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Italia, Spalletti e le scuse notturne ma intanto è caccia alle spie dello spogliatoio

Il ct si pente del violento sfogo con il cronista del Sole 24 ore e lo chiama alle 2 di notte pentito, a mediare il presidente della Figc Gravina

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Vecchia consuetudine dei cronisti più scafati è quella di fare le domande più scomode solo alla fine della conferenza o dopo qualche discorso soft ma ieri la prima domanda fatta a Spalletti in conferenza, dopo il sofferto successo sulla Croazia, ha fatto sobbalzare il ct. A farla era stato l’inviato del Sole 24 ore Dario Ricci che ha chiesto lumi al tecnico toscano in merito a un presunto patto siglato tra lo stesso ct e la squadra prima della sfida da dentro fuori con Modric e compagni. L’ex allenatore del Napoli, visibilmente risentito per il quesito posto, ha alzato i toni finendo poi per tirare un siluro: “Chi fa la spia non fa il bene della Nazionale“. A tarda ora il pentimento con tanto di telefonata di scuse.

I motivi della reazione di Spalletti

Spalletti aveva interpretato nella domanda posta da Ricci un fine chiaro: voler ridurre agli occhi dei tifosi l’autorevolezza del 65enne di Certaldo, ‘costretto’ a stringere un accordo con i leader dello spogliatoio per non perdere di mano la situazione e indotto a schierare la difesa a tre solo per accontentare il gruppo. Un primo chiarimento era arrivato subito dopo la conferenza stampa con Gabriele Gravina, numero uno della Figc che era seduto proprio al fianco di Ricci, a fare da mediatore.

La telefonata di scuse di Spalletti

In piena notte poi, intorno alle ore 2, la chiamata dello stesso Spalletti a Ricci come rivelato da Il Sole 24 Ore che scrive: “«Pronto Dario? Sono Luciano…»: niente di straordinario, così iniziamo migliaia di telefonate. Solo che questa arriva sullo smartphone di chi sta scrivendo verso le 2 di notte, nella pancia della Red Bull Arena, mentre ancora carichi di adrenalina per le emozioni appena vissute durante un’Italia-Croazia a dir poco intensa, si stanno chiudendo servizi e pezzi per la mattina. Dall’altra parte della metaforica cornetta proprio quel Luciano lì, lo Spalletti commissario tecnico della Nazionale

Il ct ha chiesto scusa per il tono e qualche parola di troppo scappata; scuse accolte ma neppure necessarie, dal punto di vista del cronista, che ben aveva inteso il senso della risposta, permeata di passione per il gruppo azzurro e per il proprio lavoro”.

Partita la caccia alla spia dello spogliatoio

Nella sua sfuriata, però, Spalletti non ha negato di essersi confrontato con la squadra. Evidente che qualcuno ha spifferato tutto a qualche giornalista ma chi? Partita sui social la caccia alle talpe e fioccano i commenti: “Per dirla tutta, ieri sera Spalletti ha alzato la voce pure con il giornalista Condò, su Sky”, oppure: “Era una frecciata allo spogliatoio ed al gruppo. Praticamente non c’è gruppo. Ci sono infami che spifferano alla stampa. Qualche idea ce l’ho basta guardare i panchinati dopo la Spagna” e anche: “Spalletti continua a sbagliare formazione e a ritardare le sostituzioni ..fino ad oggi il peggiore della nostra Nazionale” e ancora: “L’Italia è una squadra che fa 7 e mezzo con 5 carte, Spalletti ha una fortuna immensa” e infine: “Il problema di Spalletti e che si sente come Bearzot al mondiale dell’82 con la differenza che #Bearzot era un uomo vero lui solo un povero miracolato e per di più arrogante”.

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