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Inter-Juventus 0-1 pagelle: coast to Kostic, Locatelli mostruoso. Calhanoglu al buio, Lautaro un fantasma

Una conclusione del serbo regala ai bianconeri tre punti di spessore. Allegri torna al corto muso, consulto al Var: si parlerà della decisione di Chiffi di convalidare la rete dopo un lungo check

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Auden Bavaro

Auden Bavaro

Giornalista

Lo sporco lavoro del coordinamento: qualcuno lo deve pur fare. Eppure, quando ha modo di pigiare le dita sulla tastiera, restituisce storie e racconti di sport che valgono il biglietto

Filip Kostic sbanca il Meazza, la Juventus si prende con autorevolezza il big match contro l’Inter e archivia la 27esima giornata di serie A con una vittoria di misura che rimanda al più classico dei “corto muso” di Massimiliano Allegri. Successo meritato dei bianconeri che da un lato sfruttano al meglio una prestazione di sostanza e dall’altro beneficiano di una Inter sottotono e sgonfia, capace di vivere solo di fiammate e imbrigliata dalla mediana bianconera, che ha sfornato una prestazione corale da applausi. Rabiot, lo stesso Kostic e Locatelli si sono caricati i compagni sulle spalle; la retroguardia juventina non ha sbagliato un intervento, Gatti è un gigante tra i giganti (Danilo e Bremer). Inter non pervenuta: la delusione più grande è Lautaro Martinez che, in partita, non ci è mai entrato.

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Inter-Juventus, la coreografia della curva Nord nerazzurra

Gli 80mila spettatori di San Siro hanno certificato i numeri della sfida più longeva del campionato italiano: 180 volte una contro l’altra. La partita più giocata in serie A – da quando il torneo si disputa a girone unico – è Inter-Juventus e i numeri continuano a sorridere ai bianconeri che conservano un bilancio favorevole con 87 vittorie contro le 48 dei nerazzurri e a fronte di 45 pareggi.

Cosa dice la classifica dopo stasera? Almeno unna cosa a testa a nerazzurri e bianconeri. Gli uomini di Simone Inzaghi scivolano al terzo posto (a quota 50), scavalcati dalla Lazio che – con il successo contro la Roma – è salita a 52. La squadra di Allegri, al netto dei 15 punti di penalizzazione, si trova a sette punti dal quarto posto. Non è ancora un miracolo, ma un mezzo miracolo sì.

Inter-Juventus 0-1: gli highlights della partita

Inzaghi conferma il modulo ma ritocca gli interpreti: nel 3-5-2 spazio a capitan Brozovic dal 1’, panchina per Dzeko a cui viene preferito Lukaku. Inamovibile Lautaro. Speculare il posizionamento degli uomini di Allegri che conferma Gatti titolare e opta per l’inserimento di Soulé al fianco di Vlahovic.

Barella scatenato: faccia a faccia con Chiffi e due volte al tiro

Approccio migliore dei nerazzurri, che partono forte e già al 3′ vanno alla conclusione con Barella che ci prova dal limite e trova Szczesny pronto nella respinta. La mezzala di Inzaghi entra in partita con la solita grinta e al 10′ la carica sfocia subito in nervosismo con un faccia a faccia con Chiffi che gli risparmia il cartellino. Col passare dei minuti, la sensazione è che faccia fatica: non è al meglio delle condizioni fisiche, eppure continua incessante a trascinare i compagni. Ancora lui, al 16′ alla conclusione dopo un triangolo con Lukaku: botta sicura ma, nuovamente, Szczesny c’è.

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Inter-Juventus 0-1, la gioia bianconera al fischio finale

Gol di Kostic convalidato con il Var

Al 23′ ripartenza Juventus: Rabiot serve l’esterno che va alla conclusione da distanza ravvicinata e trafigge Onana – non impeccabile nella circostanza – sul palo lontano. Chiffi richiamato al Var: tocco di mano possibile di Rabiot ma le immagini non riescono a sciogliere i dubbi. Polemiche a San Siro: rete convalidata. Se ne parlerà per giorni.

