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Volley femminile, Italia-USA 3-0: Egonu è dominante e le azzurre volano in semifinale di Nations League

Prova di forza delle azzurre che battono 3-0 le campionesse olimpiche USA e volano in semifinale di VNL, dove sfideranno una tra Polonia e Turchia

Pubblicato:

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Questa Italia comincia a mandare segnali: batte 3-0 le campionesse olimpiche degli USA, già regolate una settimana fa nella fase di qualificazione, e conquista la semifinale di VNL dove attende ora la vincente della sfida tra Polonia e Turchia (le turche, guidate da Daniele Santarelli, saranno avversarie dell’Italia anche nel girone olimpico di Parigi), mentre Giappone e Brasile si sfideranno nell’altra semifinale. Vittoria pesante griffata dalle solite magie di Paola Egonu, leader incontrastata con 20 punti e in generale capace di togliere sempre le castagne dal fuoco. Ma al netto di qualche calo improvviso, questa nazionale ha ribadito una volta di più di avere tutti i requisiti per provare a dare la caccia alle medaglie che contano.

Egonu è su un altro pianeta: il martello è tornato

Che le premesse a Bangkok fossero ottime non era un mistero, ma l’Italia c’ha tenuto subito a rimarcarlo. Velasco in avvio sceglie Fahr al posto di Lubian accanto a capitan Danesi, ma per il resto conferma il sestetto titolare con Orro ed Egonu, Bosetti e Sylla e De Gennaro libero.

Le americane, già battute una settimana fa, puntano forte su Drews (stavolta titolare), forse la giocatrice che più di tutte ha creato problemi alla difesa italiana nel match della week 3. Thompson, Robinson-Cook e Rettke sono due facce note alle giocatrici azzurre, ma è Washington in avvio a stampare il muro su Sylla che serve a destare le ragazze di Velasco. Che cambiano subito spartito, anch’esse cominciando dal muro, con Danesi e Sylla che aprono la strada al turno di servizio col quale Paola Egonu regala il primo vantaggio alle compagne sul 9-8.

La battaglia è campale, nessuna vuol far cadere palloni, ma alla fine l’abbrivio giusto lo prende l’Italia: un muro di Bosetti su Skinner e una gran difesa di Sylla (che propizia l’attacco di Egonu) la spedisce sul 17-14 e il doppio cambio palleggiatore opposto fa il resto, con Antropova che entra subito bene in partita. Un muro di Fahr su Larson vale il +5 sul 22-17 e le azzurre sono brave a resistere al tentativo di rientro delle rivali, che tornano a -2 ma poi si arrendono sbagliando troppo al servizio per il 25-21 finale.

L’Italia domina a muro e chiude con Antropova

Come nel primo, anche nel secondo set la partenza delle americane è migliore, ma stavolta la spinta dura meno perché l’Italia alza l’intensità in difesa e soprattutto perché Egonu firma tre punti uno dietro l’altro (primo tempo, muro e attacco da paura) coi quali toglie certezze a chi sta dall’altra parte della rete. Un 4-0 di parziale USA però ricorda a tutti che è bene tenere le antenne dritte: le ragazze di Kiraly non mollano, tanto che sull’11-13 Velasco preferisce parlarci su, fermando l’incontro.

Sylla e Danesi riportano le compagne a contatto, poi ci pensa la solita Paola ad aprire la stalla ai buoi: tre attacchi di pura potenza (in mezzo anche un muro di Fahr) e il punteggio torna dalla parte di un’Italia che pure fa un po’ fatica in ricezione, tanto che le americane rimangono a contatto. L’ingresso di Antropova però spariglia le carte: un muro su Robinson-Cook e un attacco dei suoi sigillano un altro 25-21, che di fatto spedisce in orbita le italiane.

Brividi finali, ma i problemi li risolve sempre Egonu

La solita partenza fast degli USA in avvio di terzo set non fa paura: Ogbogu e Carlini provano a far saltare il banco, ma le italiane dimostrano di aver preso bene le misure anche alla panchina a stelle e strisce. Egonu prosegue senza sosta la sua giornata in ufficio e a muro il divario appare piuttosto netto, benché proprio gli attacchi delle centrali tengono in vita le residue speranze di rimonta delle americane. Che non trovano però il modo per risalire la corrente, spedite a -6 sul 17-11 dopo una grande difesa di De Gennaro cui segue un attacco fuori misura di Robinson-Cook.

La tavola, insomma, è imbandita, ma di colpo l’Italia stacca la corrente: Skinner si prende responsabilità che mai s’era presa e in un attimo Velasco si trova costretto a chiamare timeout sul 20-19, peraltro nel bel mezzo del “doppio cambio” che toglie Egonu dalla contesa. Un errore proprio della scatenata Skinner evita la beffa della parità a quota 21, poi a quel punto l’Italia lucra sul mini break di vantaggio: due errori al servizio delle statunitensi e due attacchi al fulmicotone di Paola chiudono la contesa sul 25-23, spedendo le azzurre in semifinale.

Egonu chiude con 20 punti (8 solo nel terzo e decisivo set), Sylla con 10 e Fahr con 9 (di cui 4 ottenuti a muro): al netto di qualche blackout, quella di Velasco è un’Italia da medaglia. Vedere per credere.

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