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Euro2024, il giallo dei cori pro Putin dei tifosi della Romania contro l'Ucraina: l'Uefa indaga

La Uefa drizza le antenne dopo aver già aperto un'indagine per i cori anti Kosovo durante Serbia-Inghilterra. Ma i tifosi romeni hanno davvero inneggiato a Putin?

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Un giallo accompagna il post partita di Romania-Ucraina, terminata 3-0 a favore della selezione di Edward Iordanescu. Sui social circolano video che ritraggono i tifosi della selezione romena mentre inneggiano cori pro-Putin. Una provocazione nei confronti del Paese invaso dalla Federazione Russa? Non sarebbe proprio così. Tutt’altro.

Cori pro Putin a Euro2024? Che cosa sarebbe successo

La Romania ha avviato il festival delle sorprese nel Gruppo D travolgendo 3-0 l’Ucraina piena di talento guidata da Rebrov. Stanciu, Marin e Dragus hanno consentito alla Tricolorii di balzare in vetta al girone, dove si è piazzata anche la Slovacchia di Ciccio Calzona, capace di mandare addirittura al tappeto il Belgio. Ma non è solo il risultato del campo ad aver destato clamore. Sì, perché sui social hanno fatto capolino i video dei cori pro Putin che sarebbero stati intonati all’Allianz Arena di Monaco di Baviera da parte dei sostenitori romeni per provocare gli avversari. Sono trascorsi ormai più di due anni dall’invasione della Federazione Russa ai danni dall’Ucraina e migliaia di persone hanno perso la vita: ecco il motivo di tanto sdegno sul web.

I tifosi romeni hanno davvero inneggiato a Putin?

Non sarebbe affatto così. Almeno non secondo quanto ricostruito dal Centro per le comunicazioni strategiche e la sicurezza dell’informazione in Ucraina, che ha etichettato le clip incriminate come fake news. In base a quanto sostenuto (la notizia è stata poi ripresa anche da diversi media romeni), in realtà il coro di sostegno al presidente russo sarebbe stato aggiunto ad arte, prendendolo da un coro anti-Putin intonato solitamente dai sostenitori ucraini. Inoltre viene sottolineato come nessuno sia ripreso frontalmente in modo che si possa leggere il labiale e che il movimento delle braccia non è sincronizzato con il canto, come di solito accade negli stadi.

Dopo il precedente con la Serbia la Uefa vigila

La Uefa ha drizzato le antenne e vigilia sulla questione, soprattutto dopo quanto si è già registrato in occasione del match tra Serbia e Inghilterra. I cori anti Kosovo, infatti, non sono passati inosservati, tanto è vero che la Uefa sta indagando per stabilire esattamente cosa è successo durante la sfida che i Tre Leoni hanno vinto domenica a Gelsenkirchen. Come riferito dal britannico Guardian, l’indagine per “lanci di oggetti” e “messaggi provocatori che non trovano collocazione nel contesto di un evento sportivo”, dovrebbe durare diverse settimane.

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