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Pagelle Milan-Napoli 1-0: Bennacer è il Diavolo, Anguissa è Pulcinella. Diaz fa le magie, Kvara no

Top e flop della sfida di andata dei quarti di finale di Champions League: ai rossoneri basta l'acuto dell'algerino a finalizzare un capolavoro di Diaz. Maignan decisivo nel finale

12-04-2023 23:00

Auden Bavaro

Auden Bavaro

Giornalista

Lo sporco lavoro del coordinamento: qualcuno lo deve pur fare. Eppure, quando ha modo di pigiare le dita sulla tastiera, restituisce storie e racconti di sport che valgono il biglietto

Il Milan ha capito come battere il Napoli e, dopo il clamoroso poker rifilato agli Azzurri in campionato, si aggiudica anche l’andata dei quarti di finale di Champions League. Basta l’1-0: decide un diagonale di Bennacer che finalizza un ‘azione lanciata magistralmente da Brahim Diaz e proseguita da Leao. Le pagelle dei rossoneri dicono che non c’è nemmeno un’insufficienza: l’algerino e lo spagnolo i migliori in campo insieme a un Maignan sempre più indiziato d’essere tra i tre portieri più forti al mondo. Nel Napoli, Elmas non convince, Kvara intermittente, Lobotka male in occasione del gol subito. Il doppio raptus di Anguissa ne compromette una prestazione fin lì buona.

Coreografia da brividi al Meazza: coinvolto tutto lo stadio nella rappresentazione grafica di un Diavolo in procinto di schiacciare Pulcinella con le mani.

La pioggia leggera che carezza San Siro non è un fastidio, piuttosto agli oltre 7omila tifosi rossoneri ricorda l’onore che spetta alle spose, che quando si bagnano sono fortunate. Stefano Pioli si affida all’usato sicuro: identica formazione che ha sonoramente battuto il Napoli a domicilio in campionato: quattro in difesa e tre alle spalle di Giroud, ovvero Diaz, Bennacer e Leao.

Luciano Spalletti ignora Paganinin e si ripete: nell’emergenza in attacco per l’assenza di Osimhen, come in altre occasioni della lunga carriera da allenatore, non schiera il centravanti, opta per il falso nueve e sceglie Elmas al fianco di Lozano e Kvaratshelia. Per il resto, solo conferme dell’undici annunciato.

Milan-Napoli diretta live testuale della partita

Le pagelle del Milan

  • Maignan 7,5: tra i migliori portieri in circolazione. A chiamata, risponde sempre: poco importa se siano giocate semplici o interventi che lambiscono il terreno dei miracoli. nel finale scomoda nuovamente la sacralità e salva la vittoria negando a Di Lorenzo un gol già fatto. Certezza di livello assoluto
  • Calabria 6,5: è una serata felice anche per il capitano rossonero. Segue pedissequamente le indicazioni di Pioli e ci mette del suo quando tenta le sortite offensive. Gioca d’anticipo in più di una circostanza e gli riesce alla grande.

    Fonte:

