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Top e Flop 12ª giornata: pagelle di serie A con un po' di cattiveria

Nella dodicesima giornata di campionato frenano le prime tre, tanto derby. Lautaro pare in crisi ma anche Osimhen non scherza e Tatarusanu...

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Verrebbe da dire quasi una giornata pro Juventus se non fosse siderale ancora la distanza dalle prime della classe tutte frenate dal pari, quello del Napoli con la bestia nera Verona e del derby spettacolo tra Milan e Inter. Non sembra avere fine la crisi della Roma di Mourinho mentre risalgono la Lazio di Sarri e l’Atalanta di Gasperini. Questo e molto altro ha contraddistinto la dodiceima giornata di serie A. A fare la differenza come sempre i nostri “top e flop” con un pizzico di cattiveria e di ironia che non guasta mai. Vediamo chi sono.

Miglior portiere: Tatarusanu sorpresona!

Alzi la mano chi, quando si è fatto male Maignan, avrebbe scommesso un euro sul valore e l’affidabilità del suo sostituto. Il Milan era corso ai ripari con Mirante, qualcuno lo invocava a gran nome e invece giornata dopo giornata, partita dopo partita, Tatarusanu sta facendo il suo, ordinaria e straordinaria amministrazione come il rigore, decisivo, parato a Lautaro Martinez, una sicurezza inattesa!

Un plauso alle saracinesche di giornata, da Perin a Provedel passando per Reina ma soprattutto alle parate decisive di Romero sempre più anima e valore aggiunto del Venezia che lotta e batte la Roma anche grazie alle sua parate.

Miglior difensore: De Ligt, che duello con Vlahovic

La Juve che esce vittoriosa al 91′ dalla sfida con la Fiorentina ringrazia Cuadrado ma anche De Ligt, ultimo della triade di difensori rimasta a disposizione di Allegri, titolare per forza in contumacia Chiellini e Bonucci (va detto che avrebbe giocato comunque), ingaggia e vince un duello rusticano con Vlahovic, chissà suo prossimo compagno di squadra, alla Juve o altrove. Guerriero. Menzione d’onore anche per Rugani che torna titolare dopo tempo immemore e si fa trovare pronto.

Nel Venezia che impallina la Roma fa piacere tornare a vedere in rete e a grandi livelli quel Caldara che dall’Atalanta al Milan passando senza giocare dalla Juve, sembrava perso tra mille infortuni. E che dire di quel Becao sempre più rivelazione dell’Udinese senza dimenticare il solito Di Lorenzo anche in versione goleador.

Miglior centrocampista: Cuadrado, Aramu e Calhanoglu sugli scudi

Il golden gol al 91′ che ha deciso la sfida con la Fiorentina non può non valere a Juan Cuadrado la palma di miglior centrocampista della giornata con buona pace degli altri che han fatto grandi cose, e lo vedremo. Il colombiano è la scelta di Allegri dalla panchina per sbloccare una partita incollata sullo 0-0, l’azione che porta al gol è tutta sua, così come la decisione di tirare in porta da quella posizione che a molti ha ricordato il gol del momentaneo pari in quel Inter-Juve che con la rete di Higuain allo scadere valse lo scudetto nel testa a testa col Napoli 2018/19.

Difficile però togliere la scena ad uno come Aramu che segna e fa l’assist, colonna portante oramai del Venezie di Zanetti sempre più sorprendente, alla pari di Calhanoglu che esultanza provocatoria a parte, contro la sua ex squadra tira fuori una gran prestazione e si prende la grande responsabilità di tirare il primo rigore, gli interisti, visto l’esito di quello di Lautaro, gli avrebbero fatto tirare anche il secondo.

Miglior attaccante: sempre e solo Zapata ma Pedro è sempre Pedro

Pesa il gol eccome il gol di Arnautovic, alla pari di quello di Immobile che sblocca Lazio-Salernitana, mentre non è più una novità la rete di Simeone contro una grande dopo quelle a Lazio e Juventus. Ma per l’ennesima settimana di fila va sottolineata la prestazione dominante di Duvan Zapata incontenibile per la difesa del Cagliari letteralmente portata a spasso per tutto il campo. Di una lunghezza superiore la prestazione del colombiano a quella di Pedro pure lui in rete con la Lazio e sempre più decisivo nello scacchiere di Sarri come spalla di Immobile.

Flop: Lautaro e Osimhen giù di corda, Milenkovic che combini?

Le prime tre della classe che frenano sono anche lo specchio dei rispettivi bomber in crisi o comunque con le polveri bagnate. E se Ibrahimovic non incide se non ne finale con un tiro e un paio di spizzate interessanti, Lautaro è sempre più l’ombra di se stesso. Non segna da un mese, sbaglia un rigore decisivo e si mangia pure una palla gol a inizio secondo tempo. Periodaccio post rinnovo. Non sta messo meglio Osimhen, la carica inesauribile delle prime giornate pare essersi, appunto, esaurita, le difese sanno come contrastarlo e lui ha perso un po’ di guizzo.

Infine tana per il Milenkovic che rovina la partita sua e della Fiorentina con due falli ingenui  e inutili, soprattutto il secondo nella metà campo della Juve facendosi espellere lasciando i viole in inferiorità numerica, cadere sotto l’assedio juventino del finale. E che dire di questa Roma irriconoscibile delle ultime gare? Mou dice che è colpa di decisioni esterne, un po’ di autocritica no?

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