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Jannik Sinner, chi è il giovane favoloso del tennis italiano

Il tennista che ha conquistato risultati insperati e importanti è la promessa più interessante del tennis italiano: la storia di Jannick Sinner

16-02-2022 18:06

Jannik Sinner ispira simpatia immediata, quasi epidermica per chi è cresciuto con un volto a lui così somigliante e familiare. Sarà per questa similitudine con Ricky Cunningham (interpretato dal regista Ron Howard, protagonista agli albori della serie di culto Happy Days) che questo tennista giovane e mostruoso (è il caso di affermarlo) risulta così vicino e popolare, nonostante l’Italia non sia un paese per tennisti e, di talenti come il suo, non se ne siano visti molti negli ultimi anni.

Sinner: dallo sci al tennis, la promessa altoatesina

I risultati raccolti fino a questo momento, fanno di Sinner un personaggio atipico. E’ un classe 2001, è cresciuto a San Candido (location del celebre A un passo dal cielo) ed è stato adottato da Bordighera, dove ha vissuto la sua crescita come tennista seguito dai migliori allenatori italiani.

Nell’ultima tormentata edizione degli Australian Open, segnata dal caso Djokovic, Sinner ha dimostrato la meraviglia del suo tennis e ha già conquistato le simpatie del pubblico.

Sinner: il divorzio da Riccardo Piatti e la svolta internazionale

Ma di lui si parla anche per altro. Dopo Maria Sharapova, anche John McEnroe è entrato tra i papabili coach internazionali che ne dovrebbero supportare la crescita, così da perfezionare il lavoro di squadra attorno a questo ragazzino che è già un top player. L’ultimo nome che si fa è quello di Magnus Norman. Vedremo se sarà lui a prendere il posto del suo mentore…

Insomma, attorno a Sinner, si sta cercando di rafforzare il team con una idea e una prospettiva di evoluzione sempre più di respiro internazionale. Inevitabile, dunque, affidarsi a nomi del tennis che hanno fatto del genio e della tenacia caratteristiche indubbie di successo. E abbandonare il buon Piatti, che ha creato il fenomeno Sinner.

“Dopo molti anni insieme di successi insieme io e il mio coach team abbiamo deciso di separarci”. Con un tweet il tennista ha annunciato il divorzio dal suo allenatore nel tardo pomeriggio del 16 febbraio 2022 e settimane di indiscrezioni.

Jannik Sinner: gli inizi, lo sci e San Candido

Il suo curriculum parla chiaro: Sinner è un predestinato, ma da prendere secondo dosi consigliate perché i rischi esistono e vanno gestiti. Il suo successo al Roland Garros 2021 giunge, in effetti, dopo una sequenza di risultati più che incoraggianti anche se le premesse erano diverse.

I suoi genitori gestiscono un rifugio e Jannik cresce con il fratello maggiore in uno dei luoghi più meravigliosi e interessanti d’Italia, dal punto di vista sciistico. Pratica infatti lo sci fino a quando non è costretto a fare una scelta, a dedicarsi a una sola attività. A quella a lui più vicina per il naturale evolversi delle cose: il tennis gli riesce meglio.

Il suo arrivo al Piatti Tennis Center è quanto di più incredibile, a detta anche degli addetti ai lavori: è dotato, ma anche intelligente a livello tennistico. Già oggi è “pronto”.

I primi successi di Sinner

Con il 2019, l’anno della svolta da professionista, Sinner centra il Challenge di Bergamo e conquista il suo primo titolo di categoria, grazie anche a una wild card. Non male. Agli Internazionali si fa notare, dopo un avvio non proprio brillante.

A 17 anni e 8 mesi, Sinner disputa e vince il suo primo incontro in un torneo Masters 1000, contro Steve Johnson, nº 59 della classifica ATP, col punteggio di 1-6, 6-1, 7-5 dopo aver salvato un match-point, diventando il decimo tennista più giovane al mondo, primo tra gli italiani, a essersi aggiudicato un incontro Masters 1000.

Sull’erba di Wimbledon rimane poco, ma un primo turno alla sua età è già un risultato notevole. E così anche a Flushing Meadows. Il 21 ottobre 2019 raggiunge la posizione numero 101 del ranking ATP e a fine anno ottiene il Newcomer of the Year, riconoscimento come tennista rivelazione dell’anno.

Il 2020 gli ha già regalato una grande emozione, che Sinner esterna a modo suo con una disinvoltura indubbia: primo titolo ATP e ingresso nella top40. Anche se già si guarda avanti e si prova a sperare in una vera consacrazione.

Sinner e il 2021, la stagione della consacrazione

Il 2021 è l’anno della consacrazione: Sinner si regala, in questa stagione, ben quattro titoli ATP, la finale a Miami, l’ingresso nella top 10 (dove stazione con un certo successo anche il romano Matteo Berrettini) e il confermarsi una certezza al pari del buon collega che si gioca la finale a Wimbledon contro il veterano Nole Djokovic.

Come riserva, subentra alle ATP Finals di Torino all’amico e rivale Berrettini che viene fermato da un infortunio muscolare al suo esordio: Sinner non si fa trovare impreparato e centra il primo match.

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