    Milan-Napoli, la traversa di Kjaer sugli sviluppi di un calcio d’angolo

  • Kjaer 6,5: gestisce la difesa, straripante in attacco in occasione dei calci da fermo. Clamorosa traversa dopo un’inzuccata potentissima. Unica pecca, la leggerezza finale, quando lascia fuggire via Olivera e gli Azzurri si divorano il pari.
  • Tomori 6: non la sua serata migliore, subisce il pressing azzurro e si avventura in giocate che complicano la vita ai compagni di reparto. Kjaer resta un riferimento fondamentale: è sulla sua spalla che appoggia il braccio quando ha bisogno di un sostegno.
  • Theo 6,5: stavolta non spezza la partita, eppure non riesce a limitarsi al compitino. C’è sempre e, allo strapotere atletico stavolta privilegia una intelligenza tattica che ne risaltano l’ennesima dote da campione. Dopo il vantaggio cura con dovizia di particolari la fase difensiva. Annulla Lozano.
  • Tonali 7: ennesima prestazione da leader vero di un reparto e di una squadra. Martellante, asfissiante, infaticabile. Cuore e polmoni per due.
  • Krunic 6,5: passano 60 secondi e fa in tempo a fare e disfare, prima svirgola e poi rimedia frapponendo il corpo tra il tiro di Kvara e la porta di Maignan. Si incolla a Kvara, macina chilometri, gioca d’anticipo e si immola nel raddoppio.
  • Diaz 7,5: gli basta accendersi con un lampo per regalare ai compagni l’occasione che non si può sbagliare. Va a fiammate ma l’incisività della manovra offensiva del Milan dipende in maniera direttamente proporzionale dai suoi piedi, dalle sue intuizioni, dalle sue premeditazioni.
  • Bennacer 7: micidiale in occasione del gol. Non comincia bene, Pioli lo richiama spesso, poi cresce in maniera esponenziale. Prima della rete del vantaggio ha fatto in tempo a prendere le chiavi della tre quarti e dettare i tempi a Leao e Diaz. Il bolide che trafigge Meret gli restituisce ulteriore sicurezza.
  • Leao 6,5: per 23′ sembra il tizio che guarda nel buco della serratura quel che succede altrove. Poi una fiammata in progressione mette i brividi nella schiena di Meret e strappa il primo applauso scrosciante del Meazza. Negli spazi è devastante, per continuità insufficiente.
  • Giroud 6: dà fastidio, è spigoloso, ruvido. Mai pericoloso al tiro ma quanto è importante che si sacrifichi a vantaggio dei compagni lo si vede negli spazi in cui il trittico che agisce alle sue spalle riescono a infilarsi a turno. Nessuna giocata a lasciare il segno però è preziosissimo nello sporco lavoro che destabilizza la difesa partenopea.
  • Allenatore Pioli 7,5: sa come si fa. Il Napoli è un ostacolo insormontabile per tanti, non per lui. Stessa formazione che aveva sbancato il Maradona in campionato, medesimo l’esito. Successo, stavolta, di misura ma è il Milan a impostare, ripartire, sfruttare gli spazi e imbrigliare la manovra di una mediana, quella partenopea, che non trova continuità. Un cero a San Maignan, un altro a Brahim: per il resto è un Milan che ha rispettato tutti i dettami del suo allenatore.

Le pagelle del Napoli

  • Meret 6: da rivedere in occasione della rete di Bennacer, poteva fare meglio. Per il resto, prestazione attenta e di livello.
  • Di Lorenzo 6,5: concentrato dal primo all’ultimo minuto, non sbaglia quasi nulla sia in fase di impostazione che di contenimento. Spinge a tratti, altre volte è più impegnato a frenare le avanzate di Theo e gli scatti di Leao. Nella ripresa è il più offensivo dei suoi, solo Maignan gli nega il gol con un intervento pazzesco.
  • Kim 6: tre contro tre sulla ripartenza del vantaggio milanista, chiude il varco centrale e costringe Diaz a rilanciare verso destra e, da qui, Leao a imbucare Bennacer a sinistra. Il suo lo fa, qualche affanno quando il Milan gioca in velocità ma superarlo resta impresa ardua. ingenuo sull’ammonizione, la spende male e salta il ritorno.
  • Rrahamani 6: nessuna incertezza particolare, qualche leggerezza. Gli tocca una gara complessa, anche lui portato all’affanno dalla velocità avversaria.
  • Mario Rui 6: nervoso, incline alla protesta, lamenta il gioco rude degli avversari e gli scarsi interventi del direttore di gara. Meglio avrebbe fatto, nella prima parte di gara, a concentrarsi di più sulla partita: Diaz crea scompiglio, Rui si aggrappa all’esperienza e spesso gli va bene. Ripresa in crescendo, si presenta al tiro ma spreca un’ottima occasione calciando alto da posizione favorevolissima.