Vlahovic e Lautaro con le polveri bagnate

Il confronto alla distanza lo vince il serbo che, oltre a essere più mobile dell’argentino, si mette anche al servizio dei compagni. Lautaro nullo, Vlahovic ancora a secco di gol ma prezioso in copertura. Tra i due è il bianconero a provarci di più: da segnalare una conclusione al 13′ della ripresa quando, pescato tra le linee, calcia debolmente tra le braccia di Onana. Vlahovic mette lo zampino anche al 30′ della ripresa quando dà il là alla manovra corale con cui lancia Chiesa che serve Locatelli, miracolo di Onana.

Inter-Juventus, rissa finale: espulsi D’Ambrosio e Paredes

Al triplice fischio la tensione ha fatto saltare i nervi. Parapiglia generale e rissa finale con alcuni giocatori direttamnte coinvolti nel corpo a corpo e qualche compagno impegnato a separali. Tra i più nervosi, D’Ambrosio e Paredes, entrambi subentrati nella ripresa: un lungo diverbio, qualche minaccia e l’inevitabile cartellino rosso sventagliato dall’arbitro Chiffi ai due, espulsi a partita già conclusa. La curiosità è che Allegri aveva lasciato il campo ben prima del triplice fischio: era contrariato, ha cercato di evitare una reazione e una eventuale squalifica.

La cronaca live testuale di Inter-Juventus

Le pagelle di Inter-Juventus 0-1

Locatelli migliore in campo per distacco ma, in generale, è la mediana bianconera a eccellere e sovrastare l’omologa nerazzurra. bene anche Kostic e Gatti. Nell’Inter Barella tonico e nervoso, Calhanoglu al buio e Lautaro fa il fantasma.

Le pagelle dell’Inter

  • Onana 5,5: attenzione, attenzione, non è esente da colpe in occasione del vantaggio bianconero su cui è parso in ritardo. per come ha abituati, una incertezza non da lui che, per il resto, conferma quanto di buono si è sempre detto su uno dei migliori portieri al mondo. Anche per questo, un paio di titubanze di Onana fanno scalpore e ha peso specifico maggiore. Si prende anche una gomitata da Lukaku che avrebbe messo ko molti altri, non lui.
  • Darmian 5.5: Kostic è un brutto cliente e anche lui, come Dumfries, lo soffre. Esemplare per impegno e fatica, poco lucido nei momenti topici.
  • De Vrij 6: tiene bene la posizione, conferma il buono stato di forma e riesce a contenere le sortite offensive di Vlahovic.
  • Acerbi 6: puntuale nell’anticipo e osso duro nella marcatura. Nessuna sbavatura: fa il suo, mette toppe, chiude pertugi.
  • Dumfries 5,5: in affanno su più versanti. Non difende con ordine, non attacca con efficacia, gli tocca fare gli straordinari quando Kostic decide di puntarlo. La fase involutiva non è ancora finita.
  • Barella 6,5: il voto è la summa di una prova che è la risultante di una serie di episodi, circostanze, iniziative spesso incisive e a volte nocive. Lottatore indomabile, maratoneta, ragioniere e finalizzatore. Poi – e accade in ogni partita – gli devi correre dietro per frenarne l’irruenza e prevenirne i danni. Il faccia a faccia con Chiffi è il classico episodio che non giova alla squadra. Eppure, anche così, di Barella non si può fare a meno.

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    Inter-Juventus, duello tra Brozovic e Soulè

  • Brozovic 5,5: fascia da capitano e maglia da titolare. Ed è una delle decisioni di Inzaghi che lasciano perplessi perché Mkhitaryan non solo lo ha sostituito egregiamente ma è diventato anche riferimento importante di una mediana con una fisionomia chiara. Brozo non è ancora pronto, non ha tutti i minuti nelle gambe e somiglia lievemente alla pedina insostituibile di qualche mese fa.
  • Calhanoglu 5,5: la manovra nerazzurra passa per i suoi piedi ma non è la sua serata migliore. Perde banalmente qualche pallone di troppo e soffre il forcing della mediana bianconera che gli pratica una copertura asfissiante.
  • Dimarco 5,5: tra i peggiori dei nerazzurri in relazione al potenziale, che stasera è rimasto inespresso. Un infortunio a metà ripresa costringe Inzaghi a sostituirlo.

