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Milan-Napoli senza Leao e Osimhen: chi rischia di più e come può finire

La super sfida di San Siro si giocherà senza le due stelle dell'attacco, assenti per squalifica e infortunio: Pioli punta su De Ketelaere, Spalletti ha più alternative

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La Serie A è arrivata all’ultima fatica del primo quarto della sua anomala stagione. La settima giornata precederà la prima pausa per fare spazio agli impegni delle nazionali, poi dal 1° ottobre si riprenderà in apnea per altri 40 giorni nei quali verranno disputate altre otto giornate prima dello stop di due mesi per i Mondiali in Qatar.

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Le stelle Leao e Osimhen stanno a guardare, Milan-Napoli partita degli assenti

Sulla stranezza dei due campionati in uno ci si è già soffermati a inizio stagione, ma è ancora presto per provare a immaginare chi riuscirà ad adattarsi meglio anche perché a novembre le squadre rifaranno di fatto la preparazione e la ripresa di gennaio sarà accompagnata dalla sessione invernale di trasferimenti. Insomma, tutto in divenire, ma la super-sfida al vertice della settima giornata tra Milan e Napoli potrebbe dare indicazioni precise su quale sarà la formazione da battere nella corsa allo scudetto che si concluderà il prossimo 4 giugno.

I numeri non mentono: uniche imbattute insieme all’Atalanta, l’altra capolista a 14 punti, Napoli e Milan sono anche il primo e il secondo attacco del campionato, con 13 e 12 gol, mentre gli azzurri hanno la seconda miglior difesa del campionato con quattro gol al passivo, peggio solo dei tre dell’Atalanta, mentre il Milan, complice la falsa partenza con il 3-2 all’Udinese nella prima giornata, ha già incassato sei reti. Per provare a capire la favorita non si può prescindere dalle due, pesanti assenze con le quali dovranno fare i conti Stefano Pioli e Luciano Spalletti, privi rispettivamente di Rafa Leao, squalificato per la doppia ammonizione contro la Sampdoria, e di Victor Osimhen, fermo a causa dell’infortunio muscolare rimediato in Champions League contro il Liverpool.

Milan-Napoli, la “lezione” degli ultimi precedenti

Milan e Napoli ripartiranno dagli scontri diretti della passata stagione, conclusisi con altrettanti successi esterni con il medesimo risultato: 1-0 Napoli firmato Elmas il 19 dicembre 2021, 1-0 Milan targato Giroud il 6 marzo al Maradona. La prima gara illuse la formazione di Spalletti di poter contrastare fino alla fine l’Inter, all’epoca lanciatissima verso il bis tricolore, la seconda lanciò il Milan già capolista verso lo scudetto. Si trattò di risultati non casuali, visto che nella scorsa stagione tanto il Milan quanto il Napoli furono le prime due squadre per punti ottenuti fuori casa, 46 e 43, 7 e 6 in più dei rispettivi cammini interni. Questione di caratteristiche tecnico-tattiche, che quest’anno sembrano cambiate in particolare per il Milan, che in trasferta si è sbloccato solo contro la Sampdoria.

Detto che le due squadre sono scese in campo mercoledì sera in Champions League, ma il Napoli ha dovuto affrontare il viaggio di ritorno da Glasgow nella notte, proprio l’assenza di Leao impedisce però di considerare i campioni d’Italia favoriti. Il forfeit del portoghese rischia infatti di pesare molto di più negli equilibri tattici del match e nell’economia del gioco di Pioli rispetto a quello di Osimhen. Entrando nel contesto tattico della partita, di fronte saranno due squadre con caratteristiche parzialmente simili, come evidenziato da alcuni dati: Napoli e Milan sono infatti rispettivamente al secondo e al quinto posto per possesso palla (61% per gli azzurri, 53,2% per i campioni d’Italia), al primo e quarto per tiri totali e a terzo e al quarto posto per tiri nello specchio. Insomma, Pioli e Spalletti amano dominare il gioco, soprattutto attraverso il pressing alto, che però il Napoli effettua con più continuità all’interno del match, come confermato dal fatto che gli azzurri sono primi per recuperi offensivi (60) e per tiri dopo aver recuperato il pallone in zona alta (13).

Kvaratskhelia e Raspadori contro De Ketalaere e Saelemaekers: la partita tattica

Proprio le gare dello scorso campionato può essere presa ad esempio: allora come oggi il Milan era privo di Leao e Rebic e la mossa di Pioli di allargare Krunic a sinistra al posto del portoghese non pagò dividendi. Molto meglio il 4-1-4-1 del Maradona, con Leao al proprio posto e Tonali a ringhiare su Zielinski e Bennacer-Kessié a giocarsela con Fabian Ruiz e Lobotka. La mossa disinnescò buona parte della pericolosità del 4-2-3-1 di Spalletti. Quest’anno però è tutto diverso, perché il tecnico toscano si è ormai votato in pianta stabile al 4-3-3. Buona parte dell’esito del match dipenderà dal duello “mediatico” tra i golden boys Khvicha Kvaratskhelia, chiamato creare problemi al Milan con i suoi tagli, e Charles De Ketelaere, quest’ultimo atteso protagonista anche grazie al movimento verso il centro di Saelemaekers, al quale dovrebbe toccare la sostituzione di Leao, ma in soldoni sarà proprio il Milan a risentire maggiormente dell’assenza della propria stella, perché Pioli non ha un alter ego in rosa, a differenza di Spalletti con Osimneh. Al centro dell’attacco al posto del nigeriano piuttosto che Simeone, più simile al numero 9 per caratteristiche, dovrebbe esserci il “palleggiatore” Raspadori, in grado di esaltare ciò che ha differenziato il Napoli nelle prime sei giornate, ovvero la circolazione di palla rapida con tanti tocchi soprattutto al limite o all’interno dell’area avversaria: il Napoli è infatti la squadrar che ha fatto più tocchi in area avversaria, 209, 40 più dell’Inter e 70 più dello stesso Milan. Insomma, che ci sia da attaccare la profondità o da palleggiare, il Napoli c’è: San Siro dovrà confermare o smentire.

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