    Fonte:

    Milan-Napoli, il rosso ad Anguissa per somma di ammonizioni

  • Anguissa 5: fa la diga, recupera palloni ed è infaticabile nel lavoro di pressing. Poi, due sciocchezze c he sommate diventano una follia: doppio giallo in 4′, Napoli in dieci e rimonta compromessa definitivamente.
  • Lobotka 6: mezzo gol di Bennacer lo ha sulla coscienza. Si fa saltare da Diaz nella metà campo rossonera senza curarsi del campo aperto lasciato allo spagnolo. Uomo d’ordine e metodo lo è sempre, anche stavolta. Pulisce e rifinisce ma, nella tenaglia di Tonali e Krunic che non gli danno il tempo di ragionare, va in difficoltà.
  • Zielinski 6,5: archivia, anche mentalmente, la prestazione disastrosa contro i rossoneri in campionato. Corre, fa filtro, imposta, dà il là e si presenta al tiro. Costringe Maignan a un intervento clamoroso che gli nega il gol. Male in occasione dell’ammonizione al 38′: il giallo se lo porta dietro anche dopo, costretto dalle circostanze a limitare l’impeto e gestire il giallo. Decisivo in copertura.
  • Lozano 5,5: non sfonda, non decolla, non incide. Una delle armi più imprevedibili a disposizione di Spalletti si scopre con le polveri bagnate.
  • Elmas 5,5: entra subito in partita, è nel vivo del gioco e occupa indistintamente gli spazi della tre quarti rossonera. Si capisce presto, tuttavia, che la nuova posizione non gli calza a pennello e, fermo restando l’impegno, non sempre si trova al posto giusto nel momento in cui deve. L’ingresso di Raspadori gli consente di riprendere posto all’esterno: è più a suo agio.
  • Kvaratshelia 6: mobile, agile, insidioso. La partita del georgiano comincia nel migliore dei modi, tra slalom e incursioni. Va subito al tiro, è determinato e concreto. Krunic non lo molla, marcatura asfissiante di cui Kvara risente e, col passare dei minuti, fatica a ritrovare la posizione. Nella ripresa torna a essere frizzante ma patisce la scarsa assistenza: quando decide di mettersi in proprio, fa tutto bene fino al momento della conclusione.
  • Allenatore Spalletti 5,5: il giudizio non è legato alla singola gara. Stavolta l’analisi è più profonda. Il Napoli è in flessione, lo ha detto anche il campionato: il gran finale necessità che ogni tassello torni a essere incasellato al posto giusto. Spalletti ne ha la grande responsabilità e gli tocca sistemare ogni cosa in sette giorni. Se lo scudetto è ormai cosa fatta, la semifinale di Champions stasera è più lontana.

La pagella dell’arbitro

Istvan Kovacs sotto attacco incrociato per una pessima gestone dei cartellini. Il trentottenne, insegnante di educazione fisica, non soddisfa il Milan né il Napoli: gli azzurri contestano i mancati gialli a Leao e Giroud nella prima frazione, i rossoneri quello a Kim che già nel primo tempo aveva fatto scaldare Pioli. Le ammonizioni a Kim e Anguissa – con rosso conseguente – lasceranno strascichi non tanto per l’incidenza che hanno avuto in questa occasione ma per il fatto che privano gli uomini di Spalletti di due pedine fondamentali in vista del ritorno.

Il nostro SUPERTOP

Brahim Diaz: gli basta davvero poco per diventare decisivo al cospetto di una delle difese più blindate d’Europa. Aveva fatto male al Napoli in campionato, è ancora lui a trasformarsi nel più devastante dei tre quartisti del Milan e lasciare un segno indelebile. La cavalcata che porta al primo gol è una giocata che vale, da sola, il prezzo del biglietto.

Il nostro SUPERFLOP

Anguissa, come Pulcinella. La coesistenza di opposti. Della mediana del Napoli è quello che gira meglio, entra in partita e ci resta. Si danna e lo fa con grande abnegazone, i risultati gli danno ragione. Poi, si spegne in 4′ e infila due sciocchezze che ne causano l’espulsione.

