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MotoGP, da un ex Honda arrivano bordate al team di Valentino Rossi e alla Ducati

L'ex Manager della Honda LCR Haro difende a spada tratta Marc Marquez: "I piloti del team Mooney VR46 hanno ereditato da Valentino l'astio contro di lui".

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Al rientro dopo l’infortunio Marc Marquez, che a Le Mans è caduto nel penultimo giro nel tentativo di tenere dietro di sé l’arrembante Jorge Martin, ha dimostrato di essere ancora uno dei migliori piloti in circolazione. Forse l’unico che potrebbe allestire vera battaglia con la Ducati e il campione del mondo Pecco Bagnaia, ma sono una volta di più le polemiche a spegnere l’eco della pista: le ha stavolta accese Oscar Haro, ex manager della LCR Honda.

Haro, l’attacco ai piloti della Mooney VR46

Accendono l’ennesimo polverone di una stagione caratterizzata dalla ‘tensione’ imbastita dalla Sprint Race e da qualche collisione (o caduta) di troppo le dichiarazioni al vetriolo di Oscar Haro, ex manager della LCR Honda, che ha preso le difese di Marc Marquez, otto volte iridato con la Casa nipponica: “I piloti del Team Mooney VR46 odiano Marc Marquez per fedeltà a Valentino Rossi e quando sono a contatto con lui si comportano in maniera più aggressiva” ha sintetizzato in riferimento agli episodi che hanno caratterizzato il finale del Mondiale 2015, con il campione pesarese stritolato dalla tenaglia iberica composta da Jorge Lorenzo e Marc Marquez.

Haro, Marquez è l’anti-Bagnaia

Se i ragazzi della Academy sono cresciuti sportivamente al punto da essere costanti protagonisti della battaglia iridata (Marco Bezzecchi è a una incollatura dal campione in carica Pecco Bagnaia), per Oscar Haro dovrebbero prendere esempio da Jorge Martin nel battagliare con il giusto atteggiamento con Marc Marquez, che di per sé calamita le antipatie dei colleghi: “Martin ha detto di aver imparato molto nei giri in cui ha combattuto con Marc, per un motivo: lui è ancora il più forte e ha una voglia di vincere e una determinazione pazzesche. Sono stato con lui prima che partisse per Le Mans e ha uno spirito incredibile, è come fosse un 16enne nel CIV. E’ Marquez e non l’Aprilia, o la KTM, il vero rivale della Ducati e lo sanno benissimo sia a Borgo Panigale che in Honda, dato che ha dato una lezione a chi guida come lui la Honda”.

Haro, le bordate a Espargaro e Bagnaia

I risultati della Honda, che a Le Mans è arrivata 10a e 11a con Nakagami e Rins nella Sprint Race e 9a con il nipponico nel GP, sono sotto gli occhi di tutti, ma con un pizzico di competitività Marc Marquez si giocherebbe il titolo, un titolo di alto rango a differenza di questo campionato all”acqua di rose’: Stendiamo un tappeto rosso a Bagnaia per il secondo titolo, sta vincendo un campionato per ragazzi e vuole un gap più ampio tra moto ufficiali e clienti”. L’ultimo a finire nel mirino è il veterano dell’Aprilia Aleix Espargaro, che ha predicato la giusta pulizia nei sorpassi, evitando contatti quando c’è margine di rischio: “Si deve correre invece come Marc, è meglio cadere piuttosto che non essere competitivi al traguardo. Quando riuscirà a vincere otto titoli come Marc, la gente lo rispetterà e amerà Aleix”.

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