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    Inter-Juventus, Lukaku sconsolato e appesantito con le mani sui fianchi

  • Lukaku 5,5: fa movimento e fa l’armadio. prova a incidere col fisico quando non gli riesce di farlo con le giocate ma si trova di fronte una retroguardia che non ha paura di guardarlo dritto negli occhi né di rispondere al corpo a corpo. Non è ancora nella condizione ideale, è pesante e ne risente anche la sua azione.
  • Lautaro 5: nel primo tempo fa il fantasma. Non entra in partita, mai pericoloso nonostante cerchi di fare movimento e provi a partecipare alla manovra partendo dal basso. nella ripresa non gira uguale. Deludente.
  • Allenatore Inzaghi 5,5: la squadra è parsa scarica, il motore non ha girato a dovere, non gli si può imputare chissà quale colpa se non quella di insistere (perché?) con questo Lujkaku a mezzo servizio quando in panchina ha la fortuna di poter contare su un usato sicurissimo come Dzeko. Tradito dai big: Lautaro in primis. I cambi stavolta non sono tardivi ma, alcuni, forzati. E, soprattutto, ininfluenti.

Le pagelle della Juventus

  • Szczesny 6,5: neanche il tempo di mettersi i guanti e Barella gli scalda le mani al 3′. Nella personalissima sfida contro il nerazzurro, di nuovo pericoloso al 16′, si fa trovare pronto.
  • Gatti 7: è a suo agio, si infila sotto le ali dei due mostri che ha vicino e acquista sicurezza con il passare dei minuti. Bene anche in fase di proposizione. Vale la pena crederci.

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    Inter-Juventus, faccia a faccia Lukaku-Bremer

  • Bremer 7: personalità da vendere, esperienza certificata, qualità e quantità. Brermer è tornato The Wall, lo splendido muro umano che non si lascia superare in velocità e non si fa buttare giù nemmeno dalle sportellate di un peso massimo come Lukaku.
  • Danilo 7: mister difesa per antonomasia è il valore aggiunto di cui beneficiano tutti i compagni. Classe sopraffina e sostanza da vendere. Non sbaglia, non svirgola, rende semplici le giocate più delicate. Stasera ha comandato. Lukaku chi? Lautaro chi?
  • De Sciglio 6: è il De Sciglio di sempre. Determinante? No, né in senso positivo né negativo. Eppure, disciplina tattica e abnegazione ne fanno una pedina preziosa cui Allegri si affida sempre con grande fiducia.
  • Fagioli 6: Allegri continua a insistere. Gli garantisce minutaggio e lo lancia in mischia anche contro i nerazzurri. Quanto gli serva per crescere l’insistenza del suo allenatore, e quanto dovrà essergli riconoscente, lo capirà solo poi. La prestazione è sufficiente: qualche incertezza di troppo, a tratti fuori posizione ma con la rete del vantaggio acquista fiducia. Il forcing nerazzurro della ripresa non lo mette in difficoltà, anzi: cresce con il passare dei minuti.
  • Locatelli 7,5: recupera palloni con la stessa facilità con cui li smista. Fondamentale per il lavoro sporco che affossa la manovra offensiva avversaria. Gara di grande sacrificio. Il migliore dei bianconeri
  • Rabiot 7: è la lancetta di un orologio, regolare e puntuale. Ci ha messo un po’ ma adesso il francese è sbocciato definitivamente e non sbaglia più una partita. terzo assist in campionato.

