi noi pensiamo gara dopo gara, quella di domani sarà importantissima per fare un passo avanti nel gruppo. L’Albania è rapida e veloce, abbiamo già visto un po’ dei loro video e hanno individualità molto forti. Dobbiamo stare attenti a non allungarci, hanno buona rapidità nel contropiede, bisogna stare uniti e avere un gruppo squadra molto compatto. La partita si può vincere al primo minuto o all’ultimo, sarà importante avere equilibrio e non allungarci”.

Spalletti ha imposto regole rigide, tra divieto di cuffie e playstation limitata: “L’importante è avere equilibrio anche lì: quando sei in stanza usi i tuoi giochini, ma è importante non fare tardi la sera. Dopo cena siamo tutti insieme nella salata giochi, passiamo un po’ di tempo lì e ci svaghiamo lì. S’è creato davvero un bel gruppo, il mister ci ha dato un po’ di indicazioni e consigli ma nessuna regola seria”.

Rispetto a tre anni fa non ci sono Bonucci e Chiellini: “No, per me non cambia. Sicuramente una responsabilità in più, ma non cambia assolutamente nulla, in questo gruppo ci sono vari leader e mi farò sentire anche io. Io mio peso è quello, io cerco di dare il massimo: lo scorso Europeo è stato fantastico, sono esperienze indimenticabili, ma ora cerchiamo di scrivere un’altra pagina di storia per l’Italia. La presenza di Buffon? Sicuramente avere Buffon qui che ha fatto la storia nel 2006 ci aiuta tantissimo. Già normalmente avere la sua presenza è importante, Gigi ti lascia tanto, ma sentirlo raccontare e dare consigli è ancora meglio. Lui può darci consigli su quella estate che è diventata storia, ma sicuramente poi in campo scendiamo noi e c’è da battagliare”.

Sarà il capitano ma con gli arbitri, come spiegato da Rosetti, potrà parlare anche un giocatore di movimento. Donnarumma spiega: “Quando ci saranno situazioni vicino alla mia area ci sarò io a parlare con gli arbitri, poi prima della partita decideremo chi nel caso andrà a parlare con l’arbitro in situazioni lontano dalla mia area di rigore: possono essere Jorginho o Barella… Ci organizzeremo così”.

Donnarumma e l’importanza del mental coach

Ad aiutare il portiere c’è sempre un mental coach: “Sì, è importantissimo e lo consiglio a tutti. Ti aiuta a restare in equilibrio, a non farti prendere dalle emozioni in una competizione così importante perché le emozioni e le ambizioni sono alte. E’ importante avere testa e non perdere lucidità, su questo lavoriamo sempre”.

Ultima riflessione su Scamacca che potrebbe aver risolto l’atavico problema del bomber: “Gianluca è un grandissimo attaccante che ha fatto passi da gigante nell’ultimo periodo, ho guardato ogni singola partita e ha fatto robe incredibili. Può fare la differenza in ogni situazione ed è importante avere un punto di riferimento in avanti, un punto di appoggio. Siamo contento di averlo e poi in alternativa abbiamo Retegui e Raspadori, che hanno qualità diverse ma ci possono comunque dare una grande mano”.

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