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Inchiesta Juve, rischiano almeno altri cinque club ma il caso-Napoli fa discutere

Tutti i nomi delle squadre a rischio processo per la partnership "opaca" con la Juve: il fascicolo confluirà nel filone "plusvalenze bis". L'ex legale bianconero: "Giusta disparità con caso-Napoli".

24-01-2023 11:40

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Giornalista per vocazione e innamorato di tutti gli sport, ha collaborato con numerose agenzie, quotidiani, radio e tv. Su Virgilio Sport scrive soprattutto di Calcio: esperto scandagliatore del mondo social dei tifosi, è diventato anche un “giudice” accurato delle sviste arbitrali

La Juve potrebbe non essere la sola a pagare per le plusvalenze finte. Almeno cinque club rischiano di essere coinvolti in un nuovo processo sportivo destinato a far chiarezza sulle partnership “opache” della Vecchia Signora. Si tratta delle società che hanno intavolato numerose trattative col club bianconero, veri e propri rapporti di “partnership”, contraddistinti appunto da una certa “opacità” nei rapporti debito/credito.

Partnership “opache”: cinque squadre a rischio

La Gazzetta dello Sport, in un articolo firmato da Valerio Piccioni, fa i nomi delle cinque squadre: Sampdoria, Empoli, Udinese, Atalanta e Sassuolo. Più discontinua la “collaborazione” con altri club: Parma, Pisa, Monza, Cosenza, Pescara, Lugano e Basilea. Il sospetto? Violazione dell’equa competizione. Le partnership, in parole povere, avrebbero alterato il regolare svolgimento dei campionati. Un’ombra che, almeno per le squadre coinvolte nel primo processo plusvalenze, è stata spazzata via dai giudici della Corte d’appello federale.

Le manovre tra dirigenti Juve e i club partner

Sarà così anche per le squadre coinvolte in questo nuovo filone venuto fuori dall’inchiesta Prisma? Anche in questo caso potrebbero essere determinanti le intercettazioni. Come quella dove Fabio Paratici, ex ds Juve, dice a un dirigente del Pisa a proposito del possibile acquisto di Lorenzo Lucca: “Tu devi darmi solo le linee, il resto lo metto a posto io, l’ho fatto per il Genoa tutta la vita, l’ho fatto per l’Atalanta tutta la vita, l’ho fatto per il Sassuolo tutta la vita (…) Allora come lo devo fare? Gli do un fisso, gli do un bonus che rimane al Genoa, gli do un bonus quando arriva alla Juve: se va tutto bene, troppi soldi per tutti”.

La novità: fascicolo unificato per secondo processo

Tanti i nomi in ballo, da Demiral il cui prestito all’Atalanta “è oneroso solo formalmente” (parole di Cherubini), a Locatelli il cui acquisto dal Sassuolo sarebbe avvenuto a costi più alti grazie ai 25 milioni pattuiti, non registrati dai bilanci grazie a un sistema di bonus esageratamente semplici. “Magari gli diamo una mezza valutazione”, il ‘suggerimento’ di Paratici emerso dalle intercettazioni. La novità è che il “caso partnership” e il secondo filone del processo sportivo sulle plusvalenze confluiranno in un unico fascicolo, con fine indagine prevista per il 22 febbraio.

Il caso-Napoli: la differenza con inchiesta Juve

C’è poi il caso Osimhen, su cui i tifosi della Juventus battono molto: perché per il Napoli non è stato riaperto il processo, a differenza della Vecchia Signora? Perché la Procura partenopea, a differenza di quella torinese, sta ancora indagando sul trasferimento del nigeriano dal Lille al club azzurro, affare in cui furono inseriti tre giovani e il portiere Karnezis, valutati 20 milioni. In questo caso i tempi sono lunghi, se ne riparlerà a fine campionato, ammesso che dall’inchiesta penale dovessero emergere nuovi elementi significativi. Sull’argomento ha fatto chiarezza l’ex legale della Juve Michele Briamonte a Gr Parlamento: “La ‘disparità’ di cui si parla è di per sé giusta. Il problema è spiegare alle persone perché una procura indaga e l’altra no”.

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