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    Inter-Juventus, l’esultanza di Kostic dopo il gol del vantaggio bianconero

  • Kostic 7: entra subito in partita, si mette in tasca Dumfries non appena gli riesce la ripartenza in velocità, alla prima conclusione va in gol ma l’azione è viziata da un fallo di mano. Non si tira indietro nemmeno quando c’è da metterla sui nervi: tira fuori il petto, si fa rispettare, sfiora il raddoppio.
  • Soulé 5: l’emozione ha avuto un peso significativo, lui paga l’impatto con San Siro, con il big match, con una difesa – quella dell’Inter – che lo ha imbrigliato senza difficoltà.
  • Vlahovic 6: si è sbloccato in coppa ma la vena realizzativa in campionato è rimasta la stessa delle ultime giornate. Piange il cuore a vederlo così inerme in area avversaria ma è un toccasana guardare quanto impegno mette nel supportare il centrocampo. Non molla mai (e, di questi tempi, non segna quasi mai).
  • Allenatore Allegri 7,5: diranno che la Juventus non ha brillato. E lui replicherà, al solito, che non è così. Stavolta, però, nemmeno a mettersi d’impegno riuscirebbero a farlo arrabbiare. Perché col corto muso ha sbancato San Siro e dimostrato che, sul campo, la Juventus è seconda solo al Napoli. Poi, va detto: con 15 punti sul groppone, il quarto posto dista solo sette lunghezze. La via verso il miracolo è intrapresa, anzi: metà miracolo l’ha già fatto.

La pagella dell’arbitro

Si parlerà solo di Daniele Chiffi, va da sè. Perchè i dubbi sulla rete bianconera, che nemmeno il Var è riuscito a risolvere, restano e alimenteranno le polemiche dei soliti soloni. La verità è che la decisione di convalidare il golo, per le immagini a disposizione, pare quella più corretta. Non è una partita facile da gestire e, soprattutto nel primo tempo, gli tocca tenere a bada l’impeto dei ventidue in campo. Lui se la cava egregiamente.

Il calendario dell’Inter: campionato, coppa Italia e Champions League

Campionato, Coppa Italia e Champions League: la stagione dei nerazzurri procede su tutti i fronti e vive – nella prima metà di aprile – il momento cruciale. Sebbene la corsa verso il primato – complice un Napoli straordinario e inarrestabile – sembri ormai svanita, la serie A resta nel mirino per centrare l’obiettivo Champions League. Tre posti a disposizione per almeno cinque squadre, racchiuse in una forbice di 5 punti.

Messa in archivio la sfida contro la Juventus e tenuta da conto la pausa Nazionale, i prossimi appuntamenti rimandano al 1 aprile, giorno in cui l’Inter attende a San Siro una Fiorentina in salute e capace di creare difficoltà a chiunque, e all’8 aprile per la sfida esterna contro la Salernitana. Tra le due gare, ancora un incrocio con i bianconeri per la coppa Italia: il 4 aprile gara a campi invertiti rispetto al match odierno, con la Juventus che potrà beneficiare della presenza del pubblico amico per la sfida di andata delle semifinali. Il post Salerno, invece, si chiama Champions League: l’11 aprile, a Benfica, va in scena la prima delle due sfide valevoli per i quarti di finale della competizione con replica – al Meazza di Milano – il 19 aprile, preceduta tre giorni prima dalla gara interna di campionato contro il Monza.

Prossime partite e calendario completo dell’Inter

Il calendario della Juventus: campionato, coppa Italia ed Europa League

Bianconeri in direzione ostinata verso l’Europa League: un occhio e mezzo alla competizione europea – allo stato attuale corridoio principale per puntare all’accesso diretto in Champions League senza passare per il campionato, a meno che:

  • La penalità di 15 punti non venga depennata;
  • Ai bianconeri riesca il miracolo di agguantare il quarto posto anche con il gap

La pausa per le qualificazioni europee consentirà ad Allegri di provare a recuperare i convalescenti e presentarsi ai prossimi, fondamentali impegni, in condizioni ottimali. Tradotto, la prima sfida che attende i bianconeri è quella di serie A, il prossimo 1 aprile, in casa contro il Verona. Sarà sempre lo Stadium a fare da cornice alla gara di Coppa Italia – partita di andata – contro l’Inter del 4 aprile prima della trasferta di campionato a Roma, attesa dalla Lazio, dell’8 aprile. Cinque gironi dopo, l’andata dei quarti di finale di Europa League, in casa, contro i portoghesi dello Sporting Lisbona, il cui ritorno è in calendario, a campi invertiti, il 20 aprile. In mezzo, la gara di campionato, in trasferta contro il Sassuolo, del 16 aprile.

Prossime partite e calendario completo della Juventus

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