La coreografia di Milan-Napoli 1-0

75.000 spettatori, almeno 4mila quelli del Napoli, incasso di poco superiore agli 8 milioni di euro: il secondo più alto mai fatto registrare nella storia del calcio italiano. Ingresso in campo delle due formazioni in una cornice spettacolare: la coreografia pensata e allestita dai tifosi del Milan si è sviluppata lungo tutto lo stadio Meazza.

Fonte:

Milan-Napoli, la coreografia dei tifosi rossoneri su tutti gli anelli di San Siro

Cartoncini rossi, neri e bianchi a richiamare i colori del club: lungo gli anelli del settore verde, una coppa dei Campioni con il numero 7 al centro, a richiamare il grande lustro dei rossoneri nella massima competizione europea, vinta sette volte.

Fonte:

Milan-Napoli, il dettaglio della coreografia rossonera in curva Sud

In curva Sud e lungo tutti gli anelli del settore blu, il Diavolo assale Pulcinella ed è in procinto di schiacciarlo con le mani: lungo la balaustra, campeggia la scritta: “Nelle nostre mani il nostro destino”.

Il calendario del Milan tra campionato e Champions League

Fasi cruciali, mese topico: i quindici giorni che separano dalla fine di aprile rappresentano i momenti chiave della stagione dei rossoneri. Fuori dalla coppa Italia e impossibilitati – tra un po’ anche dalla matematica – a contendersi lo scudetto, gli uomini di Pioli hanno due obiettivi fondamentali: il piazzamento Champions in serie A e l’approdo alla semifinale della massima competizione europea.

A questo punto, vietato scegliere tra l’uno e l’altro ma l’evidenza (e i conti economici) porta dritti verso un percorso obbligato: è escluso non centrare almeno il quarto posto della massima competizione italiana. Quattro sfide in mezzo mese: la trasferta di Bologna del 15 è un appuntamento essenziale, i tre punti sono necessari per non compromettere il proseguo.

Tre giorni dopo, riflettori accesi a sera: il rematch di Champions League di martedì 18 contro il Napoli – allo stadio Maradona – è crocevia senza appello. Dentro o fuori. Con o senza passaggio del turno, occorrerà poi rituffarsi con il massimo della concentrazione in campionato: gara interna contro il Lecce il 23, trasferta all’Olimpico contro la Roma il 29.

Le prossime partite e il calendario completo del Milan

Il calendario del Napoli tra campionato e Champions League

Il sogno si è sdoppiato, campionato e Champions League: della serie “vabbè se lo devo fare, lo faccio bene”. La storia sportiva del Napoli è inscindibile da quella della città: un tutt’uno – sport e società civile – che è ampiamente dimostrato dagli immensi preparativi di una festa che – tra i vicoli, nei quartieri – è già iniziata.

Nessuno crede più che lo scudetto possa essere in discussione, più d’uno sta cominciando a solleticare l’idea che le celebrazioni possano essere addirittura più clamorose delle aspettative. Non si dice niente in maniera esplicita, lo suggerisce la scaramanzia. Allora, ci si limiti a questo: 15 giorni decisivi, dal 15 al 29 aprile. Le tre sfide di serie A potrebbero essere decisive per la conquista del terzo scudetto: con 16 punti di vantaggio a 9 partite dal termine, la matematica dice che già tra due settimane gli Azzurri potrebbero dare il là ai festeggiamenti.

Il trittico di campionato è il seguente: in casa contro il Verona il 15, trasferta a Torino contro la Juventus il 23, al Maradona il 29 contro la Salernitana. Già contro i bianconeri, quindi, il tricolore potrebbe non essere più un obiettivo ma diventare un risultato. A cavallo tra il Verona e la Juve, il ritorno dei quarti di finale di Champions League: 18 aprile, ore 21, stadio Maradona.

Le prossime partite e il calendario completo del Napoli

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